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Opinioni e commenti
 

Lo spread della pazzia
Pubblicato il 21-05-2014


Consentitemi uno sfogo. Mettiamo che un commentatore di una campagna elettorale di trent’anni fa venga catapultato improvvisamente in questa. Non penso crederebbe ai suoi occhi. Penserebbe forse di essere in una sorta di Scherzi a parte dell’epoca. Certo non troverebbe più i vecchi partiti e ne sarebbe anche sconvolto. Famiglie intere che si tramandavano convinzioni politiche, battaglie ideali, quasi sempre ingaggiate nel rispetto dell’interlocutore, tutto sparito e sostituito da nuove sigle senza storia e senza identità. Ma questo è il meno. Quel che risulterebbe per lui scioccante è lo stuolo di protagonisti e il loro linguaggio. Vediamoli.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che il comico Beppe Grillo, allora impegnato in qualche rara apparizione televisiva a causa della sua reiterata campagna di accuse nei confronti dei socialisti, sarebbe diventato il leader del principale partito italiano. Nessuno avrebbe potuto immaginare che un imprenditore televisivo, nonché presidente del Milan, avrebbe ricoperto per anni l’incarico di presidente del Consiglio, che sarebbe stato condannato per evasione e truffa fiscale e avrebbe, da affidato ai servizi sociali, promosso con qualche possibilità di successo la sua campagna. Ma nessuno avrebbe mai potuto credere che un giovane di trentanove anni, da sindaco di una città italiana, sarebbe diventato d’un colpo segretario del primo partito della sinistra e presidente del Consiglio.

Aggiungiamo che il nostro non potrebbe certo immaginare un presidente del Senato che non ha mai fatto il senatore e un presidente della Camera che non ha mai fatto il deputato. E neppure ministri che provengono da non si sa dove e che nessuno conosce. Ma certo non potrebbe davvero pensare che tutto questo sia un bene per l’Italia. E che la novità imperniata sull’inesperienza sia decantata come virtù. Ma quello che lo renderebbe incredulo è la volgarità del confronto, o se si preferisce dello scontro, elettorale, alimentato e non governato da conduttori televisivi, che rispetto agli Zatterin e ai Granzotto, ma anche ai Minoli, sembrano Benetti e Furino rispetto a Baggio e Rivera.

Mentre le parole che si pronunciavano allora erano “sistema, idea, sinistra, destra, anticomunismo, socialismo democratico” e via discettando quelle di oggi sono “assassino, Hitler, Stalin , Pol Pot, buffone, ebetino, cretinetto, figlio di troika, pluripregiudicato, mafioso” e ne cito solo alcune. C’è da stupirsi che lo spread italiano sia improvvisamente volato a quota 200 proprio oggi? Anche un commentatore straniero odierno ci osserva come fossimo strani animali. Avevamo il fattore K, adesso abbiamo il fattore cacca. Un coacervo di strani personaggi che si fronteggiano come pugili sul ring senza regole. Noi oggi subiamo un nuovo differenziale negativo, forse assai più dell’ultimo paese europeo, mentre perfino la Spagna ci guarda dall’alto. D’altronde questo siamo. Squalifichiamo Gerry a carogna dopo avergli chiesto aiuto…

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Commenti all'articolo
  1. Caro DIrettore grazie per aver riaperto una finestra sulle nostre convinzioni e ragione di esistere. Identità è il fattore chiave. Altroche.

    Quanto al futuro, finché il Presidente Napolitano sarà li, credo che possiamo stare tranquilli, il Governo non finirà in mani sbagliate.

    Dopo il fattore mi sembra che ci sia in giro un altro patto, da nominare Fattore G, che poco ha a che fare col punto G, ma potrebbe avere gli stessi effetti estatici: evitare che leader antisistema prendano il potere.

    La attuale legge elettorale come rivista dalla Corte, proporzionale puro, preferenze e senza premio è l’antitodo perfetto al Fattore G.

  2. il nostro rating dipende anche dal fatto che nessuno ha voglia di investire in un paese dove la maggioranza di quelli che vanno a votare votano per due cialtroni impresentabili in qualunque parte del mondo

  3. Caro Direttore,
    io ho un certo disprezzo per le classi dominanti (chiamarle dirigenti mi sembra troppo) , ma credo che una partitocrazia senza identità si sia andata affermando anche per il ruolo dei media , segnatamente la rai. Ho letto, mi sarei divertita se non fossi italiana, le interviste di Vespa, i comemnti di mentana , i rosicamenti di chi ha invitato Grillo e non l’ha avuto. Ci fosse stato un salottino che ha invitato Schultz (che ovviamente voterò scegliendo Pd candidati socialisti) , la deliziosa Verde, o anche tutti gli altri. Passa invece Meloni che dice che Ve Ver Ver… ha un nome che è impronunciabile.
    Sono i media di regime, peggio di regime vaticaliano, i volenterosi carnefici della democrazia.

  4. L’articolo mi piace.
    Mi chiedo, però, per quale motivo direttore non ti sei battuto per presentare la lista PSI per le elezioni Europee. Comunque di tutto questo avremo modo di riparlarne e personalmente chiederò le dimissioni di questa segreteria per manifesta miopia politica.

  5. Spieghiamocela così:
    Se rivediamo un film degli anni ’50 e ’60. di qualsiasi valore artistico, troviamo una pulizia di linguaggio e di sentimenti che ai giorni d’oggi non si trova più, non solo al cinema o alla TV, ma neanche nella vita reale, anche tra le classi agiate.
    E’ l’Italia che è sprofondata nel nulla…

  6. Mauro,non è un caso che io condivida in pieno le tue considerazioni e l’impostazione che non è affatto nostalgica ma un reale e concreto raffronto tra stili di coportamento.Purtroppo, la totale mancanza di veri gruppi dirigenti porta gli attuali protagonisti della vita politica italiana a non esporre mai contenuti concreti per affrontare i problemi che affliggono il nostro Paese.

  7. Quando si calpestano i principi, i valori, le regole di una democrazia i risultati non possono essere che questi, il Paese sta diventando un centro di raccolta invece di essere comunità e la casta più potente la Magistratura è divenuto il vero ed unico potere.Il caso di Milano è significativo uno scontro all’interno della Procura più importante del Paese che rischia di creare un danno al Paese e la politica è silente il Ministro si tiene alla larga questo dimostra che non abbiamo più una Magistratura indipendente ma che il Paese è divenuto dipendente e la sovranità è andata a farsi un giretto.

  8. Finchè non si applicherà per legge l’art.49 della CC,cioè si ammetteranno alle elezioni soltanto le Liste di Partiti accreditati come garanti del “metodo democratico”,non ci saranno le condizioni per risalire dal …..disfacimento:diffuso in ogni settore è una DECADENZA!!

  9. La situazione odierna è molto ingarbugliata per tutte quelle situazioni elencate da Mauro e questo nuovo corso della seconda Repubblica, durato ormai da troppo tempo, sta degenerando sempre più con i protagonisti di oggi e altri di ieri di cui tutti si accorgono, tutti ne parlano anche gli stranieri, ma in concreto gli italiani cosa fanno se non seguire il corso mediatico di chi le spara più grosse lasciandosi trascinare nella deriva e dimenticando quali sono gli effettivi problemi loro e della Nazione. Le soluzioni dei problemi restano in mano a gente che non siede nemmeno in Parlamento, che è un’altra stortura della situazione pseudo moderna. Mi domando a questo punto perchè tanti italiani abbiano smarrito il senso della mancanza di una politica degna di questo nome, che non sia urlata in ogni occasione e modificata e seconda di chi sta davanti a chi vuole lo sfascio di tutto. La mancanza di partiti, non della vecchia partitocrazia, è sempre più avvertita anche dalla gente comune. Partiti con una democrazia interna che sappiano riprendere in mano il bandolo della matassa, ma queste considerazioni per qualcuno sono soltanto paranoia in quanto i partiti sono solo spazzatua e devono essere spazzati via instaurando poi via web (con 40/50.000 internauti) un tribunale del popolo che giudichi tutti e che non a caso ricordano la rivoluzione francese in cui manca solo la ghigliottina. La nostra battaglia deve essere portata avanti sull’art. 49 della Costituzione e legiferare in merito per riportare l’Italia alla normalità sotto tutti i punti di vista prima di arrivare al collasso totale.

  10. Non viene il sospetto che al degrado abbia contribuito la scelta di non presentare una lista socialista, di unità socialista , a sostegno di Schulz? I Verdi hanno avuto il coraggio di presentare la lista senza raccogliere le 150.000. Hanno anche avuto fiducia, i Verdi, che la soglia del 4% salterà grazie ai miei ricorsi di avvocato democratico e socialista

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