lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’ombra di Kucan dietro l’addio del Premier sloveno
Pubblicato il 05-05-2014


Alenka_Bratusek-SloveniaIl Premier della Slovenia Alenka Bratusek si è recata dal Presidente della Repubblica, Boris Pahor, per rassegnare le dimissioni. E’ questo l’epilogo della crisi politica che ha investito il suo governo di centro-sinistra nelle scorse settimane. È durata poco più di un anno l’esperienza di governo della Bratusek che aveva suscitato tante aspettative dopo la sconfitta elettorale e politica dell’ex Premier di centro-destra, Janez Jansa, condannato per episodi di corruzione.

Ma, le dimissioni  di Alenka Bratusek sono da attribuirsi oltre che a dissensi interni alla maggioranza, anche al fatto che all’interno del suo partito “Slovenia positiva” il suo rivale, il sindaco di Lubiana Zoran Jankovic, ha conquistato la supremazia.

Jankovic, molto apprezzato per la sua attività amministrativa è considerato un po’ l’erede politico del tuttora molto popolare ex Presidente della Repubblica, Milan Kucan, che portò la Slovenia all’indipendenza dopo la traumatica frantumazione della Jugoslavia. Di fatto, c’è chi vede dietro quello che sta accadendo in Slovenia proprio l’ombra di Kucan.

Dopo le dimissioni della Bratusek si apre dunque in Slovenia un periodo molto complesso a livello politico che farà sentire i suoi effetti anche sulla situazione economica: recentemente, infatti, sono stati introdotti notevoli tagli alla spesa pubblica, tra cui l’abbassamento degli stipendi nelle aziende pubbliche e un rigoroso piano di risparmi e razionalizzazioni per uscire dalla crisi.

Di fronte a questo scenario, è semplicistico affermare che si possa andare a elezioni anticipate alla fine di giugno. In Parlamento, per esempio, bastano le firme di dieci deputati per proporre un nuovo premier e i partiti di centro destra vorrebbero andare a elezioni anticipate dopo le Europee che costituiscono un test importante per capire come evolverà la situazione interna.

L’Italia guarda con estrema attenzione a quanto sta accadendo in Slovenia anche per i noti legami economici e culturali che ci legano a un Paese che, per noi, ha rappresentato sempre la porta verso l’Est. L’entrata della Slovenia nell’Unione europea ha rafforzato la cooperazione, soprattutto grazie ai fondi europei, con alcune regioni italiane come il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e l’Emilia Romagna coinvolte nei programmi interregionali europei.

Anche per questo Debora Serracchiani, presidente del FVG e vicesegretario nazionale del PD, ha auspicato “nell’interesse delle comunità coinvolte una rapida soluzione della crisi di Governo nella Repubblica di Slovenia”, ricordando che “Italia e Slovenia possono giovarsi di forti punti di riferimento nelle figure dei rispettivi Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Boris Pahor”.

Proprio i due capi di Stato si incontreranno martedì 6 maggio a Roma nel corso della visita ufficiale di Pahor in Italia.

Alessandro Perelli

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