lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti: in migliaia
all’assalto dell’enclave
spagnola di Melilla
Pubblicato il 28-05-2014


Migranti-MelillaDuemila migranti, provenienti dai Paesi dell’Africa sub-sahariana, hanno tentato di scavalcare durante la notte scorsa la frontiera che separa il territorio del Marocco dall’enclave spagnola di Melilla e di questi circa 500 sono riusciti a entrare nella città autonoma che si affaccia sullo stretto di Gibilterra.

Lo hanno reso noto fonti della prefettura locale, calcolando che si tratta, del maggiore assalto registrato dal 2005, alla doppia barriera di protezione della frontiera, alta sei metri con rete e filo spinato.

Cartina-immigrazione

Il nuovo arrivo di immigrati di origini subsahariane, si è riversato verso le 5.30 del mattino soprattutto in prossimità dei passi frontalieri di Beni Ensar e del Barrio Chino, intercettati dagli elicotteri della Guardia Civil che controllavano la zona. Il mezzo migliaio di subsahariani che sono riusciti a scavalcare le recinzioni si sono diretti di corsa al Centro di soggiorno temporaneo per immigrati (Ceti) di Melilla, dove sono stati ricevuti fra canti di vittoria dai migranti ospitati nella struttura.

Il Ceti di Melilla ha una capacità di accoglienza di 480 persone, attualmente ne ospita oltre 2.500 di 30 nazionalità diverse, ai quali questa mattina si sono aggiunti i nuovi arrivi.
Per far fronte alla situazione di emergenza, sono state montate tende dall’esercito e dalla Croce Rossa. Il ministro spagnolo dell’Interno, Jorge Fernandez Diaz, in dichiarazioni ai media ha riconosciuto che il Ceti dopo gli ultimi arrivi in massa di migranti” è attualmente in una situazione a limite”. Per “coordinare sul territorio” l’emergenza, si recherà a Melilla anche Francisco Martínez segretario di Stato alla sicurezza e numero due del ministro che ha già annunciato l’incremento della vigilanza alla frontiera con 300 nuovi agenti e l’installazione delle nuove reti anti-arrampicata.

Sempre secondo il ministro dell’Interno, in migliaia stanno scendendo dal monte Gurugù, vicino alla frontiera marocchina, per tentare di passare in territorio spagnolo.

Sara Pasquot

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