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Opinioni e commenti
 

Mobilità e qualità della vita
Pubblicato il 28-05-2014


L’urbanistica moderna era nata dal problema di risolvere tutti i problemi dello spazio umano, da quelli minori ai maggiori, dentro la nuova “ grande dimensione” che la società moderna era costretta ad affrontare a causa di una espansione della popolazione senza confini. Il vero problema non fu quello di regolare lo sviluppo e la crescita, quanto quello di rimuovere gli ostacoli tradizionali che vincolavano lo spazio. Per questo, le origini dell’urbanistica moderna furono di tipo liberali contro i vincoli dell’espansione e per contro la rivoluzione industriale adottò il motto del laisser faire. Costruire sì, ma in modo chiaro ed umano, tenendo presente che l’uomo ha bisogno di “aria”, di “sole”, di “verde”, e di uno spazio per i suoi liberi movimenti e per le sue soste.

Nulla di tutto questo1 Un diluvio di cemento ha invaso la città, rendendo anonimo e banale ogni luogo. Viviamo in un’epoca in cui tutti parlano di urbanistica, di inquinamento, di efficienza, di qualità totale che ben si coniuga con il tema della mobilità. Intanto, il disordine cresce perchè la politica, attraverso il sistema della lottizzazione e degli incarichi ha dimenticato su come governare la città. Coniugare ingegneria ed azione politica è stato e permane tuttora uno dei nodi non risolti in Italia. In particolare coloro che producono ingegneria e coloro che licenziano  sia le leggi che le strategie, avrebbero dovuto ben conoscere le obiettive difficoltà legate alle caratteristiche del  territorio. In sostanza, pianificare, progettare e intervenire sono alla base per creare e trasformare la città, il quartiere, la piazza e l’edificio.

Quello che meraviglia, invece, è la programmazione di nuovi interventi edilizi di rilevante impatto nel traffico mentre vengono cancellate intere arterie di traffico. I cittadini amano il verde quando è mantenuto pulito e fruibile. Sono, invece, terrorizzati dove lo spazio è abbandonato a se stesso, disponibile a discariche fonte di incendi. Cosa è in definitiva la qualità della vita ? E’ la sostanza del rapporto che lega il singolo con la realtà che lo circonda. Non si possono costruire insediamenti senza un serio studio sul traffico. Occorrono fatti e non parole. Per questo ci attendiamo progettazioni serie corredate da opportuni studi sulla regolamentazione del traffico e sull’impatto ambientale. Scelte politiche concrete discusse con i cittadini messi in condizione di valutare con  numeri e progetti alla mano i pro e i contro da ridurre al minimo i danni a chi ci vive perchè la città appartiene ai cittadini.

Ernesto Calluori 

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Commenti all'articolo
  1. Il problema nasce a monte, ovvero dall’organizzazione fiscale e politica degli enti territoriali che dovrebbe governare e gestire il territorio. La Carta Europea del Suolo dichiara che il suolo è uno dei beni più preziosi dell’umanità. Nonostante ciò, il suolo in molti contesti italiani sembra essere diventato una risorsa monofunzionale, di tipo economico, finalizzata esclusivamente alla generazione di rendita per il privato e, da qualche tempo, di gettito per gli enti pubblici. Da quando l’ICI/IMU è stata eliminata la prima volta dal governo Berlusconi si è assistito ad un graduale impoverimento degli enti pubblici preposti al governo della città, ovvero i Comuni. Questo a portato ad un’ulteriore corsa all’urbanizzazione sfrenata pur di rimpinguare e salvare il bilancio già povero dei comuni italiani, questo grazie agli oneri di urbanizzazione, derivanti dallo sfruttamento di terreni agricoli delle periferie delle nostre città facendo spazio a nuovi centri commerciali e grandi complessi residenziali del tutto fuori dal contesto metropolitano. Tutto ciò ha delle forti influenze sulla mobilità e sulla disaggregazione del territorio. Assistiamo al proliferare di infrastrutture per la viabilità senza una vera pianificazione a larga scala che segua i principi urbanistici ed espansionistici della città, il che garantirebbe un risparmio economico, sociale e Ambientale. Spesso nelle grandi città ci troviamo a percorrere in sella alla nostra bici percorsi ciclabili che si interrompono e magari riprendono il loro tragitto km dopo , quindi costretti ad addentrarsi nel traffico veicolare mettendo a proprio rischio la vita. Il confronto con le grandi capitali del Nord Europa è imbarazzante e siamo lontani anni luce dal concetto di mobilità sostenibile e sicurezza urbana nelle nostre città , tanto belle grazie ai nostri avi e sempre più invivibili grazie ai nostri attuali governanti ignoranti e corrotti.

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