domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

MORIRE DI LAVORO
Pubblicato il 01-05-2014


Primo-Maggio

“Una giornata per ricordare chi muore di lavoro”, Carlo Soricelli, ex operaio metalmeccanico e fondatore dell’osservatorio indipendente sulle vittime del lavoro ha lanciato un appello per il primo maggio per ricordare le persone che sono morte lavorando, un appello a cui hanno aderito in molti, portando la fascetta nera al braccio in un giorno in cui si dovrebbe festeggiare il lavoro e i lavoratori.

“Ho iniziato a monitorare i lavoratori vittime del proprio lavoro dal gennaio 2008, sconvolto dalla vicenda del rogo alla Thyssen di Torino nel dicembre del 2007. Io stesso sono un operaio e iniziando con l’osservatorio mi sono accorto di quante persone morivano senza che nemmeno risultassero all’Inail. Insomma non delle morti bianche, ma dei veri e propri fantasmi”. L’Osservatorio infatti era nato per fare luce su un fenomeno ormai messo da parte o trascurato dai media e dalla politica, ma dopo anni di denunce Soricelli ha iniziato uno sciopero della fame sabato e ha interrotto la diramazione sulle notizie dei decessi sul lavoro.

“Io e i miei collaboratori abbiamo lavorato in questi anni contro l’indifferenza delle Istituzioni su un fenomeno noto nel nostro Paese, abbiamo scritto anche al Presidente Renzi, al ministro Poletti e infine al ministro Martina per mettere in atto una campagna di informazione contro questa strage ma siamo rimasti delusi. Nessuna risposta. Anzi dallo scorso marzo i morti nel lavoro agricolo sono aumentati”. E aggiunge: “Il solo a non essere indifferente è il Presidente Napolitano che più volte ha fatto appello contro il perpetrarsi di queste stragi”.
Alla data del 23 aprile, sono 169 i morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno con un +20,3% rispetto allo stesso giorno del 2013, secondo le statistiche ufficiali.

L’ex operaio poi avverte che nonostante la cifra dei decessi sia enorme resta irrisoria rispetto alla realtà: “Tutti i morti con partita iva, come i rappresentanti, i lavoratori nell’esercito, che hanno un’assicurazione a parte e infine, ma non per ultimi i lavoratori in nero, tutti questi lavoratori non sono presi in considerazione dai dati dell’Inail, quindi il fenomeno è più esteso di quanto si possa immaginare e soprattutto nessuno ne parla”.

Per combattere l’indifferenza generale Soricelli ha invitato tutti a indossare il lutto nero al braccio in questa giornata che appare sempre più paradossale tra chi il lavoro non ce l’ha e chi è morto lavorando.

Maria Teresa Olivieri

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