sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Per Grillo e Farage
il sogno europeo è un incubo
Pubblicato il 30-05-2014


Grillo-farageDopo il voto alle urne europee, il “garante” del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, sta studiando le possibili alleanze al Parlamento di Bruxelles. La scelta sembra essere già stata presa: l’interlocutore privilegiato è Nigel Farage dell’UKIP.

Il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (in inglese United Kingdom Independence Party, UKIP) è un partito euroscettico fondato nel 1993 e il loro obiettivo principale è l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Inoltre l’UKIP propone un programma improntato al liberismo economico e ai valori della destra più conservatrice: oltre all’uscita immediata dall’Unione Europea, si propone di aumentare le spese militari, raddoppiare la capienza delle carceri e bloccare l’immigrazione sia dall’Europa meridionale sia dall’est Europa.

“Siamo ribelli con una causa comune”: queste le parole di Grillo. “Se riuscissimo a trovare un accordo, potremmo divertirci a causare un sacco di guai a Bruxelles”: le dichiarazioni di Farage. Tuttavia sul blog di Beppe Grillo ci sono già i malumori degli iscritti, i quali non vorrebbero far sedere i propri europarlamentari con un gruppo anti-Europa. Infatti la campagna elettorale di Grillo era incentrata su un nuovo tipo di Europa: l’Europa comunitaria. L’ultima parola, così assicurano Casaleggio e Grillo, dovrebbe spettare alla rete. Dovrebbe.

Le critiche più pesanti provengono dalla parlamentare M5S Giulia Sarti, la quale si dice sconcertata dall’incontro del capo politico dell’M5S con il leader dell’UKIP. Se prima delle elezioni Grillo chiuse la porta in faccia alla Le Pen, perché ora se ne apre una per Nigel Farage? Entrambe le formazioni politiche sono xenofobe, estremiste ed euroscettiche. Altre perplessità sono state espresse dal vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio.

La prossima settimana si terrà a Roma un incontro con i parlamentari grillini per convincerli dell’Alleanza. Si preannuncia una seduta di Movimento calda e agitata, poiché Roberta Lombardi minaccia fin da ora che ci saranno espulsioni. La domanda che si pongono tutti è la seguente: decide Grillo o la Rete? C’è chi risponderebbe che “Grillo è la Rete!”.

Il 26 giugno scade il termine per aderire a un gruppo parlamentare europeo. L’ipotesi più accreditata è quella di una macro-area euroscettica comprendente: Lega Nord, Front National, UKIP, M5S e, perché no, gli Indignados, oltre al partito neo-nazista danese e altre formazioni politiche cristiane fondamentaliste scandinave. Alla faccia de “l’Europa comunitaria”.

Manuele Franzoso

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