domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Perché Pd-Pse
Pubblicato il 22-05-2014


Il voto di domenica sarà politico. Inutile girarci attorno. Lo sarà perché dall’Europa discendono le scelte fondamentali della politica economica italiana e perché dal risultato dipendono le sorti del nostro governo. Renzi dice che non sarà così. Lo fa per scaramanzia. Ma racconta una bugia. Andiamo con ordine. Oggi tratterò le ragioni europee. È evidente che i due grandi schieramenti tradizionali dovranno affrontarne un terzo che sta avanzando ovunque. Ed è quello anti europeista che, approfittando dei limiti e delle contraddizioni dell’Europa monetaria, sta riscuotendo consenso anche in Italia. I movimenti “no euro” credo che non porteranno allo sviluppo e ad una maggiore democrazia. La soluzione non può essere “meno Europa” , ma “più Europa”. Quella politica delle decisioni comuni, dei comuni destini.

Su questo si concentrano le differenze dei due schieramenti tradizionali: quello popolare, ormai egemonizzato dalla Merkel, che intende proseguire nella politica del rigore, anche senza sviluppo. E quella dei socialisti che intendono contestarla in nome della crescita. È evidente che a seconda del voto possono prevalere l’una o l’altra delle ricette. Il caso dell’Italia è eloquente. Col solo rigore, imposto da un patto di stabilità che doveva e poteva essere corretto, il nostro Paese non solo ha fermato la crescita, ma ha anche aumentato il rapporto tra debito e Pil salito fin’oltre il 130 per cento. La grande contraddizione è che nel contempo, col Fiscale compact, si pretende una diminuzione di tale rapporto, nell’arco di vent’anni, per riportarlo entro il 60 per cento. È vero che già il trattato di Maastricht lo contemplava. Ma da Maastricht son passati ventidue anni. Ed è successo di tutto. Anche le costituzioni si possono cambiare. Non si comprende perché solo quel trattato debba essere considerato intangibile.

Ma anche Maastricht rimanda a un’altra politica. Delle due l’una. O riprenderà la crescita e grazie ad essa si potrà raggiungere questo risultato senza insopportabili, drammatici sacrifici. Oppure dovremo tagliare 40 miliardi all’anno e questo si rivelerà una vera e propria tragedia. Teniamo presente che il rapporto tra debito pubblico e Pil italiano che era del 50 per cento nel 1980, dell’86 per cento nel 1987, è salito sempre, tranne qualche lieve decrescita nel 2000, per arrivare, col vento gelido della recessione, ai livelli attuali. Era superiore solo tra il 1920 e il 1924. Sappiamo come è andata a finire. Dunque siano i socialisti a indicare l’unica via per la salvezza. L’unico strumento possibile è togliere gli investimenti dal patto, pagare tutti i debiti della pubblica amministrazione, detassare in modo cospicuo il lavoro e gli investimenti e certo tagliare la spesa pubblica improduttiva.

Per fare questo dobbiamo appoggiare i socialisti europei perché le decisioni di fondo si prenderanno in Europa. Dunque votare il Pd-Pse. Lo dico perché ne sono convinto. Perché i fatti lo pretendono. Lo dico anche a quei nostri compagni che avrebbero preferito una nostra lista. Non c’è tempo per divisioni e diversivi. É il momento di spingere unti in nome del socialismo democratico europeo. Che è vivo e che porta con sé la soluzione del problema. Votiamo la lista socialista europea, votiamo i nostri candidati, Lombardi nel Nord Ovest, Cinti nel Nord Est, Bucci nel Centro e Serpillo nel Sud. Poi faremo i conti.

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Commenti all'articolo
  1. Schulz deve risultare il più votato per avere le maggiori chances. Non presentando una lista di unità socialista a sostegno di Schulz abbiamo danneggiato la sua candidatura. Ci sono migliaia di enti locali che rinnovano in contemporanea. In molti di questi il PD ha ostacolato le liste e le candidature socialiste. rifiutando anche apparentamenti. Come pensate che i compagni discriminati possano votare per le europee per un partiti che non le vuole. La sua adesione al PSE è stata pagata col lo scioglimento di fatto dell’Internazionale socialista e al prossimo congresso il PSE cambierà nome. Una lista di unità socialista avrebbe condizionato le scelte di SEL e di altri settori della sinistra che si son trovati costretti a stare con il mal di pancia nella lista TSIPRAS: un vero colpo di genio quello del PSI a danno di Schulz. Speriamo che non lo sappia mai

    • grande besostri,nel mio piccolo ho sempre contestato la scelta della segreteria nazionale del psi per non aver presentato una lista socialista a sostegno di schultz,ma come faranno i socialisti che guardano lontano e che non si accontentano di quattro o cinque deèputati a votare PD pse
      e li ho scritti proprio come si vedono?

  2. Apprezzo l’articolo e credo nell’onestà intellettuale del direttore. Si può, però, fare un altro ragionamento. Siamo convinti che la politica del pd fa gli interessi dell’Europa? O fa gli interessi di un partito che non esiste, che si contorce nelle sue contraddizioni sin dai tempi di Berlinguer. Rileggersi il libro della Mafai è opportuno. Personalmente voterò la lista Tsipras perché concorrerà ad una politica nell’interesse dell’Europa e la candidatura di Barbara Spinelli mi da’ la garanzia che il manifesto di Ventotene non venga dimenticato come Renzi si sta dimenticando da dove sono venute le nostre istituzioni e “scimmiotta” gli americani in quel diluvio di parole con le quali stordisce i cittadini nei suoi comizi.

  3. Felice, pur comprendento il tuo pensiero, bisogna dira che il PSE ha fatto mancare il sostegno ai socialisti italiani nel momento del bisogno. Nemmeno alle scorse elezioni europee, ha mosso un dito per aiutarci. E’ così che il PSI è ormai scomparso e il PD ha preso il posto dei socialisti italiani senza essere socialisti.

  4. Il modo con il quale i socialisti si sono presentati alle elezioni europee grida vendetta. Un modo per anticipare la fine. A quale pro? Lunedì prossimo dovremo riflettere sul cammino da percorrere nei prossimi anni.

  5. Ha ragione il Compagno Besostri che dovevamo impegnarci per una lista che coinvolgesse anche Vendola a sostegno di Sculz. Peraltro non è stato rispettato neppure il deliberato del C.N. che prevedeva il 30% di spazio ai Socalisti n caso di una Lista unitaria con il PD. Molti Compagni Socialisti sono perplessi perchè siamo costretti a votare sostanzialmente il simbolo del PD: Noi abbiamo cercato di chiamarla Lista PD-PSE con scarso effetto perchè Renzi e il PD lo presentano come il loro simbolo. Inoltre avendo proposto e poi costituito un Comitato Pro-Schulz abbiamo avuto il rifiuto di avere nominativi del PD a farne parte, nonostante una loro presenza in una riunione specifica per tale costituzione, ora rimessa ai Segretari rispettivi di Roma per un improbabile chiarimento.

  6. Non c’è tempo? Abbiamo avuto mesi e mesi per discutere e riflettere sull’opzione migliore da mettere in campo. E ovviamente abbiamo scelto la peggiore possibile. Per il partito almeno, non so per i singoli.

  7. La presentazione della situazione, fatta dal Direttore esemplare. Sintetica e chiara. Un esposizione degna di un grande maestro che sa spezzare il pane del sapere in bocconi mangiabili anche da piccole mandibole. Bravo!
    Abbiamo di fronte un impegno insormontabile e solo la “fede” di chi non si rassegna può pensare di risolverlo con ricette tradizionali, di sviluppo o di rigore.
    Pensiamo sempre che, noi italiani, saremo capaci di trovare una soluzione, che al momento non vediamo, ma che improvvisamente brillerà nel cielo e ci darà la via.
    La realtà è che il Paese è fallito. Deve dichiarare fallimento, pagare il 10% ai creditori, la maggioranza dei quali sono i suoi cittadini, e ricominciare da capo.
    Questo significa che, rispetto all’Europa, dovremo prendere una decisione, o dentro o fuori.
    Forse, a quel punto, non saremo noi italiani a decidere, ma l’Europa.

  8. Caro Mauro
    Ti prendo in parola , POI FACCIAMO I CONTI
    Certo ora non ci resta che sostenere i nostri candidati alle europee e dobbiamo farlo a dispetto di tutte le riserve che abbiamo , non dobbiamo assolutamente dirottare altrove i nostri voti , ogni voto tolto al Pse è un danno , ogni voto dato al Pse diventa fondamentale per tutte le ragioni che tu quì illustri molto bene..
    Le ragioni però della sola giusta scelta che avremmo dovuto fare, la illustra quì molto bene il compagno Besostri con il suo commento
    Io però voglio andare altre , il danno peggiore alla vittoria del Pse lo ha fatto Renzi facendosi trascinare da Grillo prima e Berlusconi poi sul piano del governo si governo no ,si è parlato a noia degli 80 €. pochissimo di Europa , si è prefirito alzare i toni in diatribe di cortile ,senza dare ne risalto alla vera posta in giuoco in Europa che è o un cambiamento delle politiche economiche con altre atte ad incentivare lo sviluppo o altriementi altri 5 anni di crisi., questa da la misura del reale valore che il PD da alla sua cosidetta entrata del PSE.
    . Il colmo è che non si è nemmeno riusciti a mettere in risalto la grande contraddizione dei sostenitori italiani de PPE, questi tuonano contro l’Europa , chiedono voti per cambiare la politica europea ma, sostengono la candidatura di Jean Claude Juncker , campione della politica rigorista ,a presidente della commissione .
    Noi con una nostra lista avremmo poture portare il dibattito politico su i reali temi europei , sulla vera posta in giuoco in queste elezioni che è grandissima questo doveva essere il nostro compito ma, siamo nelle loro liste con 4 candidati , non 5, nemmeno uno per collegio e in pratica non possiamo fare altro chiedere voti per loro a scatola chiusa .
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  9. Mauro, sei un fine letterato ed un onesto politico, quindi sai che quando si afferma qualcosa non richiesto generalmente e perché non ci si crede.
    Hai scritto: ” Lo dico perché ne sono convinto.”: EXCUSATIO NON PETITA ACCUSATIO MANIFESTA.
    Ha ragione Felice, noi eravamo i socialisti, NOI DOVEVAMO PORRE OGNI SFORZO PER UNA LISTA SOCIALISTA.
    Mettersi al traino dei PD che di sociale avra qualcosa, come tutti i partiti tranne i violenti, ma di socialista non ha proprio nulla è signoficato aver fatto la scelta del concentramento cattocomunista e dimenticato le ragioni del socialismo democratico e libertario.
    Appunto: chi vivrà vedrà.

  10. Noi dovremmo fuggire, vista la scelta del PD di aderire all’internazionale socialista? Si può sostenere che detta adesione obblighi tutti i partiti socialisti d’ Europa a cambiare nome? Poi la nostra scelta salvifica doveva essere l’alleanza con Vendola? E’ giusto che ognuno risponda come pensa a queste domande e la mia risposta è connessa ad un’altra domanda: gli ex Pci e ex Dc che aderiscono all’internazionale socialista, che cancellano con l’adesione il loro passato, devono essere il nostro incubo?

  11. Le ragioni del signor Besostri mi sembrano condivisibili. Sono convinto anch’io che il PSI avrebbe dovuto fare una lista autonoma e questo proprio nel momento che gli ex comunisti, per loro esclusivo interesse in quanto c’è la prossima presidenza della commissione, decidono di aderire al PSE per poi, magari, cambiare nome ad un glorioso quanto attuale partito. Io purtroppo sono convinto che non cambierà nulla con queste elezioni Europee, in quanto popolari e socialisti, credo, abbiamo già deciso di fare di nuovo le larghe intese per governare l’Unione. Quindi non ci sarà una unione dei popoli e dei meno ambienti, ma ancora una delle banche e dei poteri forti che non consentirà alla stessa di riprendere il cammino verso una Europa politica, sociale con diritti e doveri comuni, solidale ovvero verso una unione con una politica estera, di difesa comune. Vedremo come andrà a finire !

  12. oggi Del Bue fa bene a dire quello che scrive.
    Da lunedì cominciamo a vedere le cose come sono.
    Nel mondo attuale soltanto unita l’europa puà avere voce.
    Ma i socialisti non possono restare legati alla politica del mercato, che arricchisce i ricchi e impoverisce gli altri.
    Che senso deve avere un partito socialista? Quello di navigare “bordesan bordesan” o quello di prendere il largo per la difesa di chi ha bisogno?
    Riprendiamo l’analisi, solo così potremo vedere chiaro e dare indicazioni giuste. C’è ancora, in questo secolo, il “sol dell’avvenire”?

  13. Io sto col direttore dell’Avanti.
    Nei momenti decisivi dobbiamo imparare a combattere uniti pochi o tanti che siamo.
    Le discussioni si fanno prima e dopo non durante la battaglia.
    Ricordo inoltre per chi è preoccupato del rapporto dimensionale Pd Pse che se in Italia è largamente a favore del pd, in Europa il canocchiale cambia verso e il rapporto è largamente a favore del Pse.
    Cari compagni al voto con grinta il socialismo come tutte le cose ” Buone” non sparirà per la verbosità di uno Scaut fiorentino, ne tantomeno per le intemperanze di un ex comico.

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