martedì, 24 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Poste Italiane non funziona
e al ministero sono sordi
Pubblicato il 14-05-2014


Poste-ItalianeEsiste ancora un servizio postale in Italia? Sembra di no, o comunque non esiste più nulla che possa rappresentarlo. Nelle ultime settimane si moltiplicano i reclami per disservizi, con posta consegnata con grandissimo ritardo o che non arriva mai a destinazione. A Roma un busta spedita con posta prioritaria può impiegare non uno o due giorni, ma quattro settimane esatte per fare pochi chilometri mentre una normale affrancatura arrivare chissà quando. Casi concreti, documentabili.

Le proteste si moltiplicano e si susseguono, superando fisiologici e tollerabili disservizi e sono arrivate anche alla Camera dei deputati dove un parlamentare del PSI, Oreste Pastorelli, sul tema ha rivolto a dicembre un’interrogazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Padoan.

La posta che non arriva, costituisce infatti un danno grave non solo per il cittadino,a ma che per l’intero sistema economico oltre a costituire qualcosa di più di un disservizio. Pagare dei soldi per spedire una lettera che non arriva è una piccola truffa che però non è legalmente riconosciuta in virtù di un contratto capestro tra Poste italiane e i suoi clienti che gli consente di non rispondere del danno subito dal cittadino.

Poste-ItalianeNell’interrogazione Pastorelli spiegava che “da diverso tempo che si registra, su tutto il territorio nazionale, il moltiplicarsi di disservizi nella consegna della posta, con grave danno dell’utenza la quale si vede recapitare quest’ultima con molti giorni di ritardo”. L’esponente socialista chiedeva al dicastero di prendere provvedimenti affinché “Poste italiane mantenga livelli occupazionali, e adotti strategie aziendali, in grado di garantire la consegna della posta, sia ordinaria che celere”. Il parlamentare sottolineava, infatti, che “tali disagi, se connessi ad attività commerciali sono ancora più dannosi, dato che, ad esempio, chi riceve in ritardo la corrispondenza inerente fatturazioni deve pagarne la relativa mora, essendo impossibile dimostrare quando effettivamente gli sia stata consegnata detta corrispondenza”. Una situazione che, rileva il deputato del PSI, “nasce dopo la decisione di Poste S.p.a. di esternalizzare la meccanizzazione del servizio, che viene oggi garantirlo, in tutta Italia, soltanto da circa 300 persone che ne curano la manutenzione”. La conseguenza, concludeva Pastorelli, è “che a fare le spese sono cittadini italiani” che assistono al “deterioramento costante della qualità del servizio”.

L’interrogazione del parlamentare socialista dopo oltre quattro mesi attende ancora una risposta eppure ci hanno assicurato che non è stata affidata a Poste italiane con lettera affrancata, ma consegnata ai verbali di Aula a Montecitorio e alle orecchie dei rappresentanti del ministero competente.

Redazione  Avanti!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento