domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Preoccupano le tensioni
tra Cina e Vietnam
Pubblicato il 16-05-2014


Proteste Vietnam

Rivolte, incendi e morti in tutto il Vietnam. Da giorni la folla assalta impianti industriali di compagnie cinesi, soprattutto nella provincia di Binh Duong. Le proteste sono iniziate da quando la Cina ha deciso l’installazione di una piattaforma petrolifera nel Mar della Cina Meridionale. Nei fondali marini, infatti, si troverebbero ingenti giacimenti petroliferi.

Tragico il bilancio di questi ultimi giorni: almeno venti morti e più di cento feriti. Gruppi di manifestanti hanno fatto irruzione anche in un grande centro siderurgico in costruzione nella provincia centrale di Ha Tinh. Negli scontri sarebbero morti 5 vietnamiti e almeno 16 lavoratori cinesi. Migliaia di cittadini cinesi, in queste ore, stanno lasciando il Vietnam per via aerea e terrestre. Il governo di Hanoi non è ancora intervenuto e sembrerebbe sostenere, con il suo silenzio, le violenze e gli scontri.

Le acque contese nel Mar della Cina Meridionale potrebbero scatenare un incidente diplomatico poiché riguarderebbero il problema dei diritti di sfruttamento delle risorse nei territori di mare reclamati anche dalle Filippine, Brunei, Malaysia e Taiwan. Infatti queste acque con i loro isolotti sono vicine alle coste che fanno parte dell’arcipelago delle Paracel, vietnamite, ma anche delle Filippine, che a loro volta contestano a Pechino la sua presenza nelle Spratly. Gli atolli disabitati insieme ai fondali marini sono una miniera di gas, minerali e petrolio, utili per le economie emergenti.

Le contese, però, non sono iniziate con gli incendi alle fabbriche cinesi presenti in Vietnam, ma alcuni giorni prima. Infatti, per allontanare le motovedette vietnamite, inviate per controllare lo stato di avanzamento dei lavori cinesi sulla piattaforma petrolifera a 210 km dalla costa del Vietnam, la marina della Repubblica Popolare cinese ha fatto ricorso all’uso di cannoni d’acqua arrivando fino a speronare le imbarcazioni vietnamite. Successivamente un portavoce di Pechino aveva giustificato il gesto come conseguente al tentativo di tutelare gli interessi nelle Paracel, considerate “territorio cinese”.

Manuele Franzoso

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