martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

“La figlia di”, l’ultimo romanzo di Elisa Fuksas
Pubblicato il 19-05-2014


la-figlia-di-elisa-fuksas1Nel mese del maggio dei libri, l’importante manifestazione caratterizzata da molteplici iniziative è stata anticipata quasi da un caratteristico evento: la presentazione dell’ultimo libro di Elisa Fuksas, “La figlia di” (edito Rizzoli) ad Eataly. Co-presentatore d’eccezione di questo romanzo è stato, lo scorso 13 maggio nell’Aula Fandango, lo chef Fulvio Pierangelini, per offrire un ottimo piatto di cultura al pubblico, per promuovere la cultura, appunto, con piacere. Un modo per evidenziare che l’enogastronomia e la letteratura non sono due universi distanti, ma possono cooperare per veicolare messaggi importanti e parlare di argomenti centrali quali il rapporto padre figlio/a.

L’attenzione già viene catturata dal curioso sottotitolo del libro di Fuksas: “Come si sopravvive a un fidanzato nerd, a un orrendo cane francese e – soprattutto – a un padre ingombrante?”, quasi ad elencare tutti gli ingredienti che hanno costituito il piatto della propria vita, i sapori che ha avuto e che sono rimasti più impressi nella mente (forte il rimando istintivo che ci viene al ricordo delle madelines di Proust, quasi commemorative in “Alla ricerca del tempo perduto”). Non è un caso dunque che in tv dilaghino programmi di cucina, trasmissioni in prima serata e non solo, sui canali della rete pubblica e non; un fascino che ha catturato anche la letteratura, da sempre come ancor più attualmente. Avanti! ne ha parlato con l’autrice stessa, figlia proprio di quel Fukasas lì, il megasuperarchistar.

Da dove nascono l’idea del libro e il titolo?

Stavo scrivendo un altro libro, una storia meno personale, quindi meno sincera. Niente a che vedere con l’ironia e l’autoironia del romanzo pubblicato. Parlando con l’editore un giorno ho capito che stavo sbagliando tutto, e quindi ho iniziato di nuovo. E ho scritto “La figlia di”. Non credo neanche di averlo scelto, è stato un gesto involontario, necessario.

In che modo è cambiata nella letteratura la maniera di trattare il tema del rapporto padre-figlio/a?

Non so se è cambiato, a me sembra più che altro un tema molto popolare in questi ultimi tempi. Evidentemente lettere al padre (e alla madre) servono ancora oggi.

In che modo le nuove tecnologie, usate anche per fare scrittura, l’hanno modificata?

A me l’hanno migliorata. Principalmente con la mia famiglia ci scriviamo mail e messaggi. Con loro la tecnologia è solo “positiva”, senza nevrosi e quella strana forma di compulsione che, invece, mi sembra distruggere altri tipi di rapporti. Soprattutto d’amore. Non c’è niente di più deprimente di un corteggiamento su chat.

Un commento sul connubio tra letteratura ed enogastronomia, tra l’altro sempre più diffuso?

Sono la persona meno indicata per parlarne. Praticamente non bevo, e so cucinare principalmente tè, zucchine bollite e uova à la coque. Scarsa abilità culinaria insomma.

Dunque per Elisa Fuksas, è meglio stare con una penna in mano o davanti a un pc? Presa a scrivere, o in cucina e ai fornelli?

Ai fornelli…basterebbe un bollitore! Non ho un pc, ma un mac che comunque è il mio posto preferito in tutta casa.

Il rapporto con lo chef Pierangelini?

Fulvio è un amico, una persona intelligente e generosa; che sia chef è una pura “casualità”.

Da dove deriva la scelta di fare tale tipo di presentazione del suo libro in una location particolare quale Eataly?

La location, Eataly, mi sembrava in perfetta linea con la schizofrenia di Olimpia, la protagonista, che si trova sempre nel posto sbagliato al momento giusto (e viceversa).

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