martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quel che ho detto alla Direzione del Psi
Pubblicato il 28-05-2014


Diciamo subito che in questi vent’anni non è rinato il Psi. Può essere che siano stati compiuti errori, che i gruppi dirigenti non siano stati all’altezza. Ma è difficile non riconoscere che far rinascere il Psi in un sistema politico che non prevedeva nessuno dei vecchi partiti era operazione impossibile. Sono però rinate diverse organizzazioni di socialisti che al massimo (Sdi nel 1999 e Nuovo Psi nel 2004) hanno superato, sia pur di poco, il due per cento. Dunque eviterei oggi di imbastire funerali a un partito che non è mai nato. Mi fanno specie i compagni che ancor oggi ritengono che questa impossibile partenogenesi potrebbe compiersi se avessimo più idee, più supporto televisivo, migliori dirigenti. Vuole dire non aver capito e continuare a non capire la nuova politica, che certo a noi non piace, ma che non possiamo alterare scambiando la realtà coi nostri desideri.

Dunque non dobbiamo mollare né le nostre idee di fondo, né la nostra autonoma organizzazione. È però giunto il momento, perché fra un po’ sarà tardi e rischiamo di perdere davvero l’ultimo appuntamento, di mettere coi piedi per terra questo patto federativo col Pd del quale si parla. Intendiamoci. Anch’io ho riserve su questo Pd, sulla mancanza di una cultura politica, sul renzismo così poco profondo, sulla cerchia di giovani scommesse che lo interpretano.

Però bisogna pure ammettere che lo sfondamento di Renzi è quello di Blair e anche quello, purtroppo solo desiderato, di Craxi. Costruire un partito che assommi sinistra e centro e che superi i tradizionali confini ideologici e politici di un socialismo integralista, non era quel che noi propugnavamo negli anni ottanta? Noi oggi cosa dovremmo opporgli? Un vetero socialismo d’antan? Un estremismo alla Landini e alla Tsipras? Cioè dovremmo diventare diversi da quello che eravamo solo perché qualcuno è diventato simile a noi?

Quello che conta nel nuovo sistema è la funzione politica. Se bastassero le idee o la comunicazione televisiva Scelta civica e Tabacci avrebbero lo 0,7 per cento e Bertinotti nel 2008 sarebbe sparito con la sua coalizione dal Parlamento? Diciamo la verità: oggi il nuovo Pd di Renzi non apre spazi alla sua destra. Fatica persino Berlusconi a trovarli, figurarsi Scelta civica e, volendo, un piccolo Psi. E alla sua sinistra che c’è? Vendola e Sel che faticano e che tra poco potrebbero essere alle prese con una scissione. Dovremmo mescolarci a loro rinnegando tutte le nostre intuizioni del passato e la nostra appartenenza al socialismo europeo?

E’ quel che ho detto oggi alla Direzione del PSI. Resta ancora da definire con concretezza il percorso di una nuova aggregazione col Pd. Dovremo probabilmente stabilire forme che già sono praticate tra piccoli partiti del centrodestra e Forza Italia. Dovremo riflettere sulle conseguenze territoriali e prepararci già adesso alla prossime scadenze regionali. Ma è inutile raccontarci storielle. La nostra storia e i nostri militanti hanno bisogno di idee chiare. E noi dobbiamo fornirle.

La confusione regna ancora sovrana in frammenti della nostra area. C’è chi in nome della mancanza di una lista del Psi alle europee per amore del socialismo europeo ha votato Tsirpas che col socialismo europeo non c’entra nulla, c’è chi considera ancora possibile una autonoma presenza elettorale del nostro piccolo partito che sarà sempre più alle prese con sbarramenti che sgretoleranno le legittime ambizioni di nostri compagni. E la frustrazione si mischierà alla delusione. Dobbiamo non mollare sui nostri principi e sulle nostre idee (penso al tema dei diritti e e quello della giustizia) e inserirli nel nostro piccolo contenitore e contestualmente in un contenitore più grande. Altrimenti moriremo per mancanza d’aria.

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Commenti all'articolo
  1. Trovo giust e corretta l’analisi fatta. Ma non dobbiamo rammaricarci perché non dobbiamo più essere vincolati alla vecchia idea di aggregazione politica. Io,oggi ho 44 anni sono da sempre socialista. Da una decina di anni ho iniziato a votare PD perché credo che sia giusto avere un partito unico, coeso e possibilmente vincente che riunisca le forze da natura riformiste e progressiste; all’interno di questo devono vivere le diverse anime anche quella proveniente dalla storia del socialismo italiano. Questa é la modernità della politica e la visione futura corretta.
    Avanti compagni!!
    Marco

  2. Un sistema bipolare funziona anche grazie alle correnti di pensiero che rappresentano tutte le pieghe della società civile. Ma perché funziona un sistema bipolare invece di una pluralità di partiti? Perché per governare occorre una maggioranza organica e una opposizione critica di controllo. Occorre una opposizione che si prefigga di diventare maggioranza quando chi detiene il potere imbocca la sua fase naturale di declino. Secondo un meccanismo che chiamiamo alternanza. Questo meccanismo virtuoso non funziona se esiste uno sfarinamento di partitini. Il meccanismo a tre invece offre il fianco all’opportunismo di chi ha la vocazione dell’ago della bilancia.
    L’Italia sta faticosamente imboccando la strada bipolare con tutti i suoi corollari: divieto di delegittimazione dell’avversario, limite categorico della durata del mandato del premier per imporre il ricambio, equilibrio fra i poteri ecc.
    In questo quadro, io che appartengo alla famiglia socialista, scelgo decisamente il Partito Democratico perché troverò persone con le stesse mie sensibilità. Non troverò i fascisti, I razzisti, i fondamentalisti o fanatici del culto della personalità. Troverò invece i curiosi, i poeti e gli scienziati. Ma probabilmente sarà così finché il Partito Democratico è nascente come adesso lo è con Renzi. Poi le cose inevitabilmente cambieranno e arriverà qualcuno, nello schieramento opposto, con idee nuove e vincenti: molti poeti, scienziati, sportivi e magari un imprenditore col sole in tasca. Cronin, in Le stelle stanno a guardare, interpretava questo incedere degli eventi con raro acume e poesia. Se si riesce a tenere il sistema in equilibrio allora si progredisce nelle arti, nella cultura. nella tecnologia, nella salute. Il benessere è crescente nonostante la popolazione sia anch’essa crescente. Se invece l’equilibrio si rompe, diventa vero il pronostico di Casaleggio nel suo video Gaia – The future of politics. Da socialista del ventunesimo secolo rispondo allo spauracchio dei limiti del pianeta e delle risorse con la più grande delle risorse: miliardi di teste pensanti che vivono in pace e lavorano assieme come mai è successo prima.

  3. Caro Mauro, questo articolo è una dichiarazione di morte. Di noi nel PD non resterà nulla. Il tuo è un atto di realismo e anche di coraggio, ma morire nel PD o morire d’inedia non fa differenza. Se Claudio Martelli si proporrà per un nuovo progetto io lo seguirò.

  4. cari tutti l unicoa ragione di esistere del PSI e’ l identita a e l utonomia. lo sanno anche le pietre. noi siamo alternativi al PD per ragioni storiche. ne a destra ne a sinistra. sopra al PD. al suo posto e’ il nostro posto. david contro golia. il realismo vuole che bon possiano farcela. ok. pero non ci arrendiamo. collaboriamo col PD ma rivalutianmo identita socialista. in nome di che? in nome della nostra storia. punto. il partito c e non serve un altro. facciamolo rock facciamolo identitario. eppoi un paio di idee da proporre a renzi le abbiamo.

  5. Nel 1989 la storia con la caduta del muro di Berlino, ci assegna una clamorosa vittoria politica. Eppure qualche anno dopo siamo spariti e forse mai rinati come dici tu, ma questo credo non sia del tutto vero.se in quelle due circostanze in cui i socialisti superarono il 2% i rispettivi dirigenti non avessero dato l’ennesima prova di insipienza politica. Nel 2014 il PD entra nel PSE, ed ancora una volta la storia ci da ragione, noi eravamo nel giusto, eppure dobbiamo sparire, perché ci hanno copiato e noi non siamo in grado di dire che ci stanno copiando i compiti, compresimquellinda fare a casa. Non so che dire, almeno Mauro sta parlando chiaro, lo facciano anche gli altri. Vediamo cosa abbiamo da dire sulla riforma elettorale, sulle preferenze, sulla riforma del Senato, sul lavoro, sulla giustizia e su tutto quanto fa parte del nostro patrimonio culturale e politico e si verifichi quanto ci sia di condivisibile col PD e poi si decida cosa fare. Certo con certe balbuzie, reticenze e furbizie d’annata che ci vengono propinate continuamente, credo che di strada non ne abbiamo molto da fare. Personalmente non sono disponibile a regalare a nessuno gratuitamente la mia storia personale e politica.

  6. Caro Leoni, lo spero per te che nel PD, tu che sei della famiglia socialista, trovi sensibilitá simili alla tua. Noi che qualche esperienza l’abbiamo avuta, sappiamo che nel PD ci sono ancora molti, troppi, ex comunisti che la parola socialista non la vogliono neanche sentire nominare e vorrebbero cancellare la nostra storia, e ci sono ancora molti ex democristiani che, magari con meno livore, ma altrettanta determinazione perseguono la stessa linea. Mauro del Bue dice che non c’é più spazio per i partiti storici. Forse in questa fase di ubriacatura in cui versa la democrazia italiana, magari sará così, ma quando sará passata l’emergenza a che ormai dura da vent’anni, e la gente ritornerá a pensare, meno influenzata dalle emozioni, dalla paura o dalla speranza, ritornerà ai valori, che non potranno essere quelli propagandati nella recente e meno recente campagna elettorale. Il socialismo europeo va ripensato e incubato in una prospettiva che assicuri per almeno un altro secolo democrazia, giustizia, solidarietá, pace e sviluppo.

  7. Realistico e pragmatico l’intervento del nostro editorialista sul destino del PSI.
    Rimane purtuttavia sconcertante e rattristante che un tono e un contenuto del genere provengano proprio dal Direttore dell’ “Avanti! Online”, un organo di informazione e formativo moderno strettamente legato ad un giornale dal nome glorioso che ha accompagnato la storia del Partito Socialista Italiano fin dalla sua nascita oltre 120 anni fa.
    Saluti.

  8. Dobbiamo smettere di sostenere la validità del nostro patrimonio ideale? E possibile pensare che sia superata tale validità? Quale può essere il contenitore per contestualizzare il nostro essere in politica? Tra le diverse anime del PD ritengo che il nostro essere possa esprimersi senza nascondere e mitigare la propria identità. Verificare tale ipotesi, per non farne una scelta individuale, mi un percorso possibile.

  9. Caro direttore, hai messo in evidenza con chiarezza le problematiche che condizionano la crescita del nostro partito.
    Prendere in considerazione tutte le posizioni vorrebbe dire andare in breve tempo alla deriva.
    E’ necessario assumere una chiara posizione come maggioranza e portarla alle estreme conseguenze.
    Se il Patto Federativo è la strada da percorrere, come sostiene e io condivido, Riccardo Nencini, va spiegato bene ai compagni.
    Il prossimo anno ci saranno le elezioni Regionali, dobbiamo decidere come affrontarle, per questo e altri motivi, credo che sia opportuno promuovere una Conferenza Programmatica e in quella sede definire la linea del partito.

  10. Sono d’accordo, ma mantenendo quelle che sono le idee del socialismo. ad esempio l’essere profondamente rispettosi di ognuno ma laici, cosa che ahimè non è mai stata per i principali attori del Pd (intendendo i loro partiti di provenienza)

  11. Era già tutto previsto lo scivolamento nel PD. Ditelo chiaramente senza sottolineare un inesistente Patto Federativo. Mi sento Socialista e Riformista e non vedo questo nel PD, il cui Segretario maltratta i lavoratori a favore di Marchionne, annulla i Socialisti con l’Italicum “perchè fanno ricatti”. Farò probabilmente il Socialista Libero.

  12. DIREZIONE NAZIONALE PSI DI IERI . Sarebbe importante sapere chi delle opposizioni al Segretario Nencini ha partecipato al voto sulle conclusioni del Segretario e chi si è astenuto ( sei ) Nessuno ha votato contro !!!!!!!!!!!!! Non ci sarà mica qualcuno che bleffa ???

  13. Caro Mauro

    La tua analisi ed il tuo ragionamento sono senza dubbio corretti e realistici,stante l’attuale situazione politica ed elettorale; Rimane pero sospesa una questione di fondo che è strettamente politica e storica e che ha accompagnato e caraterizzato il nostro partito fin dalla sua nascita: L’identità e l’autonomia,la libertà di azione e di iniziativa, mi verrebbe da dire persino alternativi al PD ; Questo è il dilemma che ci accompagna da tempo ed ancor più in questi giorni,dopo i risultati elettorali delle europee,dove comunque non siamo riusciti ad eleggere nemmeno uno dei nostri candidati.
    Credo che questo tema e questa discussione,debbano essere al centro di un serio ed urgente dibattito e confronto a livello nazionale e regionale,anche per verificare ed affrontare i malumori ed i distinguo all’interno dei nostri compagni e dei nostri dirigenti. Per quanto riguarda il riferimento a Claudio Martelli,avendo parlato con lui in un recente incontro,mi risulta essere sulle posizioni ricordate da Francesco Ruvinetti, e che lasciano quindi aperta una speranza.

  14. Analisi lucida e franca. Cerchiamo di capire cosa contiene il patto federativo, avremo così modo di discutere serenamente su qualcosa di concreto. Rifiutare tutto senza conoscere è comunque sbagliato.

  15. Bisognerebbe spiegare cosa si intende per “patto federativo”. Bisognerebbe capire se si tratta di una pura e semplice confluenza nel PD o di altro. Nel primo caso, poi, potrebbe perfino non essere la fine di tutto, ma occorre sapere bene che fine facciano la storia, la tradizione e la cultura politica, del PSI, dal 1892 ad oggi. Si arriverà ad ammettere che se, alla fine, il PD è entrato nel PSE, così come già aveva fatto – per la verità, un po’ furbescamente – il PDS, i socialisti, anche quelli di Craxi avevano un sacco di ragioni dalla loro? Ho 46 anni e ho continuato a votare per i socialisti anche dopo la tragedia. Raccogliere risultati vicini all’1 o al 2% non mi ha mai fatto cambiare idea e sapete perché? Perché il mio voto è sempre stato una sorta di testimonianza: in Italia un partito socialista, un partito riformista c’è stato, è esistito, anche quando il termine “riformista” non era di moda come adesso, ed è stato un partito che, nonostante non abbia mai “sfondato” in termini elettorali, è stato in grado di cambiare profondamente l’Italia attraverso importantissime riforme (che oggi qualcuno chiamerebbe strutturali) e contro le quali qualcuno che oggi – con troppa disinvoltura e poco pudore – si atteggia a campione di modernità, si dimostrò acerrimo avversario e mostrò tutto il suo conservatorismo.
    Finalmente in Italia abbiamo un grande partito, almeno in termini elettorali, che si richiama al socialismo europeo e questo non può che farci piacere. In fondo è la cosa che tutti i socialisti aspettavano da tanto. Bisognerebbe, però, capire se il patrimonio storico, ideale e politico che il Partito Socialista Italiano dovesse portare in dote nel PD trovi all’interno di questo partito la dignità che merita.
    Molto spesso, nella storia, i socialisti sono stati accusati di essere degli opportunisti. Questa era la critica che risultava facile soprattutto a coloro che vivevano sicuri al riparo delle loro granitiche certezze, dei loro dogmi, delle loro verità assolute. E’ curioso vedere oggi, davanti al crollo di quelle verità assolute, quanto si siano mostrati opportunisti proprio gli accusatori di ieri.

  16. L’analisi del Direttore è, come sempre, chiara e non discutibile.
    Non condivido invece l’assunto che, la conclusione può essere solo quella della sostanziale fusione nel PD.

    Collaborare, fare un patto federativo, trovare formule di convivenza mantenendo una individualità organizzativa va bene. Ma se si ha in mente, e non solo nella mente, ma anche sulla carta, un piano di lavoro che punti a valorizzare l forze che possiamo mettere in campo.
    Magari fra uno dei nostri sindaci di città troviamo un renzino (non ronzino) in bicicletta che possiamo aiutare a vincere qualche tappa. e rafforzarsi.
    Temo che non ci sia nessuno al nazionale che abbia in mano e a cuore la questione organizzativa. L’organizzazione non ti fa esplodere il partito, ma serve a conservarlo e avviarlo verso gli obiettivi.

    Se non si hanno obiettivi e organizzazione è inutile fare patti. Se va bene ti accolgono per rispetto alla nostra storia o perché hanno ancora bisogno dell’etichetta.
    Quelli del PD non sono cattivi, quantomeno non più di altri, così come noi non siamo la miglior frutta del cestello. Sono però realisti ed un pochettino cinici, vedi Renzi con Letta, se vedranno che non abbiamo polso ci scaricheranno subito.
    Tanto vale, come ho già detto, sciogliere le righe.

  17. È evidente che la confluenza graduale nel Pd avverrà da parte del nostro modesto elettorato se noi non interveniamo. Sono gli elettori che se ne vanno, non perché alle elezioni non abbiamo presentato la lista, ma laddove l’abbiamo presentata sia pur con rare eccezioni. Davanti a me ho i risultati dell’Emilia. Dove abbiamo presentato liste autonome non abbiamo eletto quasi nessuno. Dove non le abbiano presentate e abbiamo fatto coalizioni o siamo entrai nella lista del Pd o di altri, abbiamo eletto un sacco di nostri compagni. Purtroppo è così. Non so da dove traggono i loro argomenti i compagni che la pensano in altro modo. Il patto federativo deve consentire alla nostra organizzazione socialista di esistere. Altro che confluenza. Il patto federativo esclude la confluenza. Ne vedremo i contenuti. Secondo me dovrebbero di essere più o meno gli stessi dei piccoli partiti che lo hanno contratto con Forza Italia.

  18. Mi trovo d’accordo con quanto scrive Alfio Balsamo questo PD credo, non esprime assolutamente nulla di socialismo. In Italia questi signori, che per loro esclusivo tornaconto, sono approdati al PSE, si vergognano di pronunziarla la parola socialismo. Se fossero stati veramente convinti, del passaggio al socialismo doveva essere realizzato nel 89 o anche successivamente. Invece nell’evoluzione simbolica del partito il socialismo Italiano no ha mai avuto rappresentanza. Ma ricordatevi l’espressioni della Bindi, dei Marini, dei Rutelli ecc. i quali non volevano morire socialisti. Ma veramente si può pensare che il corpaccione indistinto del PD attuale con lo sfondamento elettorale a destra delle ultime elezioni possa essere compreso nella famiglia del socialismo Europeo ?

  19. Io sono convintissimo che gli esiti della Direzione nazionale del PSI di ieri siano un altro passaggio della marcia di avvicinamento per liquidare il PSI e portare i pochi socialisti rimasti nel PD da parte di Riccardo Nencini e della sua maggioranza congressuale. Ora è ulteriormente tutto più chiaro . Quello che non capisco è che molti di quelli che hanno votato a favore del documento conclusivo di Nencini ( conclusioni ) sono compagni che hanno lottato una vita per il Partito Socialista Italiano di Turati , Pertini, Nenni , Craxi , Lombardi e tantissimi altri che hanno sempre voluto un Partito vivo, forte ed sopratutto AUTONOMO . Lasciamo stare qualcuno che è sempre stato con il più forte ma tanti altri non si rendono conto dove il Segretario ci stà portando ????? Io spero certamente di si e cambino posizione. Sarò un illuso ma sono sempre ottimista . Però quelli che si dicono contro il Segretario e non vanno o non votano alle riunioni di Partito , quello E’ ANCORA PIU’ GRAVE perchè questi non sono liberi in campo ma sono delegati dai compagni di base nel Congresso . UNA MAMO SULLA COSCIENZA , PER FAVORE !!! Grazie e AVANTI ! SEMPRE.

  20. E’ dal 2008 ( voto utile del bravissimo compagno Veltroni che ci ha ammazzato elettoralmente !!!! ) che non presentiamo nostre liste e il nostro simbolo alle elezioni principali . Come è pensabile , se non ricominciamo a presentarli , a far ritornare la gente a votare PSI. Con la stragrande maggioranza delle persone che ho parlato in queste elezioni mi hanno detto ” ma Nencini e il PSI non è passato nel PD ” . Questo è il risultato di di sei anni di gestione del Partito da parte di Riccardo Nencini e della sua maggioranza congressuale. QUESTA E’ LA TRISTE REALTA’ !!! PURTROPPO .

  21. Smuovono la coscienza gli ultimi interventi dei compagni tesi a salvaguardare l’autonomia di pensiero e di azione del PSI.
    Si sono fatti giustamente i nomi di Turati, Nenni, Pertini , Lombardi e Craxi.
    Ma quanti altri nomi meno illustri ma altrettanto significativi potremmo elencare in oltre 120 anni di Storia del Partito?
    Ma vogliamo davvero scomparire per sempre noi socialisti italiani nell’album dei ricordi e oltre tutto con quella pesante ombra nella nostra coscienza di aver lasciato linciare e cacciare dal suolo patrio per farlo morire solo malato e dimenticato in terra di Tunisia il più grande leader politico che abbia visto l’Italia e non solo l’Italia negli ultimi 50 anni ?

  22. Caro Mauro, il nostro Nenni in articulo mortis ricordava: “sono nato col Partito Socialista. Stanno 89 anni di cui 70 spesi per la causa degli umili, dei deboli, dei diseredati e strettamente intrecciati con la storia del socialismo italiano ed europeo”.
    Il partito Democratico, intriso di fede bigotta e di ideologia che si compensano, potrà accogliere quelle convinzioni? Temo di no. Quello che farà, come ho ricordato anche in altre sedi, sarà di appropriarsi dei nostri uomini delle nostre riforme, ecc. spacciandole come proprie, perché il cittadino comune vi creda. Per fortuna esiste la storia ed i documenti. Nessuno puo farci credere che Giulio Cesare era un alleato di Federico Barbarossa, alla stessa stregua che Cristo è morto di freddo!
    Il nostro compito, attraverso fondazioni ed associazioni è mantenere vive queste verità, anche se va da se che in questo periodo i grandi concentramenti rappresentano scelte politiche e non scelte ideali e che difficilmente il voto del cittadino può prescindere da questa situazione.
    Ma le distinzioni ideali vanno mantenute, tenendo conto che in Italia le idee e le esperienze politiche sono un po’ come il caffé; ciascuno lo sorbe a suo modo: ristretto, normale lungo, macchiato, corretto. ecc. Non è un caffe europeo classico insomma!
    Quindi né aderire né sabotare, ma, pur lasciando che uomini autenticamente socialisti entrino in coalizioni amministrative con/di altri, sperare che dovrà venire il tempo che farà sorgere il “sol dell’avvenire”

  23. E’ vero che in quest venti anni non è rinato il PSI. Come è vero che i gruppi dirigenti, non sono stati all’altezza. ( Per ambizioni personali o per il modo cooperativistico di condurre la gestione del partito ). Fregandosene della comunità socialista, che ritengo ancora oggi molto prevalente nel nostro paese. Non a caso abbiamo una miriade di nostri compagni eletti nei vari consigli, regionali-conunali-provinciali e circoscrizionali in liste civiche o in altre liste. Prima di emettere delle analisi non riesco a capire perchè non si lanci una Costituente Socialista, dopo faremo le nostre analisi.

  24. Il tema del dibattito si svolge in un’atmosfera che a mio avviso da l’impressione esternamente non di un Partito, ma di un gruppo di persone alla ricerca di un’approdo, o alleanze, verso altre forze che hanno progetti propri e storie diverse. Attualmente un progetto dell’Italia del futuro il PSI non lo possiede, e quelle poche idee sono totalmente sconosciute al Popolo Italiano, quindi l’impressione che Noi diamo esternamente è quella della ricerca di collocazioni personali di potere e non certamente di un Partito che vuole prima conoscere i problemi del Paese e poi proporre delle soluzioni.

  25. Sono d’accordo con te, Mauro. La cosa più oltraggiosa per uno come me con 45 anni di tessera, prima PSI, poi SI, poi SDI, oggi di nuovo PSI, sarebbe trovarmi a dei ragionamenti che vogliono solo mantenere un piccolo orto per salvare qualche famiglia, mentre il mondo politico intorno cambia e nel verso che mi ha trovato militante entusiasta negli anni 80. Noi possiamo portare grandi contributi all’interno di questo contenitore, che si chiama PD, ma che ha poco a che vedere con il vecchio PCI o con il PDS del ’94, a partire dal contenuto delle riforme. In questo senso è molto importante mantenere una nostra autonomia e capacità di elaborazione collettiva, non per piantare bandierine, che farebbero solo danno, ma per concorrere da socialisti alla fondazione della terza repubblica e del partito riformista italiano.

  26. Credo che il Patto Federativo sia inizialmente l’unica speranza per tenere in piedi una storia socialista, dopo dobbiamo capire: 1) cos’è Socialista e cosa no; 2) Come aggregare persone attorno la parola Socialista al di là dei partiti (Pd incluso); 3) Costruire una visione sul futuro, equilibri, geopolitica, altrimenti si rischia di parlare del passato a chi ha vissuto il passato (Renzi è un pochino leggerino se non studia) .

  27. Caro Direttore Giuda dicono tradi per pochi spiccioli, nel nostro partito qualcuno ha gia mollato la rotta per una poltroncina più comada, il signor Ruvinetti questo lo sà. I socialisti quelli veri e non quelli di botteghe oscure o democristiani travestiti non molleranno lo abbiamo fatto tante volte e lo faremo ancora, la storia ci darà ragione.
    Saluti
    Pasquale claps

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