lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Questo andirivieni di Greganti…
Pubblicato il 14-05-2014


Ricordo bene che in una festa dell’Unità vendevano le magliette con la scritta “Viva Greganti”. Se avessero creduto che i soldi se li fosse tenuti per sé ne avrebbero vendute molte? Di più. Il compagno G, noto a Torino come militante di indiscussa fede che si occupava di finanziamenti al partito, venne sospeso dal Pci-Pds, ma poi riammesso al partito. Era considerato un faccendiere? Nella sua sezione gli era stata data la tessera del Pd, e adesso gli è nuovamente stata sospesa. Perché? Non sapevano cosa Greganti facesse? Ma non era sempre lui, utilizzato per le stesse cose di prima? Ecco quel che non mi piace: l’ipocrisia. È una ipocrisia devastante che ha coperto gli occhi a magistrati, giornalisti e politici. Questo andirivieni di Greganti dal suo partito che si propone nelle parti di un Catullo che non può vivere “nec tecum nec sine te”, è perfino surreale. È un viaggio di andata e ritorno costruito sulla menzogna.

Una volta alla settimana Greganti era a Roma e si recava al Senato. A fare che? A bere caffè alla bouvette? A partecipare a qualche cerimonia commemorativa? Di una cosa sono certo. Che il compagno G non dirà nulla neanche stavolta. Racconterà che lavorava per sé solo. Spero che almeno questa volta ci risparmino le magliette. Dirà di aver avuto qualche consulenza legittima dal movimento cooperativo, data la sua alta professionalità di manager. Dirà che al Senato incontrava solo cooperatori per bene. D’altronde chi lo sa, magari pure loro sono previsti nella futura riforma dell’istituzione. Greganti è la cattiva coscienza di Tangentopoli uno. Non lo dico per ansia di vendetta rispetto a un’operazione che ha visto travolto il nostro partito. Lo dico per amore di verità. Se Greganti avesse detto quel che sapeva sarebbe crollato anche il Pci-Pds e tutta l’operazione avrebbe assunto un diverso orientamento e significato.

Oggi sono trascorsi vent’anni e Renzi ma neanche Cuperlo c’entrano qualcosa con quelle responsabilità. Non mi posso ancora dimenticare il senso di frustrazione e di umiliazione di tanti socialisti in quegli anni di gogna. Se c’è un motivo forte per il quale ho continuato a fare politica in questi vent’anni, io che non sono mai stato raggiunto da provvedimenti giudiziari, è stato proprio questo. Quello di non cedere a chi ci voleva morti. Per vergogna, ma in realtà perché abbiamo avuto ragione nella storia. Anche se non siamo stati certo esenti da errori politici e da comportamenti sbagliati. Forse non è ancora il tempo di scrivere la storia di questo ventennio. Di una cosa sono certo. Chi costruisce il suo futuro sulla menzogna non può costruire nulla di buono. Questo purtroppo è successo per la politica della cosiddetta seconda Repubblica. Tra le macerie della prima c’era il sale dell’ipocrisia.

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Commenti all'articolo
  1. D’accordo su tutto. Però mi chiedo: perché non lasciamo che i magistrati facciano finalmente il loro mestiere, rispettando le garanzie previste dalla legge e senza gogne mediatiche. Che lo facciano, alla buon’ora, perché questa volta non è loro consentito di sgarrare. Sono sotto osservazione e hanno la chance di guadagnarsi lo stipendio facendo professione di equilibrio, di riservatezza e di professionalità. Poi è sacrosanto quello che sostiene Matteo Renzi: fermiamo i ladri ma non i lavori! Perché sul blocco dei lavori spera il sottobosco criminale che punta ad dissesto. Come dice Nino Galloni, la speculazione finanziaria prospera nelle turbolenze non nel sano sviluppo equilibrato. Come nelle turbolenze prosperano tutti i parassiti che navigano nel torbido, delinquenti annidati in ogni categoria, compresa quella dei magistrati.

  2. Sottoscrivo ogni parola. Ed è vero che Renzi e Cuperlo non c’entrano nulla con quelle responsabilità ma, anche loro fanno poco o nulla per fare chiarezza su quella vicenda che i socialisti si portano dietro come una infamia incancellabile, nonostante la storia ha dato ragione al socialismo Italiano. Ecco perché con questi soggetti bisogna andare sempre con i piedi di piombo rivendicando con orgoglio e forza l’appartenenza ad un partito glorioso quanto attuale.

  3. Caro Direttore, adoro questo articolo perchè dice quello che pensiamo tutti noi socialisti, che cio’ che ci lega è la identità socialista, il volere riscrivere la Storia. Follie? Eppure.
    Adoro questo articolo anche per la citazione letteraria, cui dedicai versi amorosi tempo fa. Pero’ era Ovidio se non erro.

  4. Che i Magistrati Facciano il loro mestiere,invoca Leoni! Perciò è il caso di ricordare che non sempre l’hanno fatto,per scelta deliberata:prendi il caso Martelli. La sera prima,con M;auro e Manca,Artioli,Landolfi ,Mancini eravamo nel suo studio al Ministero della Giustizia per incoraggiarlo ad assumere la Segreteria del PSi.Ma la mattina successiva lo raggiunge l’avviso di garanzia per la fandonia del conto Protezione che,ecco il punto,viene poi arbitrariamente collegato alla bancarotta dell’Ambrosiano per evitarne la prescrizione.E che , non è mai giunto a sentenza sebbene testardamente inseguita e richiesta dall’Interessato. Dunque,non sempre la “Giustizia giusta”!

  5. allora questa volta la racconto: si diceva ai tempi di tangentopoli,che un giorno il grande inquisitore incontrò il signore col pizzetto sulle scale di Botteghe Oscure e gli chiese do ve si stava recando. Il signore del pizzetto disse che andava dal segretario del suo partito per consegna un miliardo (ovviamente vecchie lire). Il grande inquisitore gli disse che lo lasci ava andare in cambio di una candidatura al senato. E così fu.
    Caro Mauro, visto che Nencini non ci sente gli vuoi per favore far capire che i socialisti non opportunisti non sono daccordo con questa strategia del coccolone?

  6. La doppiezza, l’ipocrisia, l’odio sono sempre stati gli elementi che hanno prevalso nel Pci nei confronti del Psi e questo ha condizionato tutta la vita politica della sinistra in Italia dal dopoguerra ad oggi. La scelta del compromesso storico è stato il sigillo che fra l’unità socialista e l’accordo con i democristiani i comunisti hanno fatto la loro scelta, ora lentamente la balena bianca li sta divorando, ed anche per loro è arrivata la parola fine. Ora il problema è cosa fare per dare voce ad una nuova sinistra in questo Paese???.

  7. Greganti allora non parlò perché i magistrati non utilizzarono il criterio usato per i socialisti, la famosa interpretazione della legge “non poteva non sapere”. Una borsa piena di danaro che entra in via Botteghe oscure a chi mai poteva portarla? Chi era il responsabile della “bottega”? Avessero incriminato i dirigenti del PCI il silenzio di Greganti non sarebbe più servito. Allora avrebbe parlato.
    Inutile piangere sul latte versato, ma diventa veramente difficile, se non impossibile, avere fiducia in questa magistratura.

  8. Caro Direttore sono daccordo al 99/°, ma quella frase che hai detto mi lascia perplesso, ” sono passati vent’anni e Renzi e Cuperlo non hanno responsabilità”. Sicuramente è vero, ma loro sono sempre figli di quella stagione scellerata e sono cresciuti con quella convizione maldestra nei nostri confronti, molte sono state le affermazioni da piccionaio del signor Renzi nei confronti del Signor Bettino Craxi.
    Andiamo avanti i conti li faremo alla fine, perchè il bello deve ancora venire.
    Pasquale Claps

  9. Giusto venerdi sera Claudio Martelli alla cena modenese ci ha detto: “adesso che i socialisti non possono più essere additati come i responsabili del malaffare a chi daranno la colpa?”
    È il momento di dirlo ad alta voce !

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