martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

QUESTO LAVORO
NON CI PIACE
Pubblicato il 13-05-2014


Fiducia-Dl-Lavoro

Dateci fiducia. Questo il refrain del governo, dalla legge elettorale alla riforma della PA, fino al lavoro. Ma, questa volta, i socialisti non ci stanno e lanciano un messaggio a Matteo Renzi: bene le riforme, ma serve maggiore attenzione ai diritti dei lavoratori. Il governo, infatti, ha posto la fiducia alla Camera sul decreto legge Lavoro: una decisione che serve a far decadere tutti gli emendamenti, congelando il testo votato dal Senato. La fiducia diventa poi obbligatoria in questo caso anche per i tempi stretti necessari per la conversione del decreto in legge (entro 60 giorni) e che vede come termine ultimo la data del 19 maggio. La pattuglia socialista, pur garantendo la fiducia al governo, però, vuole marcare una distanza rispetto a punti importanti del provvedimento.

«Ci asterremo sul provvedimento per il semplice motivo che non vediamo molto positivamente il decreto rispetto alla possibilità di aumentare il limite temporale a 36 mesi per i contratti a termine», ha detto il deputato socialista Lello Di Gioia che sottolinea come «il fatto che i datori di lavoro non debbano nemmeno comunicare la scelta di prolungare i contratti a termine, determina un prolungamento della precarietà in una situazione lavorativa già di per sé drammatica». «Per noi del PSI è un punto centrale».

Una visione che diverge da quella del ministro del Lavoro Poletti che aveva detto che «semplicemente non è vero» che il dl lavoro aumenta la precarietà, sottolineando che con la norma che consente contratti a termine per tre anni senza causale «è possibile che l’impresa rinnovi allo stesso lavoratore fino a 36 mesi il contratto. Che questo precarizzi di più non mi risulta affatto credibile». Punto, e niente spiegazioni.

Ma, non solo i contratti a termine preoccupano la pattuglia socialista: «Guardiamo con preoccupazione anche la parte relativa ai contratti di formazione visto che non è previsto l’obbligo di fare formazione e quindi, secondo la nostra visione, viene meno il senso stesso del contratto di formazione lavoro», aggiunge Di Gioia.

«C’è anche un altro punto sul quale non sentiamo di votare la fiducia: quello che riguarda la percentuale di lavoratori a tempo determinato sul totale. La prima bozza prevedeva, nel caso in cui questa sforasse il 20 per cento, che si andasse incontro all’assorbimento dei lavoratori. L’ultima versione, invece, introduce una sanzione pecuniaria che, tra l’altro, non va nemmeno al lavoratore, ma ad un fondo unico per il lavoro», precisa Di Gioia.

Insomma, secondo l’esponente socialista si tratta di «un decreto che, secondo il nostro punto di vista, in una situazione di crisi economica non crea le condizioni perché si possano generare nuovi posti di lavoro».

I socialisti hanno scelto, dunque, «l’astensione sul provvedimento perché, avendo votato la fiducia al governo, ci sembrava opportuno non votare contro, dando con questo atto, però, un segnale che sul lavoro la strada da percorrere è da ricalibrare. Del resto siamo una forza indipendente».

RdA!

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Commenti all'articolo
  1. Non è certo con questo decreto che si riaprirà la strada verso il lavoro. Sopratutto questo decreto non contiene misure per tutelare anche chi non ha più 29 anni. L’ Italia non è fatta solo di giovani e soprattutto è ora di finirla con la divulgazione di cifre artefate . Chi pensa ai tanti padri e madri di famiglia che non hanno più 29 anni e che sono esclusi, oltreché dal mondo del lavoro, anche dai tanti spocchiosi dibattiti pre/post elettorali sulla disoccupazione giovanile?

  2. Ricorderei anche le tante partite IVA sfruttate poi come lavoratori dipendenti ma senza nessuna tutela sindacale.
    Sono soprattutto giovani ma non mancano persone piu grandi che pur di lavorare accettano di azzerare le loro tutele. Anche di queste persone NON dobbiamo dimenticarci, visto che nemmeno i sindacati si impegnano piu di tanto a difenderle. Bene la posizione di astensione, giustamente siamo una forza autonoma, ragioniamo con la nostra testa e se serve puntiamo i piedi.
    Manuel Magnani – segretario prov. Federazione Parma

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