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Opinioni e commenti
 

Rita Cinti Luciani: l’Europa sia la culla della cultura
Pubblicato il 14-05-2014


Cinti-Luciani-Schulz-OKSi voterà tra pochi giorni per le elezioni europe, Rita Cinti Lucani, Responsabile Nazionale Pari Opportunità Psi, sindaco di Codigoro (FE) e candidata dal Psi alle elezioni europee nella circoscrizione Nord Est ha esposto le sue idee auspicando “un’Europa non solo economica ma anche politica”.

Quali sono le principali sfide, oggi, per un candidato al Parlamento europeo?

Le sfide principali oggi sono rappresentate dalla piaga della disoccupazione, un male che colpisce soprattutto giovani e donne senza dimenticare tutti quelli che il lavoro lo hanno perso. La disoccupazione rappresenta un male soprattutto perché ha degli effetti negativi devastanti sul tessuto sociale.

La disoccupazione però riguarda soprattutto l’Italia.

Non solo, abbiamo 27 milioni di disoccupati in Europa, un dato che è stato confermato anche dalle recenti dichiarazioni di Martin Schultz su questa crisi che sta soffocando il continente a cui bisogna trovare un rimedio. L’Italia in particolare sta scontando vent’anni di cattiva amministrazione per quanto riguarda le politiche sull’occupazione.

Secondo te come si potrebbe rivalutare la concezione dell’Europa per un cittadino italiano.

Quello che occorre dall’Europa a questo punto è molta più politica, la cattiva percezione che gli italiani hanno sulla comunità europea è dovuta in parte alla propaganda di alcuni che hanno cavalcato l’onda della crisi, in parte ad alcune sfide a cui la stessa Ue non è riuscita ancora a far fronte.

E invece come si potrebbe rivalutare la figura del nostro Paese a livello europeo, ultimamente sottovaluto come membro dell’Unione.

L’Italia deve dimostrare di essere competente non solo portando il nostro Made in Italy ma partecipando attivamente ai progetti europei. Se abbiamo dei cittadini italiani diffidenti verso l’Europa e gli europei che ci guardano in cagnesco la responsabilità è prima di tutto dei nostri parlamentari, è vergognosa l’assenza dei nostri parlamentari europei, loro dimenticano che prima di tutto devono rendicontare ai cittadini che li hanno eletti. Ecco per avere un rovescio della medaglia sulla loro cattiva condotta bisogna che essi inizino a lavorare attivamente e a partecipare ai lavori nelle commissioni europee, ci sono 31 milioni di euro stanziati dall’Unione Europea per i progetti di innovazione e ricerca. È arrivato il momento che l’Italia sia in grado di usufruirne.
E’ inutile avere delle pretese da parte nostra se non ci mettiamo a lavoro seriamente. Ritornando al ruolo italiano in Ue è arrivato il momento che il potere decisionale che ci spetta venga da noi conquistato e non concesso.

Per quanto riguarda le politiche sull’immigrazione invece? E’ vero che l’Italia è stata lasciata sola?

Sì ma non solo l’Italia è stata abbandonata da questo punto di vista ma anche il problema dell’immigrazione è stato sottovalutato e accantonato per essere ripreso da alcuni come specchietto per le allodole di chi vuole allarmare i cittadini sulla sicurezza.

A questo punto l’Ue deve andare avanti come comunità o deve fermarsi a Unione economica così come vuole l’Inghilterra?

Assolutamente no, io sogno gli Stati Uniti d’Europa ma per farlo occorre innanzitutto che si rispolveri il senso di cittadinanza per i suoi abitanti. Perciò occorre che l’Ue dia delle risposte immediate ai suoi cittadini, in particolare sull’Occupazione. Bisogna iniziare a colmare questa distanza dai cittadini.

A proposito di risposte immediate, più volte si rimprovera l’inattitudine e l’attendismo europeo soprattutto nelle questioni di politica estera così come ha fatto con l’Ucraina.

Appunto, l’Unione europea deve iniziare a rimettere in sesto il suo ruolo politico nelle grandi questioni internazionali che non riguardano solo l’Ucraina ma anche i paesi africani i quali hanno sempre guardato al nostro continente come qualcosa a cui ispirarsi. Ultimamente l’Europa è vista solo come quella delle grandi banche e della finanza creativa.

A questo punto che Europa auspichi?

Sogno un’Europa che torni ad essere la culla della cultura, dove i giovani possano viaggiare, confrontarsi, dialogare e crescere. Un’Europa che riesca finalmente a coniugare il ruolo di vecchio continente di storia e cultura con quello di innovazione e crescita.

Maria Teresa Olivieri

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