domenica, 17 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Sardegna, dal 2015
niente vincoli imposti
dal Patto di Stabilità
Pubblicato il 30-05-2014


Sardegna Patto StabilitàAccordo storico, quello firmato questa mattina a Palazzo Chigi, tra governo e Regione Sardegna. In particolare, durante l’incontro si è discusso dei limiti imposti dal Patto di Stabilità alla Regione Autonoma Sardegna (RAS), che già verte in una grave situazione finanziaria. Al tavolo politico erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il ministro dell’Economia, Pietro Carlo Padoan, il ministro per gli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, e il presidente della regione Sardegna, Francesco Pigliaru.

L’accordo raggiunto prevede di:
• avviare un percorso per superare l’attuale impianto di regole che consenta di giungere già nel 2015 al sistema di pareggio di bilancio, che rappresenta la soluzione strutturale al problema della regione Sardegna, all’interno di un progetto più ampio che riguardi tutte le regioni a statuto speciale;
• accordare in ragione della specificità della regione Sardegna, così come definito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 118 del 2012, e nelle more della transizione verso il nuovo regime di pareggio di bilancio un adeguato ampliamento dello spazio finanziario per il 2014 che sarà definito, in armonia con gli obiettivi di finanza pubblica, entro dieci giorni (la sentenza di riferimento).

Come spiegano gli stessi Pigliaru e Paci, rispettivamente il primo governatore della RAS, il secondo assessore al Bilancio e alla programmazione – “Tecnicamente, significa che dobbiamo rispettare il solo pareggio di bilancio, senza tetti di spesa”. A partire dal 1° Gennaio del 2015, dunque, la Regione potrà utilizzare tutti i sei, cinque miliardi inseriti nella manovra finanziare e, fa sapere Pigliaru – “Il risultato importante dell’incontro di oggi è l’impegno che il governo ha preso nei confronti della Regione Sardegna di cancellare definitivamente, a partire dal 2015, l’assurdo vincolo del Patto di Stabilità che ha sinora impedito di utilizzare tutte le nostre entrate”. In parole semplici, a oggi la Regione Sardegna a fronte di un bilancio da 6.5 miliardi per via del patto di stabilità ne può investire solo due, quattro miliardi quindi, meno della metà disponibile. E’ stato – continua il governatore Pigliaru – uno dei nostri principali obiettivi fin da quando ad Aprile scorso il nuovo esecutivo si è insediato.

Avevamo messo in conto di riuscire ad ottenere almeno un innalzamento di 1, 2 miliardi sui 2, 4 miliardi spendibili, invece, ora, dal 2015 avremmo più possibilità di attuare tutti quegli investimenti che potranno consentire alla Sardegna una boccata d’ossigeno. La Sardegna è dunque la prima regione italiana cui il governo Renzi concede la deroga sul patto di stabilità, e non limitandosi a ridurre i vincoli, ma eliminandoli totalmente. Lo stesso metodo pare che sarà applicato anche alle altre regionali a statuto speciale. Grande soddisfazione dunque, ora si tratterà solo, da qui a gennaio 2015, di programmare tutti i nuovi investimenti. I dettagli tecnici dell’accordo li spiega l’Assessore Paci che premete, seguendo la scia di Pigliaru – “ “Da parte nostra sarà massimo l’impegno per spendere al meglio tutti i soldi che abbiamo a disposizione” – continuando poi a spiegare il contenuto dell’accordo siglato – “Dovendo rispettare il pareggio di bilancio senza subire altri vincoli – si legge in una nota -, smetteremo di creare un’enorme quantità di residui, ossia di promesse che poi non è possibile mantenere.

Allo stesso tempo, attraverso gli accantonamenti previsti dalle manovre nazionali di risanamento finanziario, anche la Sardegna contribuirà alla riduzione del debito pubblico. Il nuovo sistema ci obbliga a essere virtuosi ed efficienti, perché le risorse che saremo in grado di risparmiare dagli sprechi, le potremo utilizzare liberamente per attuare le nostre politiche di crescita. La Giunta regionale ha dimostrato di essere credibile e di operare in una logica di leale collaborazione con lo Stato. È in questa ritrovata unità d’intenti che è stato possibile definire un accordo che rafforza la nostra sovranità. Un’occasione unica per la Sardegna accolta, oggi, con grande risalto, ma, soprattutto, da parte dei sardi, con la viva speranza che l’attuale giunta sappia fare con competenza e buon senso quanto fin ora è mancato alla Sardegna – investimenti per il rilancio dell’economia – seri e concreti.

 A.So.

 

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento