sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonella Soddu:
Un esercito di barboni
senza diritti
Pubblicato il 21-05-2014


Approvato definitivamente il decreto emergenza casa – “decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015” – 277 voti favorevoli e 96 contrari (il testo completo http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2014_0047_DL.htm). Di fatto, da oggi il decreto è a tutti gli effetti legge. Grande soddisfazione del ministro Lupi, ideatore e proponente del testo, e per Renzi , colui che con il suo governo vuole ridare fiducia e speranza agli italiani, senza tener conto che con questo decreto convertito oggi in legge, il suo governo toglie le speranze di avere una casa, almeno quella, a migliaia di famiglie italiane senza reddito da lavoro.

Tante di queste famiglie ora si vedranno attuare i provvedimenti previsti in seno all’art. 5. Lotta all’occupazione abusiva di immobili – Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza nè l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”Nei dettagli – “chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi. Chi occupa abusivamente una casa non possa partecipare a procedure di assegnazione di alloggi IACP per cinque anni.

Per fronteggiare le conseguenze applicative della sentenza della Corte costituzionale n. 50/2014 sono state introdotte delle misure di tutela e la garanzia di un canone ridotto fino al 31/12/15 per gli inquilini che avevano che avevano applicato le disposizioni anti-evasione denunciando i canoni in nero”. Ma, anche qui, nel merito, non si è tenuto conto di un’altra sentenza, la n. 35580 della Corte di Cassazione che espressamente dice – “Il diritto all’abitazione va annoverato fra i «beni primari collegati alla personalità» che meritano di essere annoverati tra i diritti fondamentali della persona (tutelati dall’articolo 2 della Costituzione): pertanto i supremi giudici della Cassazione ritengono che l’occupazione abusiva di una casa, da parte di una persona indigente e in stato di necessità, possa ritenersi «giustificata» e non portare alla condanna penale”.

E nella stessa sentenza prosegue annullando con rinvio la condanna per occupazione abusiva di una casa dello Iacp inflitta a una donna dal tribunale e dalla Corte d’Appello di Roma, precisa che “il danno grave alla persona non è solo la lesione della vita o dell’integrità fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona: pertanto, rientrano in tale previsione anche quelle situazioni che minacciano solo indirettamente l’integrità fisica in quanto si riferiscono alla sfera dei beni primari collegati alla personalità, tra i quali deve essere ricompreso il diritto all’abitazione in quanto l’esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona”.

E’ evidente, dunque, che con l’entrata in vigore, pare anche in modo retroattivo, di questa legge, il governo da via alla creazione del nuovo esercito di barboni senza diritti. Sono tanti i casi in Italia di famiglie dove entrambi i coniugi hanno perso il lavoro e che, anche a malincuore si son visti costretti a compiere delle scelte drastiche che agli occhi dei più appaiono del tutto illegali. Tante di queste famiglie non sono state più in grado di far fronte al pagamento del canone di locazione e, conseguentemente, sono stati fatti oggetto di provvedimenti di sfratto esecutivo.

La domanda da porre a Renzi ed in particolare a Lupi (ma io la porrei anche al vice ministro dei Trasporti e Infrastrutture, il senatore Riccardo Nencini – PSI – che in più di una dichiarazione anche televisiva, ha difeso a spada tratta questo decreto) è questa – “chi accetta di affittare una casa e/o un appartamento a chi non ha modo di pagare regolarmente un cannone di affitto?” – Sanno questi signori che oggi all’atto della contrattazione e sottoscrizione di un contratto di locazione i proprietari chiedono a garanzia di allegare le ultimi due buste paga comprovanti uno stipendio? Io credo di no, nonostante le leggi le concepiscano loro stessi.

In breve, come esempio del dramma che si sta prefigurando, la storia di 25 famiglie occupanti abusive di immobili di proprietà del Comune di Villasor in provincia di Cagliari. Partendo dall’inizio: nel 2006 la Sadam ISZ chiude l’attività dello zuccherificio di Villasor dopo più di 45 anni di attività. Il comune di Villasor acquisisce l’intera area dove era collocato lo stabilimento e la proprietà di n. 4 immobili ciascuno costituito da 12 appartamenti. L’intento del comune è quello riqualificare la zona e ristrutturare questi immobili per assegnarli dietro bando col metodo del canone agevolato.

Nel 2008 Area e comune di Villasor procedono a chiedere un finanziamento regionale. Nel frattempo le case versano in completo stato di abbandono alla mercè dei vandali e di quant’altro. Due immobili vengono concessi con regolare contratto di locazione uno alla Therna S. p. a e un altro alla Safer SPA. perché possano esser utilizzati come uffici per tutto il periodo dei lavori del raddoppio della linea ferroviaria . Il comune percepisce regolare canone di locazione. (come si evince dalle copie dei contratti di locazione regolarmente depositati presso l’agenzia delle entrate di Sanluri).

Ai cittadini che sono in difficoltà economica, che richiedono di poter avere, anche solo momentaneamente, uno degli immobili, viene sempre negata la possibilità adducendo il fatto che gli immobili sono pericolanti (da un sopraluogo effettuato lo scorso settembre dai vigili del fuoco di Cagliari, gli immobili sono stati dichiarati perfettamente strutturalmente ) – Ci racconta la sua esperienza A. S. – “Io nel 2009 perdo il lavoro, vivo in affitto in altro immobile del paese e grazie al lavoro di mio marito riusciamo ad andare avanti e pagare regolarmente un cannone d’affitto, nel 2010 anche mio marito perde il lavoro e il proprietario di casa nella quale vivo senza un regolare contratto ma a cui ho sempre pagato l’affitto con assegno bancario a lui intestato, mi comunica prima tramite avvocato poi con una citazione del tribunale che devo abbandonare l’immobile. Riesco a trovare una sistemazione presso altra abitazione e tiriamo avanti per un altro anno per tutto il 2011.

Nei primi mesi del 2012 cominciano i primi gravi problemi, non riusciamo più nemmeno con sporadiche giornate di lavoro come donna delle pulizie a ore, io, e giornate in campagna mio marito. Mi reco più volte presso i servizi sociali del mio paese ottenendo sempre un nulla di fatto. Disperati nel marzo del 2012 vi avviciniamo agli appartamenti per vedere se c’era la possibilità di entrarvi, entriamo da una porta – finestra aperta con nostra grande sorpresa l’appartamento è perfettamente funzionante munito di impianto elettrico a norma di sicurezza e con tanto di salvavita, impianto idrico, porte, sanitari e muri perfettamente tinteggiati come ultimi lavori eseguiti dalla Safer prima di lasciargli nel 2011. Dopo una consultazione io e mio marito decidiamo di trasferirci qui.

Do immediata comunicazione tramite lettera protocollata al comune di Villasor e copia in Racc. A/r ai carabinieri di Villasor. Mi reco all’ufficio anagrafe e faccio immediatamente regolare domanda di cambio di indirizzo di residenza, i vigili urbani accertano la mia residenza e della mia famiglia qui e dopo alcuni giorni mi viene rilasciato il certificato di residenza. Io vivo qui dal 28 Marzo del 2012, dopo la mia azione, finita sulle pagine dei giornali, cominciano ad arrivare qui anche altre famiglie e in poco tempo siamo diventate 30 famiglie tutte con residenza. Abbiamo tutti un regolare contratto Enel al quale abbiamo allegato per la richiesta il certificato di residenza.

Altro controsenso è quello dato dal fatto che il Comune di Villasor pur considerandoci abusivi ci fa pervenire la richiesta di pagamento per TARSU, TARES, TASI (uso tutti è tre i nomi) che regolarmente abbiamo pagato anche dietro consiglio del nostro legale”. – Grande apprensione, dunque per queste famiglie che da oggi da un momento all’altro si vedranno applicare gli effetti dell’articolo 5 del decreto legge emergenza casa. Quello che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, riddare speranza e fiducia agli italiani, di fatto causerà enormi disaggi   sociali e pericolo per l’incolumità delle persone oggetto dei conseguenti provvedimenti.

Inoltre, quello che nelle intenzioni del governo doveva esser un mezzo per contrastare la compravendita clandestina di immobili e/o le occupazioni nelle case popolari e/o di proprietà comunali, non tiene conto delle categorie di persone disagiate, o se si preferisce, più deboli, esposte da oggi ad ogni sorta di revoca dei diritti fondamentali. Questa norma rischia di vedere intrappolati anche coloro, che, o hanno già un provvedimento di sfratto esecutivo in corso oppure si apprestano ad averlo. Queste persone si troveranno nella seria condizioni di – “occupanti senza titolo”. Non di meno rilevanza e gravità la stessa norma va a toccare uno dei diritti fondamentali dei cittadini, la residenza.

La residenza, infatti, non può essere negata a nessuno perché da questa discendono molti diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione: senza residenza non si può votare (articolo 48 della Costituzione), non ci si può curare (articolo 32 della Costituzione), non si ha diritto il diritto al gratuito patrocinio e quindi alla difesa e così via. Tutto questo riguarda ovviamente anche i minori, la cui residenza dipende da quella dei genitori, e che avrebbero difficoltà anche a iscriversi a scuola.

Antonella Soddu

 

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