domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Eleonora Cocconcelli:
I mattoncini della Lego
Pubblicato il 15-05-2014


I primi mattoncini lego vengono prodotti nel 1949 in Danimarca, gioco che ha sostituito il “meccano” degli anni ’40 e ’50.
A distanza di sessantacinque anni la Lego conquista il cinema: nel 2014 esce la pellicola The Lego Movie.
Si tratta di un arco temporale piuttosto importante che testimonia la capacità e l’abilità dell’azienda danese nell’aver conquistato e mantenuto vivo nel corso dei decenni l’interesse di tutti, grandi e piccini.
Non sorprende il fatto che questi mattoncini assemblabili siano stati inventati da un falegname.
Dalla iniziale serie classica la Lego ha man mano costruito il suo percorso rivolgendosi, con un’attenta politica di marketing, ai più piccoli attraverso la produzione di mattoncini di maggiori dimensioni e quindi non ingeribili e ai più grandi per merito della linea Lego Technic, fatta di pezzi meccanici, sensori, motori.
Insomma gli assemblaggi Lego piacciono, al punto di essere spesso scelti come soggetti fotografici, ne è un esempio il celebre scatto entrato nella storia che ritrae undici operai in pausa pranzo seduti su una trave sospesa sopra New York divenuto fonte di ispirazione per il fotografo appassionato di Lego Mike Stimpson che immortala gli omini anch’essi seduti sopra una trave in veste di operai.
Non solo fotografie ma anche sculture: l’artista statunitense Nathan Sawaya realizza vere e proprie opere d’arte con i mattoncini Lego; tale uso architettonico riscuote successo nei più disparati enti ed organizzazioni: dall’azienda privata agli enti operanti nel sociale alle gallerie d’arte e musei.
La Lego ha sorpreso anche i tanti appassionati di Formula Uno che si sono visti per le strade di Singapore, in occasione di un Gran Premio, una Ferrari costruita interamente in mattoncini Lego.
Arte, cinema, gioco, sport, i mattoncini di mille colori attraggono e suscitano spirito di creatività invadendo così tutti i campi, lasciando noi nell’attesa di scoprire quale realtà in futuro li vedrà ancora protagonisti.

Eleonora Cocconcelli

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