martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Se Grillo non distingue
tra pensioni e pensionati
Pubblicato il 27-05-2014


Chi ha seguito le continue evoluzioni di Grillo nel corso della intera campagna elettorale non ha bisogno di interrogarsi più del necessario sul flop dei pentastellati, soprattutto per quanto riguarda il voto degli anziani.

Grillo ha dimostrato di confondere clamorosamente pensionati e pensioni. Tutti coloro che si interessano seriamente del reddito e della condizione degli anziani, sanno benissimo che non si tratta della stessa cosa, non solo per questioni di bilancio, ma soprattutto per la concezione che si ha della società.

Il numero delle pensioni è di circa 22.000.000, che Grillo ha trasformato automaticamente in numero di pensionati. È evidente che in Italia non esistono affatto 22.000.000 di pensionati. A tale numero si arriva quando, confondendo pensioni e pensionati, si considerano soggetti che vengono conteggiati due, anche tre volte. Nessuno venga tratto in inganno. Molta gente non è affatto fortunata perché possiede due o anche tre pensioni. In molti casi la seconda o la terza pensione sono di importo assolutamente ridicolo. Fino dai tempi di Billia presidente dell’INPS, si era posto, con il beneplacito dei sindacati, il problema e si era avviato un processo di semplificazione che è rimasto, però, incompiuto. L’esistenza di tanti piccoli assegni complica i problemi da un punto di vista statistico e distorce la lettura della realtà sociale. Il tutto contribuisce, si spiega così lo scopo di questa polemica, ad una lettura dei problemi previdenziali che impedisce spesso una considerazione che potrebbe e dovrebbe apparire banale. Dietro ogni pensione esiste un uomo o una donna in carne e ossa, con tutti i problemi esistenziali che si porta dietro. Pensare prima alle statistiche e poi alle persone induce, come nel caso di Grillo, a scambiare lucciole per lanterne e a ritrovarsi poi in un dedalo di contraddizioni che ti toglie la consapevolezza che un pensionato è comunque una persona, e, quindi, una risorsa. Ti può, quindi, capitare che, nell’arco di tre giorni, quando speri in un futuro luminoso, costellato di successi elettorali, un pensionato va trattato con tutti i riguardi e valorizzato in quanto tale; e quando poi smetti di volare e sei costretto a camminare con i risultati elettorali concreti che ti avvertono che non è andata proprio benissimo, allora non è più un cittadino che ha esercitato i propri diritti, ma un pensionato nel senso spregevole della parola. Essere un paese di pensionati, e Grillo dovrebbe saperne qualcosa, vuol dire che i giovani di ieri sono diventati gli anziani di oggi, e che per loro essere un Paese di pensionati è semplicemente una constatazione.

Silvano Miniati
Network Sinistra Riformista

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