domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Shifting Identities:
al Macro le identità fluttuanti di 21 artisti
Pubblicato il 20-05-2014


Mostra MacroDal 21 maggio al 14 settembre, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Testaccio presenta la mostra Shifting Identities, a cura di Ludovico Pratesi che raccoglie, per la prima volta, le opere di 21 esponenti dell’arte contemporanea estone e finldandese. Il filo conduttore è quello di una profonda riflessione sul tema dell’identità. Queste due nazioni, Finlandia ed Estonia, apparentemente così lontane, si scoprono a condividere punti di vista simili e complementari, condizionati dalla necessità di riaffermarsi, di ridefinirsi come individui, ma anche come nazioni, relazionandosi con la pesante presenza prima dell’Unione Sovietica ed oggi della Russia.

Una situazione che appare rilevante soprattutto in Estonia, dove il 20 aprile 2007 il centro di Tallinn fu devastato da disordini e da violenti scontri tra polizia e manifestanti russi, causati dalla decisione di abbattere il monumento in bronzo al soldato dell’Armata Rossa, simbolo di più di 50 anni di occupazione sovietica. La videoinstallazione di Mark Raidpere che mostra da un lato le lotte e le devastazioni di quella giornata e dall’altro una tranquilla strada di Stoccolma, dove due musicisti suonano alcune melodie popolari, è un dittico giocato sulla simultaneità di azioni totalmente agli antipodi. Un contrasto tra nazioni ed identità differenti e fluttuanti, che si determinano tra presente e passato, tra quotidiano e politica, tra accettazione e rivolta. Le stesse ambiguità che portano artiste come Tanja Muravskaja ad interrogarsi sul perchè simboli come una bandiera possano essere travisati e riutilizzati per dare vita a una loro degenerazione in chiave assolutistica, come si evince dalla serie di fotografie intitolata “Positions”, dove l’artista riunisce ritratti di giovani estoni vestiti solo con la bandiera nazionale, confrontandoli con la proiezione di un video di alcuni neonazisti ripresi mentre posano in piedi davanti alla stessa bandiera.

Una identità che va conquistata giorno per giorno, seguendo i bisogni del proprio corpo, che se per il finlandese Antti Laitinen consistono in un nuovo e ricercato contatto con la natura, considerata nella sua dimensione solitaria e primitiva, per Liina Siib invece rappresentano la necessità di riappropriarsi di quell’identità femminile così soppressa e standardizzata nel periodo sovietico. La questione identitaria, così mutevole, viene analizzata dagli artisti da punti di vista differenti: privati e politici, sociali ed antropologici, geografici e simbolici, in un era in cui l’individualità è sempre più complicata da definire, schiacciata dall’incombente presenza di una società globalizzata che tende ad un’omologazione generale e attraverso una gamma di linguaggi espressivi che vanno dalla scultura alla fotografia al video.

Gioia Cherubini

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