domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sondaggi. L’ipocrisia del silenzio elettorale
Pubblicato il 26-05-2014


Europee-sondaggi“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, è stato questo uno dei commenti di Fabrizio Rondolino ai post d’insulti e riprese in seguito alla sua pubblicazione su Facebook dei sondaggi elettorali venerdì in aperta violazione della legge che ne vieta la pubblicazione nei 15 giorni precedenti l’apertura dei seggi.
“Ecco i risultati dei sondaggi condotti negli ultimi quattro giorni da alcuni dei più importanti istituti di ricerca”, si legge nel post su Facebook di Rondolino. “Questi dati vengono pubblicati in violazione dell’art. 8 della L. 28/2000 e a difesa del diritto all’informazione”.

Il giornalista ha così commentato la sua decisione di violare apertamente le disposizioni dell’Agcom:
“Il mio è un gesto di disobbedienza civile per una causa, la libertà, la libertà di essere informati”. E aggiunge: “Queste disposizioni rappresentano un unicum italiano tra i paesi occidentali. Si tratta di una norma sbagliata – e spiega – In primo luogo perché fa passare per stupido l’elettorato, in secondo luogo perché si dà ai sondaggi un peso spropositato. Se l’elettore sarà influenzato concorreranno altri fattori che vanno dai media fino al vicino di casa”.
In effetti sondaggi di questo genere circolano di continuo nell’era di internet: “solo che hanno dei nomi esoterici, da corse di cavalli a sedute del Conclave. Bisogna rispettare le leggi ma bisogna anche rompere con questa ipocrisia” E conclude: “L’elettore va comunque informato, è un dovere civile”.

Teresa Olivieri

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