lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lo Stato chiede 1,2 mld alle case farmaceutiche
Pubblicato il 30-05-2014


Novartis-Roche“La salute prima di tutto” è chiaro, ma se si gioca su questo fattore e a rimetterci è il portafogli e lo Stato? Su questo punto hanno giocato le due case farmaceutiche svizzere Roche e Novartis che – sfruttando una norma ambigua (e oggi modificata) per i cosiddetti farmaci off-label e i ritardi dell’Aifa, l’Agenzia per il farmaco – si sono accordate tra loro a spese dei contribuenti, hanno spinto un farmaco molto più costoso (Lucentis) al posto del molto più economico Avastin.

Dopo le segnalazioni degli oculisti della Società Oftalmologica Italiana è arrivato l’intervento dell’Autorità antitrust: “Un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis. I due gruppi – si legge sul sito dell’Autorità – si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti”.

Le procure di Roma e Torino hanno così aperto un fascicolo e non si è fatto attendere nemmeno l’intervento di Altroconsumo che non solo ha scritto al ministro della Salute Lorenzin chiedendo un incontro urgente per dare risposte ai pazienti danneggiati dalla vicenda ma ha anche aperto una petizione online per raccogliere le richieste dei consumatori per recuperare le somme pagate in più dai cittadini a causa dell’accordo anticoncorrenziale tra Roche e Novartis, un accordo che è costato al Servizio sanitario nazionale (SSN) l’aumento di spesa pari almeno a 45 milioni di euro per il solo 2012, con proiezioni sino a 600 milioni in totale.

Dopo quasi due anni di segnalazioni e richieste, mercoledì è arrivata la richiesta di risarcimento da parte del Ministero della Salute, 1,2 miliardi di euro per comportamenti ritenuti anticoncorrenziali relativi alla commercializzazione di medicinali per gli occhi.
Ma è solo la punta dell’iceberg, se la richiesta è comunque un passo decisivo da parte dello Stato italiano nei confronti dei cartelli che giocano sulla salute resta comunque il problema di fondo: il coltello dalla parte del manico ce l’hanno le case farmaceutiche.
Non è la prima volta che si segnalano casi del genere in materia di medicinali e sono sempre loro, le case farmaceutiche, che stabiliscono il prezzo del farmaco, e di solito, come funziona nel commercio, più il farmaco è indispensabile, più ci sarà una corsa al rialzo. Lo Stato italiano, il nostro SSN e la stessa Aifa non hanno altra possibilità che scegliere o meno di adottare quel farmaco.

Maria Teresa Olivieri

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