domenica, 17 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Amici 2014
un’edizione all’insegna delle emozioni
Pubblicato il 28-05-2014


Amici-deborah-iuratoNell’edizione (rinnovata!) 2014 di “Amici” vince la logica del fifty-fifty; detta all’italiana più che all’inglese, i premi vengono spartiti tra tutti e 4 i finalisti, per assegnare a ciascuno un riconoscimento. E così la semifinale diventa la finale della disciplina di ballo, la finale quella di canto. Si aggiudica il montepremi di 150mila euro una visibilmente e sinceramente commossa Deborah Iurato, in grado di sorprendere la giuria e di farla ricredere su di se stessa. A volte ripresa anche duramente, ha saputo sempre risollevarsi, sostenuta dal caposquadra dei bianchi (di cui faceva parte): Moreno Donadoni (vincitore dell’ultima edizione). Quarta nella classifica Fimi, Deborah riceve in eredità il peso di entrare in un albo dei trionfatori di “Amici” in cui compaiono Emma Marrone (prima classificata nel 2010), che ha lasciato il suo posto alla guida dei bianchi a Moreno; ed Alessandra Amoroso (campionessa nel 2009). Ma anche Annalisa Scarrone, premiata dalla critica nell’edizione 2011. Tutte queste big sono tornate sia nel corso della trasmissione (Emma) che nella finale (Amoroso ed Annalisa), duettando coi giovani concorrenti. A dimostrazione di un legame solido, quasi familiare, che si costituisce nel programma.

Giunto alla tredicesima edizione, ha cercato sempre di rinnovarsi. E lo ha fatto anche quest’anno, aprendo le selezioni anche alle giovani band emergenti. Ed è stato subito un successo. Sin dalla prima esibizione dei Dear Jack, e della loro voce Alessio, si è capito che avrebbero “spaccato”, sia nella trasmissione che in radio (dove sono già in rotazione col loro ultimo singolo “Domani è un altro film”). E così è stato; infatti si sono aggiudicati il premio della categoria “Canto” di 50mila euro, meritato poiché il loro disco è primo nella classifica Fimi. E per loro, inoltre, il premio della critica. Non solo. Per loro la soddisfazione di poter aprire i concerti dei Modà: durante il corso delle puntate Alessio e la sua band avevano già duettato con Kekko e i suoi e qualche sospetto era nato. Intuito alimentato dall’ascolto dei nuovi singoli, alcuni sempre più simili a quelli dei Modà.

Poi, nella serata conclusiva, la conferma che il sospetto era fondato. Soddisfazione e premio a dei giovani che si son saputi contraddistinguere per la loro capacità di tenere il palco, di caratterizzarsi con un genere personale nei singoli e negli inediti, ma anche facendo cover, di cantanti e gruppi anche di epoche distanti dalla loro: impressionante il modo in cui Alessio ha “rivisitato” la canzone, uno dei suoi più grandi successi, di Adriano Celentano: “Per averti”. D’altra parte Deborah può vantarsi di avere nel suo album un singolo scritto per lei da Fiorella Mannoia (con cui ha duettato): “Anche se fuori è inverno”.

Dear-jack-amiciDunque ai due cantanti che sono riusciti ad arrivare sino in fondo un premio ciascuno. Ma, per la logica che dicevamo all’inizio del fifty-fifty (del 50%), a metà, anche nel ballo si è verificata la stessa situazione. Vincenzo vince il premio della categoria, mentre Christian quello di poter entrare nella scuola di teatro di De Sica. Sicuramente quest’ultimo ha saputo dimostrare di essere molto abile nel musical (con una grande mimica del volto e grande fluidità di linee morbide che sa creare con il copro con una plasticità notevole), e molto adatto per il teatro. Vincenzo, d’altronde, ha dato tanto, ha lottato molto per convincere pubblico e giuria delle sue capacità, si è messo duramente alla prova, cimentandosi in tutti i generi e scegliendo, nella finale, una tattica davvero encomiabile: esibirsi nelle coreografie che lo gratificavano meglio, pensando solamente a dare il massimo e non al risultato e/o al televoto.

Sicuramente in questa edizione di “Amici” ha vinto la capacità di emozionarsi: non lacrime finte, ma sentite veramente. E per buone ragioni. La trasmissione, infatti, si è fatta anche più impegnata sulle principali problematiche sociali rispetto agli altri anni. Merito grazie anche a delle coreografie dei blu capitanati da Miguel Bose’: una sul bullismo, un’altra sull’omofobia, un’altra sullo scarso rispetto, quasi sulla discriminazione, per gli anziani (eseguite da Christian), che hanno davvero toccato le corde della sensibilità e dell’umanità dei giurati quanto del pubblico a casa. Sicuramente il loro messaggio resterà.

Anche i giurati di sempre (Sabrina Ferilli, Luca Argentero, Gabry Ponte) hanno sentito più il loro ruolo di giurati, date le circostanze, sempre più frequenti man mano che avanzava il programma, di gare sempre più equilibrate. Anche qui fifty-fifty. A chiosa di tutto, in attesa dell’esito finale e di conoscere il nome del vincitore, infatti, l’esibizione di Giorgio Panariello ha riassunto tutta l’atmosfera: ricordando ai giovani l’importanza delle lingue e dell’inglese, pur dando qualche staffilettata allo stile di vita british, a difesa dell’italianità e delle proprie origine, stavolta non fifty-fifty. E già è tutto pronto per le nuove selezioni per l’edizione del prossimo anno.

Barbara Conti

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