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Opinioni e commenti
 

Terra dei Fuochi: continua l’indifferenza politica e aumentano le vittime
Pubblicato il 19-05-2014


Terra dei FuochiDa tre anni ormai il fenomeno è alla luce del sole: testimonianze, fatti, dati e statistiche confermano il disastro ecologico e ambientale oltre a quello sanitario. Le vittime per malattie tumorali, nella Terra dei Fuochi, crescono ogni mesi di più nella totale indifferenza dei mass media italiani. Il poliziotto Roberto Mancino è morto il mese scorso a 53 anni, il quale fu uno dei primi a combattere e ad avviare le indagini per far chiarezza sulle discariche abusive di camorra, portando a conoscenza del grande pubblico la moria di cittadini tra le province di Napoli e Caserta. La leucemia ha portato via con sé un uomo coraggioso e onesto che da quindici anni svolgeva diligentemente il suo lavoro. Lo ha ucciso un linfoma non-Hodgkin, un cancro al sangue, conseguenza dei veleni respirati durante gli anni di servizio tra rifiuti tossici e radioattivi.

La settimana scorsa è stata sequestrata una cava piena di rifiuti tossici e 40 pozzi artesiani situati nel raggio di 500 metri tra i comuni di Maddalani e San Marco Evangelista. In questa discarica a cielo aperto gli inquirenti hanno trovato sotterrati grandi quantità di arsenico e manganese, i quali stanno inquinando le falde acquifere. Dai primi esami tossicologici i rifiuti sono stati interrati nell’invaso negli anni Ottanta e Novanta. Circa 30mila tonnellate di percolato, cioè liquido contaminato, si sono riversate nelle falde acquifere dal 1974 a oggi. Un’altra sostanza mortale, l’arsenico, è stata trovata in concentrazioni massicce, con valori oltre 260 volte la norma.

La politica cosa sta facendo di fronte a questa calamità? Nulla. Dopo le rassicurazioni del premier Renzi e del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti di fine marzo niente è stato più detto dalle istituzioni. Don Maurizio Patriciello, il coraggioso sacerdote che continua a lottare contro la camorra, responsabile di questo disastro, il 25 aprile era a Marzabotto insieme al Presidente della Camera Laura Boldrini. In occasione dei festeggiamenti della Liberazione, Don Patriciello denunciò pubblicamente l’inadeguatezza delle autorità italiane per affrontare il problema.

Con le elezioni europee ed amministrative alle porte la Terra dei Fuochi è caduta nuovamente nel dimenticatoio. Dal 3 dicembre 2013, con l’emanazione di un decreto legge fortemente voluto e sostenuto dai socialisti in Parlamento, non è stato fatto più niente per migliorare la legislazione per il reato di “combustione illecita di rifiuti”. Inoltre le autorità italiane non sembrano aver accelerato le indagini che porterebbero all’arresto dei camorristi responsabili di tale scempio. Il triangolo della morte rimane Acerra-Nola-Marigliano, con un’incidenza di mortalità dovuta a patologie tumorali del 350% in due anni. Ogni persona che muore pesa sempre di più sulla coscienza degli uomini cosiddetti “di Stato”.

Manuele Franzoso

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