martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tra Maurizio e Susanna…
Pubblicato il 08-05-2014


Lui, Maurizio Landini, è l’uomo-vogue della Cgil. Invitato in tutti i talk show, quasi mai disdegna. Parla con voce alta, e non sempre indovina le regole della grammatica e della sintassi. D’altronde viene dalla fabbrica. Non è un intellettuale. Lo conosco abbastanza bene perché è di Reggio Emilia come me. E a Reggio Emilia ci si conosce tutti o quasi. E coloro che fanno politica si salutano quando si incontrano per strada o al bar. Con più o meno calore. Ad esempio, quelli della Fgci salutavano noi, giovani socialisti, con un cenno del capo, mentre invece omaggiavano i giovani extra parlamentari di sinistra con un “ciao” più un sorriso. Questione di feeling.
Landini apparteneva al gruppo dei fratelli Rinaldini, che a loro volta erano ispirati da certo Sabbatini, un comunista sindacalista bolognese di estrema sinistra. Ma Tiziano Rinaldini, il più grande, che contrariamente a Gianni, non ha mai ricoperto incarichi di particolare rilievo nella CGIL, aveva studi liceali alle spalle e solide letture. Landini è personaggio anomalo nel gruppo, che continua a contare sulla maggioranza della Cgil reggiana. Diverso o più nostrano, per usare terminologia di casa. Più di base, meno radical chic. E questa sua diversità paradossalmente lo ha generato un curioso esemplare da salotto. Corteggiato da tutti. Non mi stupirei di vederlo prima o poi spuntare anche a Capalbio.
Ebbene Maurizio, il cantore operaio, si è messo decisamente contro Susanna, la segretaria troppo moderata e burocratica, per lui. Ha visceralmente contestato l’accordo sulla rappresentanza e al congresso presenta la sua lista, alternativa a quella della segretaria. Contrariamente alla Camusso, Landini non parla male di Renzi. Anzi. Le colpe di Renzi, per Landini, sono solo della Camusso. È strano che la sinistra Cgil sia meno anti renziana della destra. Eppure anche questo non trascurabile aspetto ci aiuta a leggere bene le differenze all’interno del maggior sindacato italiano. Che sono di rapporti e di potere più che di merito.
Perché la Fiom contesta di essere stata esclusa dalle decisioni sull’accordo attorno alla rappresentanza. E perché Landini accetta un rapporto preferenziale con Renzi proprio in virtù di una esclusione della Camusso. Una convenzione ad esxludendum. Come andrà a finire, non saprei. Dubito che Camusso e Landini possano trovare una via di uscita che non danneggi l’uno dei due. Escludo una improbabile scissione. La cosa poi probabile è che la guerra continui. Con buona pace di Renzi che dell’unità della Cgil ha solo da temere.

 

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Commenti all'articolo
  1. Da membro della CGIL mi auguro che Renzi non goda per nulla! Malgrado i corvi la CGIL resterà unita e se ci sarà qualcuno che vorrà andarsene lo farà in tutta solitudine. C’è dissenso. Io stesso sto con Landini ma di abbandonare la CGIL non ci penso nemmeno per scherzo. Se seguissimo le sirene della scissione a sinistra tanto auspicata da alcuni andremmo contro le motivazioni che ci hanno sempre spinto a cercare all’interno la strada per cambiare con la proposta ciò che non ci andava della linea della maggioranza interna. Infine mi corre l’obbligo specificare che se mai, anche per motivi temporali, è Renzi che ha rincorso le posizioni di Landini e non l’opposto. Renzi e minoranza CGIL sono come il diabete e lo zucchero, incompatibili. Caio Mauro e buon lavoro.

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