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Opinioni e commenti
 

Immigrati e sbarchi,
un problema europeo
Pubblicato il 15-05-2014


ImmigrazioneSul tema immigrazione ce n’è davvero per tutti i gusti e la Lega non manca di distinguersi: «Chiediamo al governo di sospendere immediatamente l’operazione Mare Nostrum e di predisporre un piano sanitario d’emergenza per tutelare la salute dei nostri cittadini vista l’epidemia di Ebola che si sta diffondendo in tutta l’Africa». Marco Rondini, deputato delle Lega Nord che ha la paternità di questa dichiarazione, è cosciente di dover far campagna elettorale soffiando sul fuoco delle non troppe camice verdi rimaste in giro e di non avere argomenti più seri. Non è il solo. Anche Maroni gioca sul campo dell’allarmismo e della paura, ma lo fa in maniera un po’ più sofisticata sostenendo di essere «particolarmente preoccupato per le dichiarazioni rese dall’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo la quale sarebbero stati trovati focolai di poliomelite in Siria».

Quasi subito è arrivata la precisazione del ministro Lorenzin: siamo di fronte a una «rischio basso», ha sottolineato il Ministro ribadendo che «il ministero ha», comunque, «potenziato la vigilanza, emanando circolari dirette alle regioni e alle aree di frontiera, e continuerà finché non cesserà l’epidemia».

Sotto accusa è finita anche l’operazione Mare Nostrum che vede l’impiego della Marina Militare nel soccorso dei barconi dei migranti in difficoltà accusata di aver favorito il fenomeno degli sbarchi e avvantaggiato i trafficanti di persone che, consapevoli dell’intervento, abbandonano i migranti al confine delle acque territoriali italiane: «L’obiettivo di Mare Nostrum è quello di salvare vite», ha detto Ewa Moncure, addetto stampa della missione Frontex, raggiunta a Varsavia dall’Avanti!: «Le migrazioni sono un fenomeno molto complesso e multifattoriale che non riguardano un mero problema di acque territoriali o di logistica. Non so se Mare Nostrum abbia favorito i flussi, ma di sicuro se non si salvassero quelle vite non si risolverebbe affatto il problema che affonda le radici nelle motivazioni che spingono quelle persone ad intraprendere viaggi a rischio in condizioni così precarie».

Allarmismi a parte, il problema immigrazione c’è, e resta in tutta la sua gravità. La soluzione, inoltre, sembra ben lontana dall’essere individuata sia per la complessità del fenomeno che per gli approcci ora ideologici, ora di convenienza, ora elettoralistici quando non addirittura speculativi rispetto alla questione.

«Nei primi 4 mesi del 2014 c’è stato un aumento del 823 per cento di migranti verso l’Italia rispetto allo stesso periodo del 2013» rileva Gil Arias Fernandez, vice direttore di Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. Infatti, se nel 2013 la maggior parte dei circa 43mila migranti che hanno raggiunto le coste italiane si concentrò nei mesi di luglio e agosto, quest’anno gli arrivi sono già oltre 25mila .

Il nodo resta sempre lo stesso: la cooperazione tra Italia e Europa. Con il riprendere degli sbarchi in massa, l’annosa questione è ritornata ad occupare le prime pagine dei giornali. Nonostante la copertura mediatica, però, i nodi reali del problema restano nell’oscurità.

Da Renzi arriva un affondo a Bruxelles: «L’Europa ci spiega tutto su come si deve pescare il pesce spada, ma gira la testa quando andiamo a soccorrere persone in difficoltà». Parole che arrivano dopo le critiche mosse dalla Commissaria europea per gli affari interni, la svedese Cecilia Malmstrom che, per bocca del portavoce Michele Cercone, ha detto che la Commissione collabora con le autorità italiane sulla gestione dei flussi migratori, ma che l’Italia deve fare un po’ di chiarezza e «dire quello che vuole esattamente» dall’Ue. Cercone ha precisato che «nel mese di marzo Malmstrom ha inviato una lettera al governo italiano in cui chiedeva indicazioni concrete», ma alla lettera non è «mai arrivata risposta».

Affermazioni «tra il provocatorio e il ridicolo» per il ministro dell’Interno Angelino Alfano che sostiene di aver sempre formulato richieste molto dettagliate che sintetizza in 4 punti: innanzitutto l’accoglienza umanitaria in Africa, in particolare in Libia, poi il soccorso in mare a carico dell’Europa attraverso Frontex la cui sede si chiede sia spostata dalla Polonia in Italia e, infine, offrire la possibilità ai migranti che giungono sulle nostre coste di esercitare il diritto di asilo politico anche nel resto di Europa.

La questione sollevata dal ministro dell’Interno è fuorviante: esiste una convenzione chiara, la Convenzione di Dublino, a cui aderisce l’Italia che prevede che la richiesta di asilo sia fatta nel paese di approdo del migrante. Punto. La proposta legittima sarebbe, dunque, quella di modificare la Convenzione.

Non a caso la risposta di Malmstrom, proprio sul diritto di asilo, liquida le parole di Alfano non tanto nel metodo quanto nel merito: «Se è vero che l’Italia, come altri Paesi membri ha subito un aumento dei flussi migratori, altri Paesi ricevono molte più richieste di asilo. I Paesi del Mediterraneo non sono sommersi dalle richieste». Ben 125mila, infatti, le richieste di asilo in Germania, 75mila in Francia, 54mila in Svezia e circa 30mila nel Regno Unito. Poi, in coda, l’Italia con 28mila. I numeri smentiscono la tesi di Alfano.

Viene, dunque, da chiedersi dove si stia inceppando la cooperazione Italia-UE sul tema immigrazione e quali siano i nodi che fanno prevalere la commedia all’italiana piuttosto che un serio tavolo di trattativa in sede europea. La commissaria Malmstrom, del resto, è stata chiara, affermando che «bisogna discutere e mettere sul tavolo le iniziative di tutti i Paesi membri sul fronte dell’accoglienza».

Anche il vice presidente del Parlamento europeo, il democratico Gianni Pittella ha chiesto che sia implementata una politica di ricollocamento dei rifugiati in altri Paesi dell’Unione, ma la Malmstrom taglia corto sottolineando che questo può avvenire solo per iniziativa dei membri UE e che «non si possono obbligare i Paesi ad accoglierli».

Del resto la polemica gira intorno al problema che non riguarda tanto le richieste di asilo, quanto la massa di immigrati irregolari che giungono, fanno notare  gli esperti, soprattutto attraverso le frontiere terrestri e addirittura in aereo e non per mare sulle coste della Sicilia o della Calabria.

«Il braccio di mare tra le coste mediterranee e l’Africa è ora tragico spazio in cui migliaia di migranti perdono la vita nel tentativo di raggiungere le diverse democrazie europee inseguendo un sogno di pace, giustizia e libertà». Si apre così la lettera per il candidato socialista alla presidenza della commissione europea Martin Schulz e che vede come prime firme quella dei socialisti Marco Di Lello e Pia Locatelli, rispettivamente presidente dei deputati Psi nonché vice presidente della commissione immigrazione dell’Internazionale socialista e presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne. La lettera, sottoscritta in totale da 45 deputati di PSI, PD, Sel, Per l’Italia, Gruppo Misto e Minoranze Linguistiche, chiede a Schulz di indire una conferenza per “europeizzare” l’emergenza, andare oltre il trattato di Dublino in merito al diritto di asilo, e intervenire sulle cause che sono alla base delle migrazioni quali fame e guerra attraverso una cooperazione con i Paesi migranti. «In questa direzione- spiega Di Lello- chiediamo a Schulz di fare della convocazione della Conferenza il primo atto ufficiale da Presidente della Commissione Europea».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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