venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

40,8%
Pubblicato il 14-06-2014


Si tratta di un numero mostrato come un trofeo di vittoria. Il 40,8 per cento ottenuto dal Pd di Renzi, che campeggiava sul palco dell’Assemblea nazionale, è la percentuale più alta ottenuta da un partito di sinistra in Italia. Si può obiettare che il Pd non è esattamente un partito di sinistra, ma di centro-sinistra, che è ormai rimasto solo (Sel ha raggiunto e male pena il 4 per cento in una lista che comprendeva anche altri partiti), che il centro non esiste più e il confine del Pd lambisce ormai la destra. Tutto vero. Però il numero è impressionante, soprattuto se paragonato alla percentuale ottenuta solo l’anno scorso, con un aumento addirittura del 15 per cento. D’accordo sulla minore percentuale di votanti. Anche in termini assoluti, però, l’aumento è vertiginoso, con oltre due milioni e mezzo di elettori in più.

Merito di Renzi. Ma lo stesso Renzi ha fotografato bene il significato del successo. S tratta di un investimento di fiducia. Ora bisogna fare quel che la gente attende, altrimenti così, come sono stati conquistati, quei voti si perdono. Perfetto. Non credo che il popolo italiano abbia messo nel suo cantiere dei desideri al primo posto la riforma del Senato. In prima fila ci sono i temi economici, il lavoro su tutto. E su questo argomento ancora non si può certo cantare vittoria. Gli ultimi dati sono assai preoccupanti. Con un segno meno sul Pil nel primo trimestre e una disoccupazione giovanile balzata addirittura al 46 per cento. Tuttavia oggi pare che per Renzi il bisogno più impellente sia di fare approvare la sua riforma del Senato.

Non la riforma del Senato, ma la sua, o meglio quella che pare avere concordato con Berlusconi, anche se su questo punto l’interlocutore privilegiato pare oggi dare un’altra versione. Dunque una riforma che non solo preveda un Senato senza il voto di fiducia e sulle leggi più importanti, che sia senza senatori stipendiati, ma che non sia eletto direttamente. Su quest’ultimo punto in particolare sono emersi dissensi all’interno del gruppo parlamentare del Pd e la proposta di legge Chiti ne è la testimonianza. Così si è giunti alla sostituzione in Commissione di Chiti, poi di Mauro, su mandato di Renzi, e di Mineo. La giustificazione offerta quest’oggi da Renzi è la seguente: se esistono casi di coscienza si manifestìno in Aula, in Commissione no, perché si rischia di mettere sotto la maggioranza. I casi di coscienza sarebbero ammessi cioè solo nelle situazioni in cui la coscienza non disturba la maggioranza. Una coscienza, dunque, limitata al 49 per cento.

I casi sono due. O Renzi ha già l’accordo con Berlusconi che oggi pare avere spostato la sua attenzione sull’elezione diretta del presidente della Repubblica, oppure quel che oggi egli non vuole concedere ai suoi dissidenti, e cioè la mediazione, deve concederlo domani alla sua opposizione parlamentare. Vedremo. Siccome è giusto che la legge sulla riforma del Senato venga approvata, mi preoccupa questo doppio forno renziano. Intransigente coi suoi, disponibile cogli altri. Vuoi davvero che Berlusconi voglia approvare una riforma del Senato con quattordici dissidenti del Pd che si sono autosospesi dal loro gruppo e che hanno aperto una ferita proprio nel 40,8 per cento avversario? Anche questa sarebbe una novità. E Renzi ci ha ormai abituato ai colpi di scena.

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Commenti all'articolo
  1. Ora direttore il 40,8% preso alle Europee lo sta mostrando “come un trofeo di vittoria” e lo sta utilizzando sul piano nazionale e a zittire la dissidenza all’interno del partito come sulla riforma del senato, mentre in campagna elettorale ricordo che un giorno si e l’altro pure, soprattutto gli ultimi giorni, ribadiva che le elezioni non centravano nulla col governo che avrebbero riguardato esclusivamente le questioni a livello Europeo. Ho notato fra l’altro che il logo utilizzato dal palchetto da cui parlava nell’assemblea non è più quello con su scritto PSE sarà nulla ? A dimenticavo qui siamo in Italia Renzi ed il PD sono Socialisti solo in Europa !

  2. In quattro giorni tre stati esteri un consiglio dei ministri e per finire un’assemblea di partito, tanto impegno non l’avevo mai notato in nessun’altro premier.Poi l’autismo di Mineo, una barbarie allo stato puro PCI.

  3. “Se esistono casi di coscienza si manifestìno in Aula, in Commissione no, perché si rischia di mettere sotto la maggioranza. I casi di coscienza sarebbero ammessi cioè solo nelle situazioni in cui la coscienza non disturba la maggioranza. Una coscienza, dunque, limitata al 49 per cento ” MAURO traducendo queste poche parole in una sola come si potrebbe dire? Autarchia, dispotismo, oppure, oppure……

  4. Caro direttore, che siano gli altri ad ignorarci può essere comprensibile, che lo faccia il direttore del nostro giornale, no!
    Abbiamo cantato vittoria, o quasi, perchè eravamo riusciti a far inserire nel simbolo per le elezioni Europee (P.S.E.), mi domando in quel 40,8 % ci saranno o no anche i nostri voti? Certo, mi rispondo.
    pochi ma buoni!
    Sarebbe ora di uscire dal limbo in cui ci troviamo, i compagni che credono ancora in qualche cosa, sono disorientati,si chiedono dove siamo, dove andremo?
    Urge un chiarimento.

  5. 1° )Le elezioni sono state Europee, non nazionali, la loro valenza è diversa.
    2°) E’ vero che Renzi in poco più di un anno ha recuperato 2.500.000 elettori un risultato eccezionale ma, in totale ha avuto 1w2/milioni di voti, Veltroni ha avuto 13/miliuoni di voti più i voti di Dipietro e ciò nonostante ha perso le elezioni.
    3°) in realtà Renzi ha segnato a porta vuota e gli italiani , per ora, lo hanno votato con lo stesso spirito con cui si acquista un gratta e vinci , non si sà mai
    4°)In realtà la platea elettorale è ancora diminuita di parecchi milioni di elettori , trà astensione e voti nulli o bianchi se contassero il primo partito italiano sarebbe un ‘altro.
    5°) L’elettorato è volubile, il giorno in cui apparisse sul panorama politico una forza di centro destra credibile, che non sia il vuoto berlusconiano o lo scoppientate a salve di Grillismo avesse in minimo di credibilità politica ( forse Passera ?) il Renzimo segnerebbe il passo, tutte le sue contraddizioni e i suoi blef cadrebbero, mostrerebbe il suo vero volto la sua vera sostanza. quella di un uomo che non esità ad avere 2 maggioranze , una per il governo e un’altra per le riforme.
    6°)) Se il renzirmo mostrasse il suo vero volto non sarebbe il male per l’Italia e specialmente non sarebbe il male per noi piccolo Psi, vedremmo di che pasta è quest’uomo solo al comando, cesserebbe nel nostro partito le attrazzioni fatali di unirsi al Pd per lem osinare qualche posizione e forse, finalmente penseremo a far fun zionare meglio il nostro partito, occureremo quallo spazio a sinistra che nessuno stà occupando , faremo insomma i socialisti che in fondo è la cosa che ci riesce meglio.,che più con viene a noi e all’Italia
    Maurizio Molinari-

  6. la riforma del Senato non è certamente il problema più importante per risollevare le sorti del Paese, ma, diversamente da altre riforme questa è molto più visibile. L’immagine non è tutto, ma è molto. La riforma del lavoro, gli incentivi economici, le politiche fiscali, se produrranno effetti, lo faranno a medio lungo termine.

    Renzi parla poi, a sproposito, di problemi di coscienza. Ma dove sono i problemi di coscienza sul tema della riforma del Senato?
    Quale grave atto malsano è connesso ad una delle diverse soluzioni da invocare il problema di coscienza?. Certo la proposta Chiti piace di più ai tradizionalisti, ma la proposta Renzi non uccide nessuno.
    Spesso usiamo parole pesanti come COSCIENZA o QUESTIONE DI PRINCIPIO, per problemi leggeri, in questo modo si sminuisce il significato vero di valori importanti e allora tutto diventa relativo: anche la coscienza.

  7. Le Europee in italia avevano tutti gli sponsor orientati verso il duopolio socialisti o popolari, e vista la situazione dei popolari il risultato aiutato anche dalla scarsa partecipazione al voto non poteva che essere quello raggiunto da Renzi. Questi oltre due milioni di voti potrebbero essere quelli delle monetine che poi votarono Berlusconi e che un domani potrebbero facilmente cambiare ancora casacca. E siccome gli spazi vuoti in politica vengono riempiti da chi sa preparare una credibile alternativa non sarebbe il caso da parte nostra prepararsi ad una tale eventualità?.

  8. Si, Renzi è libero di far tutto, non avendo principi di base.
    Può trattare con Berlusconi, può trattare con la Lega , forse potrà trattare anche con Grillo.
    Ma allora, perché non può trattare con i suoi? Perché ha preso il 41,81% dei voti alle europee?
    “Ma mi faccia il piacere”, come diceva Totò.

  9. Carissimo Direttore,
    Dall’analisi del tuo articolo politico al nostro giornale on line, trovo condivisibile tutta la relazione politica espressa, comprese le ragioni e i momenti in cui si sono attuati accordi, e stabiliti passaggi parlamentari per portare a compimento proposte e decreti, che certamente alcuni non vedranno mai la luce o l’utilità per migliorare le condizioni dei nostri cittadini meno abbienti. L’offerta degli 80€ ad alcune categorie di cittadini, non è altro che un acquisto di quel 40,64% che il PD ha ottenuto, ma con quei soldi dei cittadini Italiani, non è stato eletto neanche un candidato Socialista, meglio così,. perché in mezzo a quei soldi, potevano esserci anche i soldi di emeriti cittadini insolventi e impossibilitati a pagare le medicine per qualche famigliare ammalato.

  10. Renzi fà eccitare la platea post comunista e post democristiana e qualche socialista in cerca di fortuna, ma il popolo comincia ad avere i cosidetti pieni di questi venditori di fumo.
    Gli 80 euro una buffonata, dai con una mano e ne prendi con due. La tasi o Imu, l’anno scorso pagato euro 200, quest’anno 300 ecco le due mani in azione. Enel aumentata, benzina, burocrazia alle stelle, canone Rai una fregatura, le partite dei mondiali li vediamo con il contagocce, e in più in Emilia Romagna zona lidi ferraresi la Rai non si vede, vergogna vergogna. Il trofeo dei 40,8 non avrà una vita lunga e i socialisti che fanno? raccolgono le briciole da 20 anni a questa parte.
    Pasquale Claps

  11. Non mi sguainar senza ragione non mi impugnar senza valore. Dovrebbero scriverci questo sul 40,8%. Renzi si rivela in un certo senso molto giolittiano. Non solo nel senzo dell’autorità, ma anche nel fatto del trasformismo. In Europa è socialista, nel mondo è di sinistra in Italia non si capisce bene. Ma vuole fare un nuovo pentapartito o una coalizione di sinistra? Fa accordi con Berlusconi senza dir nulla a nessuno o esprime la tanto propugnata chiarezza, obbligatoria per i membri del suo partito? Il (poco) “compagno” Renzi assomiglia molto al Leviatano di Hobbes…

  12. Alessandro, se intervenire sull’impianto costituzionale della Repubblica è un problema “leggero”, allora vuol dire che siamo proprio alla frutta.
    Mauro (direttore), nel tempo ci siamo abituati a guardare la politica in termini esclusivamente tattici. Ma sui temi costituzionali non può essere così. Bisogna valutare attentamente quello che si fa. E come lo si fa.
    Tempo fa Rino Formica ha avanzato il dubbio se riforme così profonde possano essere adottate con le procedure dell’art. 138 e non invece attraverso un’assemblea costituente. Una breve nota di Covatta su Mondoperaio riprende il tema.
    Vediamo di essere espliciti: se con le procedure del 138 si può rendere non elettiva una camera o abolirla, il linea di principio bisogna ammettere che, con le stesse procedure, si può abolire o rendere non elettiva anche l’altra. Una possibilità che mette in pericolo il principio stesso di sovranità popolare. Né vale l’obiezione che la cosa sarebbe altamente improbabile. Improbabile, ma non impossibile. E si aprirebbe un’autostrada per una possibile deriva “salazarista” che sappiamo essere nei desiderata dei circoli della grande finanza. In ogni causa un bell’addio alla “rigidità” della Costituzione voluta dal costituente del ’48. Diverso sarebbe se chiamata a riscrivere la parte II della Costituzione fosse una Costituente eletta dal popolo (sovrano) sulla base di una campagna elettorale nella quale ciascuna forza politica avrebbe modo di richiedere il consenso su ciò che vuole fare e sui compromessi che è disposta ad accettare. Dice, ma così ci vorrebbe troppo tempo e poi la crisi è così grave che non ci possiamo permettere di distogliere l’attenzione dai “gravi problemi” del paese.
    Vero anche questo, ma se nel 1945 si fosse ragionato così avremmo ancora la monarchia e lo Statuto Albertino. Per fortuna le forze politiche di allora non lo fecero, abbiamo la Repubblica e per fare la nuova Costituzione si presero tutto il tempo necesssario.
    Su questi temi occorrerebbe riflettere e aprire un dibattito pubblico. Mettendo da parte le obiezioni miserabili e miserande alla “Stella & Rizzo” sul peso di altri novanta stipendi.
    Non molti giorni fa hai rivendicato la figura di Nenni come vero padre della Repubblica. Ebbene, siamone degni.

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