lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

80 EURO È LEGGE
Pubblicato il 18-06-2014


Renzi-Bonus-80euro

Nonostante i tentennamenti il governo segna ancora: passa infatti il DL Irpef alla Camera con con 322 sì, 149 no e 8 astenuti. Il Dl è passato agli onori della cronaca per i famosi 80 euro in busta paga, ma contiene al suo interno altre interessanti misure quali: il taglio del 10% sull’Irap per le imprese, taglio sulle autoblu che saranno solo cinque per ministero, ridimensionamento degli affitti per spazi ed enti pubblici, tagli per alcuni stipendi pubblici (di cui è stabilito il tetto massimo), aumento dal 12% al 26% per la tassazione sulle plusvalenze ottenute da banche e assicurazioni con la rivalutazione delle quote possedute nel capitale di Bankitalia, infine è stato rinviato il pagamento della Tasi al 16 ottobre.


“È un provvedimento che noi abbiamo votato con favore in quanto si tratta di un provvedimento di sinistra, infatti è andato oltre il perimetro di maggioranza”. Ha affermato il deputato socialista, Marco Di Lello.

Il Dl Irpef è stato infatti l’ago della bilancia della crisi, ormai consumata, all’interno di Sel. È passata la linea de “Il Migliore”, il capogruppo alla Camera, volta a fiancheggiare la linea del governo Renzi. Dopo la riunione notturna si è deciso di appoggiare il capogruppo Gennaro Migliore, in seguito alle sue ventilate dimissioni e dopo che due deputati lunedì sono sono andati ad ingrossare le fila del Pd: il deputato Michele Ragosta e l’assessore regionale Gerardo Calabrese . Così diciassette deputati di Sel hanno votato a favore e quindici contro il decreto Irpef. Quindici, nonostante lo stesso leader del partito, Nichi Vendola, fosse sceso in campo a fianco di Migliore, e avesse però precisato: “Non è uno scivolo per avvicinarsi all’area di governo. Capisco che ci sia anche una forte fascinazione verso Matteo Renzi, ma siamo all’opposizione”. La frattura è con i quindici che sono sulla linea del coordinatore di Sel, Nicola Fratoianni, e dell’ex sindacalista Giorgio Airaudo.

La spaccatura è stata commentata dal capogruppo socialista a Montecitorio Marco Di Lello: “Spero che con questo voto si inizi a far chiarezza all’interno di Sel, in ogni caso noi siamo disposti a lavorare insieme per una sinistra di governo”.
Difficilmente ormai Vendola riuscirà a contenere la diaspora interna, nonostante il voto a favore del governo il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore ha presentato comunque le sue dimissioni.

Le carte in tavola si rimescolano e sarà la segretaria domani (giovedì 19) a decidere il ‘che fare’.
Comunque l’augurio dei socialisti è che vinca il … migliore.

Maria Teresa Olivieri

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