lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

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Pubblicato il 30-06-2014


Roma, martedì 1 luglio ore 20,30 al Palco RCS all’interno della Festa dell’Unità, presentazione del libro “Italiani di razza umana” di Mattia Di Tommaso, edito da Ars Media Groups.
Alla presentazione prenderanno parte, oltre all’autore, l’avv. Alessandro Crasta, esperto in diritto dell’immigrazione, Claudia Bastianelli, segretario nazionale della federazione dei giovani socialisti e l’on. Marco Di Lello, parlamentare. Il dibattito sarà moderato da Claudia Daconto.
“L’idea di scrivere questo libro nasce nell’estate del 2012, quando insieme all’amico Vincenzo Iacovissi, valutammo, per la prima volta, l’opportunità di arricchire l’attuale dibattito italiano sull’introduzione dello “ius soli” con la stesura di questo testo che non ha la presunzione di “forzare” il tema, o di “convincere” qualcuno ma semplicemente quella di fornire una panoramica normativa e sociale del fenomeno migratorio che ha registrato una fortissima accelerazione nell’ultimo decennio”.
“Sono passati due anni, che in politica sono sempre tanti, basti pensare che in questo periodo si sono succeduti ben tre governi (Monti, Letta e Renzi), registrando, per la prima volta, la nomina di un ministro della Repubblica di origine non italiana (Cécile Kyenge) che tanto si è battuta per l’introduzione dello ius soli. In verità, sono state tantissime le realtà associative e politiche italiane che in questi anni hanno posto in essere diverse iniziative per sensibilizzare la collettività su questo tema. In Parlamento giacciono diverse proposte di legge. Ma la legge ancora non c’è”.
“Io sono convinto che i tempi siano ormai maturi per superare le discussioni “dottrinali” ed “antropologiche” introducendo una legge di “civiltà” che abbia la forza di superare le “resistenze” interne e che collochi l’essere umano nel posto in cui è destinato a stare: al centro degli interessi e delle dinamiche sociali, dove finalmente gli vengano riconosciuti i suoi diritti umani. Per buona pace di chi continua a vedere la migrazione come un fenomeno negativo, di pericolo e quindi da reprimere utilizzando tutte le energie statali, – afferma Mattia Di Tommaso – si vuole contrapporre quindi una visione positiva del fenomeno inteso come opportunità di crescita, di confronto, di allargamento dei propri confini e l’abbattimento violento delle proprie paure e resistenze nei confronti degli “altri”.
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