mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ci si sposa in Italia,
ma si divorzia in Spagna  
Pubblicato il 23-06-2014


Divorzio-SpagnaMatrimonio all’italiana, divorzio in Spagna, dove l’iter per mettersi alle spalle un sì che doveva durare per sempre, è più rapido che in Italia. Le coppie italiane, dati ISTAT alla mano, divorziano meno, complice anche la crisi economica che in alcuni casi obbliga marito e moglie a rimanere uniti per evitare non solo di pagare gli avvocati, ma anche di affrontare il sovrapprezzo della nuova vita da single. Di ritorno.

Le separazioni arrivano sempre di più nei primi anni di matrimonio, tanto che i casi di coniugi che si sono detti ‘addio’ dopo la fatidica soglia del ‘settimo anno’ sono raddoppiati nel giro di 20 anni.

È così che la Spagna si inventa nuovamente meta non solo del turismo procreativo, dove diventare genitori è più facile per tutte le coppie etero e gay e per i single, non solo del turismo forense alimentato soprattutto da neo laureati italiani dove diventare avvocato è meno estenuante, ora la Spagna è anche terra di ‘turismo divorzile’ con 2000 divorzi di coppie italiane in 5 anni.
In Italia dove i matrimoni sono diminuiti e le separazioni, a partire dalla metà degli anni ’90, sono aumentate di quasi il 70% (raddoppiati i divorzi). Un trend in crescita che, però, come spiega l’Istituto nazionale di Statistica, ha registrato ”una battuta d’arresto negli anni recenti”. Nel 2012, infatti, per la prima volta le separazioni (88.288 in totale) diminuiscono (-0,6%) mentre i divorzi (quasi 52mila) già da qualche anno stanno registrando un calo (-5,8% in tre anni). Secondo un’analisi della Coldiretti, infatti, una persona che divorzia si trova davanti ”un costo della vita superiore del 66 per cento rispetto a quello medio di ogni componente di una famiglia tipo”. E, stando ad una ricerca commissionata da Immobiliare.it, ”per oltre quattro separati su dieci la condizione finanziaria è nettamente peggiorata” e ”ben 227mila italiani continuano a pagare le rate del mutuo nonostante non vivano più nella casa coniugale”.

La famosa ‘crisi del settimo anno’, conosciuta come una sorta di leggenda popolare, diventa, invece, un allarme sociale concreto leggendo i numeri forniti dall’Istat. Le crisi coniugali in Italia colpiscono principalmente i quarantenni e i laureati: i mariti che si sono separati nel 2012 avevano un’età media di 47 anni e le mogli di 44 anni. Meritano attenzione, secondo l’Istat, sia ”l’instabilita’ dei matrimoni fra coniugi di diversa cittadinanza” che la tendenza degli italiani ad andare a divorziare in altri Paesi dell’Ue, ”riducendo cosi’ i tempi (e generalmente anche i costi)”.
Oggi in Spagna domani in Italia, parafrasando Carlo Rosselli, il divorzio breve, da pochi giorni approvato alla Camera, è stato da poco assegnato alla Commissione Giustizia del Senato e attende di essere calendarizzato. C’è da augurarsi che metta fine al ‘turismo divorzile’. Comunque una buona notizia per le coppie italiane in crisi.

Sara Pasquot

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