lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

EUROPEI IN TRINCEA
Pubblicato il 26-06-2014


EUROPA

L’Europa ricomincia di nuovo dal Belgio, questa volta da Ypres, città simbolo della Prima guerra mondiale. Cento anni dopo, il Consiglio europeo si trova a ripensare il futuro dell’Unione: incontro ai vertici i cui obiettivi sono un’intesa sulla crescita del Vecchio continente e sul nome del presidente della Commissione.
Il premier italiano, Matteo Renzi, ha partecipato questo pomeriggio al vertice del PSE, dove ha affermato: “Se vogliamo bene all’Europa, dobbiamo darci una smossa e occuparci di più di crescita e occupazione. Serve di più un’Europa delle famiglie non un’Europa della burocrazia”.

Dal vertice di oggi finalmente dovrebbero venire fuori indicazioni precise riguardo al programma di lavoro della prossima Commissione europea, la cosiddetta “Agenda strategica”; domani invece si passerà a discutere delle nomine, in occasione della colazione di lavoro dei premier al Justus Lipsius.

Tutto, comunque, sembra deciso: la nomina di Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione UE è ormai certa, nonostante la forte avversione da parte di David Cameron, anche se gli inglesi ormai sono gli unici ad opporsi alla designazione dell’ex premier lussemburghese come successore di Barroso.

L’Italia ha la possibilità di giocarsi importanti nomine, come quella dell’Alto rappresentante Ue per la sicurezza e la politica estera, il presidente del Consiglio Europeo e un presidente designato all’Eurogruppo. Per queste figure chiave sono trapelati i nomi di Federica Mogherini e del premier uscente Enrico Letta. Ma di fatto agli italiani interessa molto la possibilità di far presa sulla cancelliera tedesca, Angela Merkel per quanto riguarda il tanto discusso tema della “flessibilità” in materia di regole del Patto di stabilità e crescita. Una preoccupazione fortissima nei Palazzi romani, resa più acuta dalle previsioni a ribasso del PIL rese note proprio oggi dal centro studi della Confindustria.
Anche se da più parti si evidenzia la disponibilità della Cancelliera nei riguardi dell’Italia, difficilmente si riuscirà a modificare nella sostanza il testo dell’Agenda, ma Renzi deve comunque portare a casa qualcosa o tentare il braccio di ferro in tema di nomine anche se ha dichiarato, commentando la bozza dell’agenda europea presentata dal presidente del Consiglio Ue: “Mi sembra bene. È passato il nostro messaggio ‘prima le cose poi i nomi'”. Difficile districare la matassa, ma è possibile che proprio a Ypres, su nomi e programmi, tra i 28 si giocherà una partita piuttosto dura che potrebbe trasformarsi in una piccola battaglia o in una guerra di trincea.

Maria Teresa Olivieri

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