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Opinioni e commenti
 

Faccia di Marmo
Pubblicato il 28-06-2014


Dopo trent’anni il piemme Diego Marmo, autore di quella requisitoria famosa contro Enzo Tortora caratterizzata da parole di fuoco quali “più si cercano le prove della sua innocenza, e più saltano fuori quelle della sua colpevolezza”, ha chiesto scusa. Ma sì, dai succede. Si era sbagliato. Che esistessero le prove della colpevolezza di Tortora nessuno riuscirà mai a capirlo. Quello che stona non è solo il fatto che le scuse arrivino dopo trent’anni, come se solo dopo ben tre decenni Marmo avesse capito di aver sbagliato e questo è francamente sconcertante, ma che le scuse siano arrivate a dieci giorni di distanza dalla nomina dell’ex piemme del processo Tortora ad assessore di Pompei, con deleghe alla legalità e alla sicurezza, ma soprattutto al patrimonio archeologico e ambientale, che a Pompei è certo la competenza più rilevante.

È stata quella nomina a far scattare la polemica sfociata poi nella clamorosa e sfacciata offerta di scuse alla famiglia Tortora. Diciamo la verità. Difficile non mettere in relazione le scuse con la nomina. Se Marmo non fosse stato nominato assessore avrebbe chiesto scusa lo stesso? E perché allora non lo ha fatto per trent’anni? Le scuse sono un tentativo maldestro per chiudere una polemica che si è riattivata dopo la chiamata del sindaco Uliano al governo della città? È difficile non crederlo.

Ci ha pensato la figlia di Tortora, la giornalista Gaia, a rispondere a Marmo. Lo ha chiamato ominicchio e ha scritto sul suo sito Facebook: “È tardi. È troppo tardi. Ci sono stati trent’anni in mezzo. Ma se avesse ammesso di avere sbagliato prima non avrebbe ottenuto le sue promozioni. E ora forse la sua ennesima poltroncina traballa sotto il peso delle polemiche”. Noi, che abbiamo appoggiato Tortora da subito, noi che abbiamo anche per lui promosso il referendum sulla responsabilità civile del magistrato, noi che anche recentemente abbiamo aderito al referendum radicale sull’argomento, noi che anche adesso riproponiamo nella riforma della giustizia la separazione delle carriere, noi siamo ancora vicini alla famiglia Tortora. E condividiamo la reazione della figlia alle scuse del piemme-assessore. L’unico motivo per svolgere il nuovo incarico per il sito archeologico di Pompei, è che ha la faccia di Marmo….

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Commenti all'articolo
  1. Di fronte a simili fatti si resta sconcertati. Certamente sono necessarie delle riforme sulla giustizia, purtroppo, la politica le imposta cercando di salvaguardare privilegi di alcune categorie dimenticando che una democrazia necessita di poteri divisi con controlli e contrappesi nell’interesse delle istituzioni e del paese. Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa, purtroppo, fa ancora testo.

  2. Dobbiamo aggiungere “noi che avevamo ragione”, ma nessuno aveva voglia di darcela. Il caso però di Marmo è emblematico in quanto è lasciato all’opinione pubblica far scattare la polemica, ma chi lo ha nominato, tutto questo credo lo sapesse bene e lo ha fatto comunque. Devo aggiungere che purtroppo è prassi abbastanza comune in Italia e non solo in politica riservare posti importanti per scambi di favori o peggio promuovendo chi non ne ha nessun merito e si sa bene per quali motivi, mentre molta gente per bene non viene nemmeno presa in considerazione.

  3. La giunta di Pompei nello stile e nei comportamenti ha metodi discutibili perché ha voluto schiaffeggiare gli italiani che credono nello Stato e nella amministrazione democratica della Cosa Pubblica nominando assessore alla “legalità” il responsabile del più clamoroso errore giudiziario dell’Italia repubblicana. Andrebbe commissariato immediatamente il Comune perché (…) il Sindaco ha osato esporre al ridicolo Pompei e l’Italia di fronte al mondo intero con un intollerabile atto di arroganza, per sancire che non esiste possibilità di governo al di fuori della casta, sia essa quella dei magistrati, dei burocrati, alla faccia di Matteo Renzi e della sua giovane squadra a Palazzo Chigi.

  4. Il culo del PM marmo chi l’ha protetto!!!Chi nonostante tutto si è girato dall’altra parte? A chi serviva il posto da conduttore in RAI di Enzo Tortora? il resto è chiccchiericcio.La magistratura legifera in questo paese da anni, nessuno fa nulla per modificare questo stato di cose, ed i magistrati che ci provano fanno la fine di Falcone e Borsrllino. La pervasività dei poteri malavitosi è endemica ed estirparla non è possibile salvo una rivoluzione alla francese, dove rotolano fisicamente le teste.

  5. Perfettamente d’accordo con Lei direttore. Questo della separazione delle carriere e della responsabilità civile dei giudici sono due dei grandi problemi che fanno la differenza tra socialisti e tutto il PD.

  6. Non c’è dubbio che il le scuse dell’ex PM Marmo siano dettate esclusivamente da ragioni opportunistiche. Peraltro una persona che ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio di avere la propensione a prendere lucciole per lanterne non si capisce come possa assicurare il rispetto della legalità.
    Non c’è dubbio però che l’ex PM Marmo non è il maggior colpevole della vicenda Tortora. Ben più colpevoli di lui sono i giudici di primo grado che condannarono Tortora a 10 anni di reclusione. Se sostenere l’accusa sulla base di fantasie è da mascalzoni, il giudice che condanna facendo propria l’accusa è un mascalzone al quadrato.

  7. Qualsiasi persona che avesse un minimo di coscienza si sarebbe nascosta, eclissata, per il dolore e la vergogna di aver portato alla morte, e che morte!! Un innocente. Questi si ripresenta a coprire
    cariche pubbliche. Ma il famigerato Consiglio superiore della magistratura non avrebbe dovuto, almeno, comminargli la sanzione di divieto a ricoprire cariche pubbliche e relegarlo nella cancelleria di qualche sperduto tribunale?

  8. Nulla da aggiungere, se non l’invito ad insistere con la responsabilità civile dei magistrati e la separazione delle carriere, forse molti cambierebbero il loro modo di lavorare

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