giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Fmi all’Italia: buoni programmi, ora i fatti
Pubblicato il 17-06-2014


FMIFinalmente qualcuno parla bene di noi. Sono arrivate infatti le lodi del Fondo Monetario Internazionale a termine della sua missione in Italia.  Andiamo a leggere la relazione: il presidente del Consiglio Renzi “ha definito un programma ambizioso per riformare la legge elettorale, il mercato del lavoro, il sistema giudiziario e il settore pubblico”. Queste le conclusioni a cui è giunto il Fmi. Il governo deve procedere con le riforme, continua l’Istituto, che identifica nella riforma del mercato del lavoro, nelle politiche della concorrenza, nella riforma del sistema giudiziario e nella crescita e dinamismo delle Pmi “le priorità per sbloccare il potenziale di crescita e la produttività dell’Italia”. Appunto.

Le lodi ci sono, ma sulle intenzioni. Ora si tratta di mettersi al lavoro e anche in fretta. Infatti se si legge ancora il resoconto del Fondo monetario, si capisce che in realtà non è cambiato molto. In Italia, si legge subito dopo, “la ripresa rimane fragile e la disoccupazione a livelli inaccettabili con la conseguente necessità di interventi di politica economica rapidi e coraggiosi”. Proseguiamo: “Lo sforzo relativo alle privatizzazioni dovrebbe essere completato rapidamente”; e ancora: per rafforzare la ripresa è opportuno “un contenuto avanzo del saldo strutturale di bilancio il prossimo anno, al fine di ridurre il debito più velocemente. Questo obiettivo verrebbe meglio conseguito se si intervenisse in modo graduale, al fine di evitare un aggiustamento ampio”. E ancora: “l’Italia deve procedere nella riduzione del carico fiscale, in azioni più efficaci per ridurre l’evasione e mettere in campo una spesa pubblica più produttiva”.

In ultimo gli appunti sulla giustizia: “In Italia un sistema giudiziario più efficiente è necessario. Occorrono ancora più di 1.000 giorni per far rispettare un contratto. Nonostante il fatto che sono stati compiuti “progressi nell’ampio numero di casi pendenti davanti alle Corti”. Quindi l’Fmi suggerisce di rivedere le spese processuali, limitare l’eccessivo ricorso in appello, sviluppare indicatori di performance per tutte le corti, incentivare l’utilizzo della mediazione e anche “diffondere le migliori pratiche regionali (come il cosiddetto programma di Strasburgo della Corte di Torino) potrebbe ridurre il divario di performance”. Dimenticavamo le due parole sul jobs act: “Tradurre le proposte in misure concrete rafforzerà l’incentivo ad assumere e investire”. Insomma non è per vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, ma per ora si è solo parlato ed ora è arrivato il momento di mettere le parole in pratica.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Da quando in qua il FMI si occupa di leggi elettorali e di istituzioni di paesi sovrani? L’Italia è ancora un paese sovrano?
    Il passaggio sulle “privatizzazioni” poi la dice lunga…….

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