martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I tormenti del giovane Floris
Pubblicato il 26-06-2014


Finalmente – ed era ora – qualche “grande firma” del giornalismo nazionale dà segni di impazienza critica nei confronti dei grandi divi dei talk-show, l’insopportabile scandalo della seconda Repubblica.

Il benemerito censore è il prof. Aldo Grasso, critico televisivo del ‘Corrierone’. Grasso sbatte Giovanni Floris in prima pagina, con un corsivo urticante intitolato “I tormenti del giovane Floris, in bilico fra RAI e Mediaset”. Il personaggio viene rappresentato prima ricorrendo a Brunetta: “Ballarò, caposaldo dell’informazione politica di Rai Tre, ingredienti??? di ogni tipo per ricavarne un sapore unico, omogeneizzato al suo pensiero di democratico bersaniano con scivolamenti all’estrema sinistra”. Poi Grasso dice direttamente la sua: “Del bravo Floris non piacciono, lasciando perdere Brunetta, l’ansia moralizzatrice, l’innamoramento per certi ospiti… la famosa clausola di salvaguardia (si era dimesso dalla RAI per guadagnare di più ,ma in caso di chiusura di Ballarò sarebbe stato riassunto). Qualcuno pensa che sia il neo Vespa”.

Grasso ha colpito nel segno. Ha solo pazientato troppo. Ballarò è un minestrone ormai indigesto, per chi ha una concezione dignitosa del dibattito politico. Quanto agli ospiti, Floris non ha soltanto inventato Renata Polverini. Privilegia un personaggio insignificante, come l’ex Presidente di Confindustria Abete e un politico impresentabile come Maurizio Gasparri: quello che si è gloriato della sconfitta dell’Inghilterra nella partita dei mondiali con l’Italia, manifestando il suo livore antico contro la “Perfida Albione”; quasi un’eco del ‘microfono’ del Duce, Mario Appelius, famoso per il suo distico: “Dio Stramaledica gli inglesi”.

Giovanni Floris, il Giova di Crozza, è il più abile e il più “partigiano” fra i conduttori di queste chiacchiere senza freno sui problemi di attualità del Paese.

Con la copertina di Crozza, la cifra della trasmissione è già fissata. Certo, si discute dei problemi di attualità, ma la classe politica nel suo complesso viene messa alla berlina. Il solo e vero mattatore è lui, il conduttore, con il sorriso beffardo sulle labbra.

Prende corpo e dilaga la tendenza che fa del conduttore il deus ex machina dell’intrattenimento, il grande accusatore dei politici di professione. Ecco allora Gianluigi Paragone e Corrado Formigli, scamiciati e con i bracciali penduli al polso, tonitruanti ed aggressivi nei confronti dei politici di turno. Ma non basta ancora. La gravissima umiliazione della politica è anche altrove. I veri protagonisti del dibattito molto spesso non sono i rappresentanti dei partiti e delle Istituzioni, ma i direttori dei giornali schierati, come Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti, talora rafforzato dalla partecipazione al carosello di Daniela Santanchè. Insomma, la politica senza nerbo rinuncia al proprio primato e si affida ai giornalisti di scuderia!

Sempre loro, sempre quelli, da mesi ed anni.

Un po’ diverso è il caso di Fazio, di cui non è agevole eclissare la faziosità (nomen, omen).

Taccio Santoro, che è poi il corifeo e l’inventore della faziosità televisiva, che non viene eclissata dalle comparsate di Massimo Cacciari, travolte dagli interventi a gamba tesa di Marco Travaglio.

Salvo, oltre all’Annunziata, Lilli Gruber, per la quale ho un debole, anche perché di Lei mi aveva parlato bene il nostro Antonio Ghirelli; poi la sua rubrica dura solo mezz’ora. Ma perché Lilli, Marco Travaglio è suo ospite quasi abituale, insieme a Scanzi? Poi c’è il caso Sgarbi. Nessuno gli consiglia di non sprecare la sua cultura nelle ormai consuete invettive urlate?

Vengo alla questione fondamentale: una classe politica che accetta di esporsi ogni sera al pubblico ludibrio, sbertucciata da questi guitti, è indegna di governare.

Salvo e stimo Enrico Mentana, che fa sempre il suo mestiere di giornalista, anche in “bersaglio mobile”. Ma perché non convince il suo editore a cacciare i troppi mercanti dal tempio della corretta discussione politica ed a ridurre comunque la frequenza dei tornei oratori?

Lo sappiamo, Crozza è bravo, ma è meno bravo se fa tre prestazioni la settimana e di lunga durata. Il troppo stroppia. Poi anche lui si esercita nella facile professione di denigrare chi fa politica.

Taccio della questione dei quattrini, ma tutti costoro sono stra-pagati e, se appartengono alla RAI, offrono prestazioni partigiane tramite il servizio pubblico.

Adesso è arrivato Matteo Renzi, che ha messo in difficoltà il divo Floris, accennando – udite, udite –

proprio alla questione dei soldi.

Non so se avrà la forza e la voglia di riscattare la dignità della politica, e di applicare anche in questo campo la regola della rottamazione, compreso il gran visir Bruno Vespa. Il rischio è di assistere solo ad un cambio della guardia: via i protetti da Bersani, e largo ai neo-renziani. Quod deus avertat.

Resta sempre l’ultima difesa: staccare la spina!

Fabio Fabbri

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Commenti all'articolo
  1. E’ la realtà che continua, in disprezzo alle più elementari metodi antidemocratici. Purtroppo, nessuna autorità interviene a far modificare la scelta dei conduttori di agire a proprio piacimento. Nel mio piccolo ho scritto ad alcuni di questi signori, ma noto che perseverano incuranti delle critiche…

  2. Purtroppo ,se non ricordo mal…, le frequentazioni giovanili di ambienti socialisti (vedi il nostro Avanti per Floris e per quanto riguarda Mentana, addirittura la vice segreteria ( condivisa con Villetti ) dell’allora FGSI di Boselli, hanno insegnato poco a questi yes men dell’attuale regime dell’informazione. Per non parlare di altri “conduttori” alla Santoro e Fazio. Abbiamo un gruppo di faziosi imbonitori mai visto prima in Italia e tanto meno all’estero! una casta che si è formata con il moralismo salottiero e il giustizialismo a senso unico, una vera indecenza!

  3. Per questi signori vale il contrario della regola giornalistica: i fatti divisi dalle opinioni. Questi costruiscono i fatti a sostegno delle loro opinioni. Deprimente! Inguardabili.

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