venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

IL BRASILE NEL PALLONE
Pubblicato il 10-06-2014


Brasile-proteste

Il calcio è motivo di scontro: da noi è spesso la causa, in Brasile oggi è un pretesto. Dopo le manifestazioni contro i massicci sgomberi messi in atto dalle forze di polizia nelle favelas, è il momento dei lavoratori della metropolitana. In questi giorni il fermento degli operai è ai massimi livelli. Le ragioni non mancano.Ieri c’è stato l’ennesima vittima sul lavoro; un altro operaio è morto e due sono rimasti feriti, nel crollo di una gigantesca trave, in uno dei cantieri per l’adeguamento e il prolungamento della metropolitana di San Paolo. Nella stessa città, la principale per importanza economica, 60 dipendenti in sciopero della metropolitana sono stati licenziati; chiedevano un aumento salariale del 16,5%, poi ridotto al 12,2%, ma il datore di lavoro offriva solo l’8,7%.
Brasile-scontriSe il modus operandi del governo per fermare gli scioperi nei giorni scorsi è stato a dir poco autoritario, incluse le carcerazioni preventive e la violenza della polizia, dall’altro le proteste in alcuni casi sono state strumentalizzate dalla destra per mettere in difficoltà la presidente socialista Dilma Rousseff.
Uno sciopero selvaggio, oggi sospeso, quello dei dipendenti della metropolitana che ha paralizzato per cinque giorni una città che conta 20 milioni di abitanti. Il rischio di immobilizzare il campionato è alto e la partita si gioca tutta sulla decisione del sindacato che domani (11 giugno) terrà una nuova assemblea generale per decidere se scioperare giovedì, il giorno dello start della coppa del mondo. “Dipenderà dal reintegro dei 42 lavoratori” licenziati durante la protesta, ha detto il presidente del sindacato dei lavoratori della metro, Altino Melo dos Prazeres, al voto anche i lavoratori di Rio de Janeiro, che potrebbero decidere di allargare lo sciopero. Forte di questo, il leader sindacale ha dichiarato: “C’è il Mondiale, il maggiore evento sportivo del mondo, e ci sono le elezioni. Il governo deve negoziare con noi”.

In questo modo Altino Melo dos Prazeres ha confermato i sospetti di usare il mondiale come pretesto per alzare la voce; il sindacato, infatti, ha dato il via allo sciopero nonostante il Tribunale regionale del lavoro di San Paolo l’avesse dichiarato “illegale”. Domenica la Corte ha condannato il sindacato di categoria a pagare una sanzione di 222.000 dollari per ogni giorno supplementare di sciopero, oltre una multa di 45.000 dollari per i primi quattro giorni di astensione dal lavoro.

Intanto il caos prosegue nella città di San Paolo, dove alla crescente attesa sulla decisione di domani pesa anche l’arrivo di 60 mila tifosi, di cui 35 mila senza biglietto.
Non sarà un avvio tanto facile.

Il calcio di inizio è giovedì 12 alle 22 e per i nostri l’attesa durerà altre 24 ore, fino a venerdì a mezzanotte (ora italiana, causa fuso orario).

Maria Teresa Olivieri

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