domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il presidenzialismo “cioè” e la scissione di Sel
Pubblicato il 19-06-2014


Nel sessantotto due erano gli intercalari privilegiati, uno era “dico” e l’altro era appunto “cioè”. Quando si iniziava un discorso vago del quale non si conoscevano bene i contenuti i “cioè” spuntavano come i funghi. Immagino che si moltiplicheranno nell’incontro tra la Boschi e Romani. I due dovranno trovare un accordo sulla riforma del Senato, che pare dietro l’angolo, forse parleranno anche di Italicum e di Titolo quinto. Poi inizieranno i “cioè” quando, immagino, la Boschi chiederà a Romani lumi sul presidenzialismo. Magari il tema verrà trattato superficialmente, quasi come un accidente secondario. O magari non verrà trattato affatto. Come se il caso non esistesse. La forma di Stato rispetto agli stipendi dei senatori, ma che importanza ha? Cioè…

Quel che conta è fare. È un verbo che accomuna Renzi e Berlusconi, anche se il secondo ha proclamato, ma fatto assai poco. Dunque si porti a casa il passaggio dal Senato al Senatino non eletto, coi consiglieri regionali e i sindaci non pagati (ma qualcuno dovrà pure rimborsarne le spese) e con poteri di doppia lettura limitati e senza voto di fiducia. E contemporaneamente inizi la raccolta di firme per il presidenzialismo. Noi potremmo iniziare quella per la Costituente, per il bene dell’Italia e delle sue più organiche e coerenti riforme. Ma si sa, mai come oggi, il bene è lontano dal possibile.

Poi due interessanti novità: l’ennesima reazione corporativa dei magistrati sull’età pensionabile, unica categoria che la vorrebbe più alta (vorrei occuparmene nell’editoriale di domani, che scriverò prima di tifare Italia) e la divisione che pare ormai irreversibile di Sel. Quest’ultima potrebbe interessarci da vicino. Il capogruppo alla Camera Gennaro Migliore, ex pupillo di Fausto Bertinotti, ha rassegnato le dimissioni per divergenze sul rapporto col governo Renzi. In realtà la divisione, che coinvolgerebbe i vendoliani da un lato e la minoranza, riguarda ben altro. Si manifestò già al congresso quando una corposa componente intendeva schierarsi nell’ambito delle forze socialiste. Se quest’ultimo fosse uno dei temi dominanti noi potremmo prendere contatto con questi possibili fuoriusciti e costruire con loro un polo per dialogare da posizioni di maggiore consistenza col Pd.

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Commenti all'articolo
  1. suggerimenti di puro buon senso politico Mauro. Sia quello della Costituente (è urgente, non si possono far fare riforme costituzionali ad un Parlamento la cui legittimazione politica è nulla e quella giuridica dubbia), sia quello dei contatti col gruppo “socialista” di SEL.
    Puro buon senso e, visto che siamo in piano mundial, rigori che vanno non dico realizzati ma almeno calciati.

  2. Ho il timore che questo nuovo Senato diventi una sorta di camera di compensazione per trombati, per quanto riguarda la remunerazione sarà nel brevissimo tempo equiparata a quella dei Consiglieri Regionali con un provvedimento ed una causale molto fantasiosa e ricca di creatività. Costruire con i fuoriusciti dal Sel un Polo mi sembra un’ottima idea per contare di più

  3. Il caos politico ormai è imperante quando si parla di modifiche Costituzionali in cui ognuno lancia la propria idea in un crescendo di proposte. Forse se ne parlerà negl incontri bi o trilaterali, l’impotane è dire sempre qualcosa d’alro. Se anche per noi conta il fare, l’idea lanciata da Mauro, quasi in sordina potrebbe, avere una valenza tale da interessare larghi strati di popolazione e anche di politici. Raccolta di firme per una “Assemblea Costituente”.

  4. chi sarebbero i socialisti di sel ? si vedevano ex-socialisti in sel chiedere voti ai socialisti, mai visto o sentito qualcuno che si sia definito socialista all’interno di sel; non facciamoci illusioni ! i socialisti nel pd sono silenti, in sel non esistono, in fi si sono accasati per vitto e alloggio; esistono personaggi che chiedono voti ai socialisti e poi migrano altrove.

  5. Come sempre cose sagge.
    iniziamo la raccolta firme per la costituente.
    Nonostante gli imbonitori assisi in Parlamento , siamo e restiamo un paese serio nel quale le riforme costituzionali le fa una costituente.

  6. Si siamo a scherzi a parte; l’improvvisazione e l’incompetenza fatta governo. Assistere impotenti a questa farsa fa male. Noi potremmo raccogliere firme per una Costituente, ma esprimendo la nostra preferenza per un sistema nel quale sia l’esecutivo che il legislativo derivino il loro potere dal popolo e si crei un nuovo federalismo meno pasticcione e costoso di quello attuale.

  7. Parole sagge, credo che l’idea di una raccolta di firme sia sacrosanta, questo Parlamento non è legittimato a modificare una Costituzione visto che è stato eletto con il Porcellum. Tempo fa ho affermato ciò in una riunione e tanti lo credono perciò tanti aderirebbero.
    Una raccolta di firme potrebbe essere utile alla collettività e al partito e varie associazioni penso che ci stiano pensando.
    Ti dirò se è in corso una raccolta, pensi che potreste collaborare. Credo che anche una vostra iniziativa sarebbe apprezzata.

  8. Renzi e Berlusconi: una bomba ad orologeria………sarà un patto scellerato (il vero compromesso storico)……..più volte sperimentato da DC-PCI ed impedito dai partiti minori (PSI in prima linea)…………..

    Renzi sarà aiutato dagli scissionisti di SEL, Berlusconi dai divorzisti del NCD (ex pidiellini in cerca di sistemazione, vedi Calabria, non esclusi SCopelliti e i Gentile).

    Insomma, chi vivrà vedrà, fra non molto, dopo la legge elettorale regionale, incostituzionale, promossa l’altro giorno da un Governo Regionale dimezzato e senza essenza e capacità di unire ma con forte volontà, appunto, di dividere, come gli scissionisti di SEL (leggi On. Aiello, poltroniere dell’ultima ora)…………

    Franco Guerrera da Tortora.

  9. Nell’intercalare ,”alla page” , oggi è in voga il “tipo” che a sostituito il ” come e/o per esempio” e resiste “nel momento in cui” in luogo del “quando o semplicemente se”.
    Io, vecchio, continuo con gli anziani termini, più alla mano. Ed allora, se/quando (nel momento in cui) i pensieri e gli ideali socialisti ritorneranno nel lessico e nell’azione politica, in generale, ma anche nel vivere quotidiano, visto che sono necessari come il pane, e si metteranno da parte individualismi e/o interessi di bottega, come (tipo) politica=privilegio, la società tutta ne trarrà beneficio, cioè (quindi) calma con le confluenze avventate o programmate per non mutare lo status quo, ma attività, presenza nel sociale e dialogo con chi, come Migliore (e ce ne sono molti altri) puo’ ridare fiato alle nostre trombe oramai troppo spesso stonate,

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