giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Senatellum
Pubblicato il 21-06-2014


Pare che ci sia la quadra. Oddio, Calderoli, dopo aver detto sì anche lui, non mi stupirei se lo definisse Maialellum. D’accordo Forza Italia, restano le resistenze del gruppo dei dissidenti del Pd, oltre naturalmente a quelle dei grillini. L’accordo pare anche abbastanza ragionevole. Ci sono meno sindaci e molti meno nominati dal presidente della Repubblica. Dei cento componenti il Senatellum 74 saranno designati dalle regioni, 21 dai comuni, 5 dal presidente della Repubblica. Niente elezione diretta dunque.

Il Senatellum avrà pochi poteri. Certo non quello del voto di fiducia ai governi, manterrà quello riferito alle riforme costituzionali, ma non ai diritti di libertà delle persone come chiedevano i dissidenti del Pd, e un terzo dei senatori potrà chiedere di esaminare una legge votata dalla Camera, anche se l’ultima parola spetterà alla Camera stessa, che dovrà approvare una legge entro sessanta giorni se il governo lo chiederà. Buone anche le norme che portano gli stipendi dei consiglieri regionali a livello di quelli dei sindaci e l’eliminazione delle cosiddetta materie concorrenti tra Stato e regioni introdotte dalla riforma del titolo V.

Due perplessità che giro ai nostri senatori. La prima riguarda il metodo. È evidente che così facendo, così ritagliando, così sminuzzando, non capiremo mai il progetto di fondo. Cioè in quale Stato vogliamo vivere. Lungi da noi l’idea che prima di agire accorra filosofeggiare, cioè alla fine non fare mai nulla. Ma la proposta della Costituente ci sembra ancora la pìù convincente. Più del Senatellum combinato all’Italicum. Poi un motivo di merito. Nessun organo democratico si regge senza mandato popolare. In Italia forse erano troppi gli organi. Ma tagliare semplicemente il mandato popolare non risolve, anzi peggiora la situazione.

Elenchiamo le discutibili innovazioni: abolizione dei Consigli provinciali eletti e delle giunte provinciali, abolizione delle circoscrizioni nelle città con meno di duecentomila abitanti, abolizione del Senato elettivo, Camera eletta con liste bloccate. Aggiungiamo che i sindaci e i governatori regionali nominano gli assessori senza mandato elettorale e che in molte regioni esistono listini bloccati. È poco per dire che il rischio del passaggio dalla democrazia rappresentativa a quella oligarchica esiste? Prendiamo il caso di un consigliere regionale nominato nel listino e poi nominato senatore. Va bene tutto, ma chi rappresenta mai costui? Il governatore della Regione che lo ha nominato due volte. Cioè il capo. Ecco sostituendo il popolo col capo, come avverrà anche nelle elezioni alla Camera con lista bloccata, non stiamo cambiando i connotati di un rapporto democratico?

 

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Commenti all'articolo
  1. Ahimè! quale desolante constatazione leggendo queste righe e pensare che con un’unica soluzione “Assemblea Costituente” si poteva rimediare a tutto e volendo lo si può ancora fare perchè l’iter delle riforme costituzionali è ancora lungo. Il caos nella politica italiana regna sovrano e leggi mediocri sono prodotte da politici mediocri che si credono statisti. Purtroppo manca una forza socialista in Italia e finchè i socialisti saranno marginali non potremo avere il vero riformismo.

  2. Comunque vada risolveranno tutto ma il conflitto d’interessi NO e la lamentatio del direttore è il paradigma di un provvedimento che qualcuno chiama riformismo, ma che nessuno vuol fare, e tra noi anche in pochi.

  3. Caro direttore, nei tuoi editoriali usi sempre, giustamente, dei toni piuttosto pacati. Se, nel chiudere quello di ieri, paventi che “stiamo cambiando i connotati di un rapporto democratico”, allora vuol dire che c’è da preoccuparsi sul serio. Al di là di ogni alleanza o convenienza politica contingente, credo sia giusto gridare con forza quello che si sta profilando nel nostro paese: la democrazia è a rischio. Nemmeno io voglio entrare nella schiera di coloro che si battono il petto ad ogni tentativo di modificare l’attuale assetto istituzionale (anche se, per la verità, rileggere ogni tanto “Il Crucifige e la Democrazia” di Zagrebelsky non sarebbe male), tuttavia non possiamo non vedere che, come tustesso dici, si sta “sostituendo il popolo col capo”.

  4. La sovranità spettava al Popolo, ora i vari podestà la fanno da padrone e noialtri col tempo diverremmo sudditi. La proposta della costituente va messa sul tavolo del dibattito con forza, raccogliendo le firme e minacciando l’uscita dal Governo, i socialisti non possono accettare una democrazia oligarchica.

  5. da vecchio riformista ex PCI spero che i dissidenti del PD e la pattuglia socialista in Parlamento votino contro le ipotesi del trio renzi-berlusca-calderoli e contro l’Italicum.
    Le proopste alternative? Legge elettorale alla francese o alla tedesca , dimezzamento dei parlamentari e senato senza fiducia nè bilancio. Tutto il resto è avventurismo.
    Oè compagni, stiamo parlando della Costituzione!!

  6. Raccogliamo le firme per l’Assemblea Costituente, ritorniamo in mezzo alla gente, facciamo sentire la nostra voce, i socialisti non si rassegnano a subire riforme che vanno contro la sovranità popolare.

  7. da vecchio riformista ex PCI auspico che i dissidenti PD, socialisti,SEL, liberal ecc. in Parlamento votino contro le brutte proposte del trio renzi-berlusca-calderoli.
    Come uscirne? Bicameralismo corretto alla Chiti e legge elettorale alla francese (o almeno alla tedesca senza premi o al limite mattarellum corretto).
    E in ogni caso dopo questo Parlamento ci sarà il referendum popolare: che sia il caso di cominciare la raccolta delle firme?

  8. Giustissimo direttore. Questa “seconda repubblica”, che sembrava morta, sta assestando dei colpi di coda mortali per la democrazia. Parlamentari socialisti fatevi sentire! Saluti socialisti!

  9. Insisto. Possibile che abbiamo perso tutto quanto acquisito negli anni ottanta? La Costituente andrebbe proposta dopo una Convenzione Nazionale del partito che coinvolga personalità della cultura, delle istituzioni e della politica, Dovremmo essere noi a definire il quadro generale entro il quale agire affinchè non si proceda a spizzichi su un tema fondamentale per il futuro del paese. E’ così difficile?

    • Vero. Ma possibile che in questi 20 anni abbiamo perso tutti i legami? Sono morti tutti? C’è Mondoperaio, Critica Sociale… e qualcun altro capace di pensare un poco più in grande ci sarà pure. Così non sopravviveremo nemmeno come corrente.

  10. Caro Mauro, se queste riforme troveranno applicazione sarà completamente snaturato il rapporto elettore-eletto e quest’ultima dovrà solo rendere conto a chi, in segrete stanze lo avrà nominato. Il Grande Fratello se vogliamo è piu democratico! Ma l’Italia ha davvero bisogno di questo? Di Governo di oligarchie o di elite autoreferenziali? O invece di impegnarsi per cercare di risolvere o migliorare i problemi quali lavoro, sanità, istruzione e giustizia? Possibile che i nostri parlamentari non abbiano nulla da dire? Se non ci va bene votiamo contro! Se il Senato deve essere riformato, ma forse anche la Camera con i suoi 615 deputati potrebbe essere giustamente smagrita, allora che vada a interessarsi e ad essere riferimento per i tanti punti concorrenti con le Regioni, le quali approfittando di questo vulnus sono cresciute come poteri, e spese, a dismisura. Portiamo avanti una proposta socialista, fatta di pochi ma chiari punti e condivisa con la base degli iscritti; noi siamo Socialisti!! L’auto referenzialità e le elites le lascio volentiere ad altrui interessi!

  11. Il Paese deve essere profndamente riformato. Per farlo, non si può prescindere dal punto di partenza: la Costituzione.
    Ieri, sul Corsera, l’articolo di Ostellino, ricordava il PSI riformista. Quel PSI non c’è più e nel Paese si percepisce la sua mancanza. Bisogna anche ammettere che non siamo più in grado di lanciare sfide importanti riguardo il rinnovamento, sia per questioni numeriche che per scarsità di idee.

  12. Ho l’impressione che non ci rendiamo conto di essere quattro gatti randagi.
    Ognuno di noi esprime giustamente il suo parere; ma dai pareri si avvince, che manca una linea da seguire.
    Urge al più presto una Conferenza Programmatica.
    Bisogna uscire da questo limbo!

  13. La Seconda Repubblica ha progressivamente ristretto gli spazi di democrazia. L’idea che si propugna è quella dell’uomo solo al comando, come se la dialettica fosse un male da estirpare. Urge una reazione prima che sia troppo tardi.

  14. Sono andato sul sito del Partito Socialista Italiano per vedere se c’era una nostra presa di posizione politica ufficiale del nostro Segretario nazionale o di qualche altro dirigente contro la proposta di immunità parlamentare nel futuro Senato della Repubblica . Niente tutto tace !!! Non bisogna minimamente dire come la pensiamo perchè qualcuno nel Pd si potrebbe anche arrabbiare ed allora qualche tirata di orecchi potrebbe arrivare ( sempre politicamente parlando ) .Ma non c’è problema o non ci sarà nessuna iniziativa socialista o se ci sarà sarà talmente flebile e sarà fatta in modo da non disturbare il manovratore. E’ per questo che la richiesta di dimissioni rivolte a Riccardo Nencini da parte di alcuni membri della Direzione erano anche motivate dal fatto che non si può essere Segretario nazionale del PSI e Vice Ministro del Governo Renzi . O uno o l’altro !!! In questa maniera il Segretario nazionale del nostro Partito non sarà mai libero di esprimere le idee e proposte politiche che vengono dalla discussione interna del PSI. Su questo non ci piove !!! Purtroppo.

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