martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La casta dei magistrati
Pubblicato il 20-06-2014


Peccato che Rizzo e Stella non abbiano voluto completare il lavoro e indagare nelle tante caste italiane. Avrebbero trovato pane per i loro denti guardando nelle pieghe di quella dei magistrati. Non solo per il trattamento economico e i diversi privilegi che sono almeno pari a quelli dei deputati, ma soprattutto per la continua invocazione all’indipendenza del potere giudiziario, sfociata nell’autogoverno, nella mancanza di poteri esterni di controllo e nella sostanziale impunibilità. Non so chi abbia coniato, mi dicono D’Alema, la battuta secondo la quale “i magistrati hanno ragione su Berlusconi e Berlusconi ha ragione sui magistrati”, ma io la condivido.

Anzi personalmente ho più volte rimarcato che noi socialisti siamo gli unici a combattere entrambi i conflitti d’interesse, quello di Berlusconi, tra potere politico e potere dell’informazione, e quello dei magistrati, tra potere giudiziario e potere politico. La destra ha visto solo il conflitto dei magistrati, la sinistra solo quello di Berlusconi. Ma nessuno delle due ha neanche eliminato il conflitto di segno opposto. Anzi è capitato, e forse sta capitando ancora, che sinistra e destra abbiano trovato accordi per conservarli entrambi. Quasi a giustificare di contenuto l’anomalo bipolarismo italiano Quando la sinistra ha governato non ha approvato leggi per eliminare il conflitto di Berlusconi, quando la destra ha governato non ha approvato leggi per eliminare il conflitto dei magistrati.

Oggi si sta muovendo qualcosa, e ancora assistiamo alla reazione della casta dei magistrati, mentre l’accordo BR pare possa preludere a una sorta di indulto che libererebbe Berlusconi dal peso delle sue condanne. Vedremo. Restiamo al primo tema. È bastato che il governo approvasse nuove norme per l’entrata in regime pensionistico dei magistrati che è scoppiato il finimondo. Quella dei magistrati è l’unica categoria che minaccia scioperi per andare in pensione più tardi. Gli strali dell’Anm sono sempre gli stessi. Tutto quello che tocca i togati è un attentato alla loro indipendenza e alla Costituzione,

Allo stesso modo hanno reagito dopo l’abbassamento a 240 mila euro del massimo di stipendio per i dipendenti pubblici. Anche questo è stato giudicato un attentato alla loro indipendenza. Ma se sono così gelosi di questo principio perché gli stipendi massimi non se li sono tagliati da soli? Poi la votazione sulla responsabilità civile approvata alla Camera. Ancora tuoni sulla indipendenza scalfita. Si ha netta l’impressione che la casta dei magistrati, della quale l’Associazione nazionale è diretta espressione, voglia un Parlamento che sulla giustizia non legiferi nulla che non sia sotto sua dettatura.

Su questo sfidiamo Renzi. Se il presidente del Consiglio oltre a portare il suo partito nel socialismo europeo, sarà anche in grado di farlo entrare in quello liberale e libertario, lo aspettiamo anche sulla laicità e in particolare sulle unioni civili e sul fine vita, allora non ci saranno più differenze tra di noi. E Renzi potrà diventare a pieno titolo il leader di una sinistra socialista e liberale, capace tra gli altri, di ereditare anche i valori del vecchio PSI.

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Direttore, nella mia città hanno abolito il tribunale. L’edificio edificato una ventina di anni fa aveva l’aula principale delle udienze troppo piccola. Il progettista aveva previsto, per i massimi dirigenti, dei dignitosi uffici. Ma ì dirigenti volevano dei fastosi uffici. Così si è ridotto lo spazio destinato al servizio pubblico.
    Dirai: ma che c’entra. E’ il modo di concepire la funzione di cosiddetto “servitore dello Stato”. Per loro è più importante il ruolo che il servizio
    Se questo accadeva, ed accade,in una piccola città ti puoi immaginare quanto avviene al Consiglio superiore della magistratura e nelle sedi più prestigiose.
    Come prima cosa dovrebbero rendere pubblici i redditi di tutti i giudici e dei famigliari. VIETANDO qualsiasi consulenza, sia nei settori privati che in quelli pubblici. Se sono in grado di dare consulenze si licenzino, come qualcuno, pochi, hanno fatto, e aprano un loro ufficio.
    Poi si lamentano che non hanno la carta per le fotocopiatrici, che il personale è insufficnete

  2. Analisi giusta direttore bella sfida quella che hai lanciato ma , a mio avviso , puntando su Renzi , punti su un cavallo zoppo, scommetiamo un caffè che quasi tutto si risolverà min una bolla di sapone ? Io sono certo di vincerlo e dico purtroppo perchè vorra dire che l’Italia perderà almeno un altro paio di anni e se una cosa l’Italia non può permettersi è perdere tempo .
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  3. Eh! Come no? Bella la sinistra socialista e libertaria di Renzi che aumenta la precarietà del lavoro e non sfiora nemmeno i grandi capitalisti che detengono la più grossa quota della ricchezza nazionale, mentre i pensionati devono trovare i soldi per pagare l’IMU e i ticket sanitari. Quando finiranno queste umilianti, quanto raccapriccianti, sviolinate?

  4. Intanto la legge sul conflitto di interesse uno degli 8 punti fondamentali del pogramma elettorale della sinistra PD SEL PSI è ancora lettera morta… sacrificato sull’altare dell’accordo Letta-Berlusconi Renzi-Berlusconi… e i conflitti di interessi sono innumerevoli in questo paese non c’è solo Berlusconi e i magistrati… la politica di questo paese continua stancamente nei riti che abbiamo visto per venti anni… nulla cambia veramente…

  5. un piccolo appunto quando parli di destra e sinistra dovresti precisare per i socialisti, che essi sono un’altra sinistra non una cosa con collocata o collocabile nello spettro politico, anzi che se la sinistra si è ridotta nella penosa situazione attuale in Italia è per la debolezza della cultura politica e programmatica socialista.

  6. Non conosco D’Agostino. Non so se sia un socialista del PSI, di Sel, del Pdci o di che altro. Ha pieno diritto a dire tutto quel che vuole, anche sull’Avanti, ci mancherebbe. Solo che le sue critiche mi riportano a quelle del Pci al PSI di Craxi ai tempi della scala mobile. Pazienza.

  7. D’Agostino non è iscritto a nessun partito. Io vedo solo le difficoltà dei lavoratori e dei pensionati nella vita di ogni giorno ed un Paese in cui le differenze tra chi ha troppo e chi non ha nulla aumentano sempre più. Prima avevo la tessera del PSI, ma non l’ho rinnovata per l’asservimento al PD della segreteria attuale. Ad ogni modo, se le mie critiche infastidiscono, tolgo il disturbo.

  8. Caro Direttore, a proposito di quanto scrivi, proprio nell’incipit del tuo bell’articolo, sull’ “indagine” di Stella e Rizzo sulla c.d. “castagne”, vorrei ricordarti che la “distrazione” dei due bravi giornalisti del “corriere” sulla Magistratura italiana fu, per la verità, compensata da un libro scritto dal giornalista dell’Espresso, Stefano Livadiotti, dal titolo : “Magistrati.L’ultracasta”(Bompiani ed.). Sarà un caso, ma attorno a questa coraggiosa denuncia si è fatto il silenzio, tranne isolati inevitabili riferimenti,e forze politiche, stampa e tv l’hanno quasi ignorato.In particolare dagli esponenti della c.d.”società civile” e dalle vestali custodi della Costituzione,giustizilisti vari, tutti portatori di quel “Morbo giustizialista” di cui scrive G.Pellegrino con G.Fasanella, in un altro coraggioso libro-Marsilio ed.-andato a ruba pur non avendo avuto visibilità di politica e informazione.

  9. Caro Mauro, analisi giusta e condivisibile le conclusioni invece sbagliate. Ammesso e non concesso, e qui ha ragione Molinari, Renzi realizzi quelle nostre storiche richieste, che facciamo chiudiamo? Non sarà che anche tu tu sei iscritto al club dei socialisti che si accontentano? Un caro saluto

  10. Nessun fastidio, ci mancherebbe. Solo che anche le critiche vorrei che fossero sempre accompagnate dal rispetto per chi non la pensa allo stesso modo. Che è prerogativa dei socialisti. Non da accuse generiche e da parole fastidiose. Anche nel lessico vorrei più attenzione alle idee altrui. Quanto al merito vorrei solo precisare che la legge Fornero non aveva eliminato la precarietà ma l’occupazione e quando valuto opportuno il decreto Poletti, lo dico perché noi abbiamo appoggiato le idee di Marco Biagi e di Pietro Ichino già al momento della Costituente del 2007.

  11. Caro compagno Sandro D’Agostino il togliere il disturbo per le tue idee è il venir meno ai convincimenti di molti, quello di esserci è il lavoro più ingrato, ma il confronto è il sale democrazia.

  12. Fino a quando non si affronterà la riforma della giustizia, con la separazione delle carriere, la responsabilità civile, un diverso consiglio della magistratura, un controllo sulla produttività del loro operato, la magistratura sarà sempre la corporazione previlegiata all’interno di un sistema democratico e liberale. Su come dovrà essere la nuova sinistra in questo Paese, una cosa per me è certa non dovrà essere costruita sui resti di culture politiche superate , ma un progetto nuovo orientato verso il terzo millennio.

  13. Non è mia intenzione mancare di rispetto a nessuno. Io vorrei solo un PSI veramente competitivo e credo ciò possa realizzarsi solo se i lavoratori italiani lo percepiranno come un partito che realmente si preoccupa e si occupa dei loro diritti. Non sono d’accordo con le idee di Biagi e di Ichino, tra l’altro quest’ultimo è stato addirittura un montiano e non aggiungo altro. Un grazie al compagno Claudio.

  14. Per me sconfitta significa prendere lo “zero virgola” alle elezioni, strisciare ai piedi del PD per qualche seggio e, soprattutto, aver perso la stima ed il consenso dei lavoratori. Poi, a proposito della normativa sul lavoro, si provi a chiedere un’opinione a chi lavora in un call center…

  15. Caro Mauro, nel tuo ottimo articolo ho intravisto una verità dura e severa. Se è vero che sia i magistrati che i politici corrotti si sono chiusi in una forte e solida casta allora ci troviamo, noi comuni mortali, in mezzo ad una battaglia fra l’associazione più forte. Temo che a questo grave problema ci siano poche soluzioni. La prima sarebbe una rivoluzione da parte del basso, ma finchè ci sono i mondiali di calcio non penso si attuerá. La seconda sarebbe affidare il problema al tempo, così che avvenga un nuovo ricambio generazionale. Forse l’ideale sarebbe approvare una legge che regoli limiti di tempo e che attui un automatico ricambio generazionale. La casta avviene fra persone che si scambiano favori e che sanno che la loro posizione di potere durerá molto. Forse anche troppo.

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