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Opinioni e commenti
 

La Spagna cambia re, ma molti chiedono la Repubblica
Pubblicato il 03-06-2014


PSOE_per_la_repubblica_02062014La proclamazione del prossimo re di Spagna, Felipe VI, avverrà a partire dal 16 giugno. Lo scrive anche il quotidiano spagnolo El Pais, tenendo conto dei passi necessari per regolare la seconda transizione spagnola.

Se la linea di successione di padre in figlio è chiara, non esiste invece al momento una legge per l’abdicazione. La Costituzione prevede la possibilità dell’abdicazione, ma rimanda ad una ley organica che non è mai stata approvata a maggioranza assoluta, alla Camera e al Senato. È per questo che il Consiglio dei ministri spagnolo si è riunito oggi in una seduta straordinaria, come preannunciato nella mattinata di ieri dal premier stesso, Mariano Rajoy.

A questo punto Felipe potrebbe prestare giuramento davanti a deputati e senatori delle Cortes nella settimana fra il 16 e il 20 giugno. Nel frattempo re Juan Carlos, che ieri ha firmato la sua abdicazione, rimane sovrano a tutti gli effetti.

L’abdicazione apre in Spagna una serie di problemi giuridici da risolvere sullo status, l’appannaggio e l’immunità di cui godranno Juan Carlos e sua moglie Sofia una volta avvenuto il passaggio di potere al figlio Felipe e alla futura regina Letizia. E se la maggioranza dei partiti spagnoli in parlamento è pronta a ratificare la legge sull’abdicazione e dare continuità alla dinastia dei Borbone, il partito Izquierda Plural, il nuovo movimento Podemos insieme alla parte del PSOE che rivendica l’essenza repubblicana del partito, come sostenuto da tutto il movimento giovanile socialista, chiede a gran voce un referendum sulla monarchia, richiesta appoggiata da migliaia di persone scese ieri sera nelle piazze in diverse città spagnole sotto la bandiera repubblicana (nella foto).
Se come è vero che gli spagnoli sono più juancarlisti che monarchici l’abdicazione di Juan Carlos potrebbe rappresentare la più grande mossa politica del sovrano dalla notte del tentato colpo di stato del 23 febbraio 1981.

Sara Pasquot

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Commenti all'articolo
  1. La Repubblica spagnola rimane nel nostro cuore socialista, come tutti gli italiani che hanno combattuto per essa contro l’illegittimo sollevamento militare franchista.
    Se tornasse la Repubblica esulteremmo e verseremmo anche qualche lacrimuccia di commozione.
    Ma a Juan Carlos bisogna concedere l’onore delle armi. Nessuno può e deve dimenticare l’abilità con cui guidò la transizione dal franchismo alla democrazia nel breve giro di tre anni. E nessuno può dimenticare quel giorno di febbraio dell’81 quando rivestito dell’uniforme di capitano general in diretta televisiva, mentre gli sgherri di Tejero sparavano fucilate nelle Cortes, disse “…..la corona non può tollerare”, scrivendo poi al generale Armada “….ai ribelli non resterà che fucilarmi”.

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