lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Altra Europa ‘scarica’
Tsipras. Meglio Iglesias
Pubblicato il 26-06-2014


Iglesias_Pablo_PodemosL’altra Europa, quella della lista Tsipras, scarica la meteora greca e sceglie Pablo Iglesias, il leader della nuova formazione politica “Podemos”. Lo spagnolo è stato infatti designato ieri dal gruppo della GUE (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica) come candidato alla presidenza del Parlamento europeo, dopo che la sua formazione politica è stata la vera sorpresa delle elezioni europee in Spagna conquistando l’8% dei voti e 5 europarlamentari.

“Podemos” in un solo mese ha superato a sinistra la storica formazione di Izquierda Unida (già presente a Strasburgo nel GUE) piazzando il proprio leader davanti ad Alexis Tsipras. La candidatura di Pablo Iglesias ha l’obiettivo dichiarato di dare un impulso ‘sud europeo’ contro ,l’‘austericidio’ promosso dalla Troika e anche quello di imporre il ruolo propulsivo della nuova formazione politica nella scena politica spagnola ed europea.

Iglesias, omonimo del fondatore del PSOE, 35 anni, cresciuto in una famiglia socialista, ha ereditato sin dalla nascita la responsabilità di portare quel cognome: la famiglia, infatti, è stata ispirata proprio dalla figura di quel Pablo che nel 1897 fondava il PSOE, nel dare una “identità” al figlio che alla prima esperienza come europarlamentare si trova candidato nientemeno che alla presidenza del Parlamento europeo. “Un socialista indignato” titolava l’edizione online di El Pais durante lo scrutinio: iscritto alla gioventù del PSOE dai 14 ai 22 anni, “Pablo” rappresenta insomma la ‘novità’ di queste elezioni europee, con buona pace di Tsipras e della sua formazione.

La notizia della nomina, accolta positivamente in Spagna, ha una spiegazione come affermano i militanti di “Podemos”; basta risalire ai giorni successivi alle elezioni quando Jean-Claude Juncker nella sua corsa alla presidenza della Commissione europea aveva trovato in Alexis Tsipras un alleato inaspettato sorprendendo l’elettorato della sinistra radicale che aveva espresso una chiusura verso le politiche dei Popolari europei.
Juncker aveva trovato al suo fianco il leader della Sinistra europea e si spiega così il sorprendente comunicato stampa con cui una settimana fa spiegava che “il Partito popolare europeo ha vinto queste elezioni” per cui “è Juncker che deve cercare di formare la necessaria maggioranza parlamentare negoziando con gli altri gruppi politici”. Con buona pace del rifiuto categorico delle larghe intese, tanto vituperate in campagna elettorale.

Il giovane leader di “Podemos”, che almeno il Europa ha già oscurato la stella di Alexis Tsipras, ora dovrà cimentarsi con nel compito di rafforzare la sua candidatura e di trovare sostegni tra i gruppi parlamentari e gli eurodeputati indipendenti.

Sara Pasquot

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