domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le donne invisibili
di Sheila Mckinnon
in mostra a Roma
Pubblicato il 23-06-2014


Mostra RomaIl Museo di Roma in Trastevere ospita, fino al 28 settembre 2014, la mostra fotografica “Born Invisible”. Un progetto ideato dalla fotografa canadese Sheila McKinnon, curato da Victoria Ericks, ambasciatrice in Italia per la onlus Women for Women International e promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La mostra comprende una selezione di cinquanta fotografie e un video di presentazione della onlus Women for Women International, ricco di interviste anche dell’artista e narrato dalla voce fuoricampo della celebre attrice Maryl Streep.

“Born Invisible” tratta dell’eredità del silenzio, dell’inaudibile presenza di donne e ragazze senza una voce. Sono anime ed esseri trascurati le donne di Sheila, i cui destini sono gestiti senza il loro consenso. Con la sua macchina fotografica, l’artista cattura le parole mai dette, i gesti mai fatti di milioni di donne invisibili:sono donne che camminano per chilometri trasportando acqua sulla testa in paesi assetati dalla speculazione straniera, che tingono stoffe e sete pregiate per rendere più accattivanti gli abbracci venduti da signore libere di farlo, sono donne costrette a mettere al mondo figlie condannate ad una sorte già decisa. Donne di ogni età e di ognni provenienza geografica, ugualmente private di ogni diritto, invisibili agli occhi del nostro mondo, insensibile alla propria violenza.

Un universo impercettibile, che ti trafigge con sguardi che non hanno perso desiderio e coraggio, dolcezza e forza, neanche quando a dodici anni stingono in grembo il loro bambino, con particolari ombre, sfumature e saturazioni, scelte per rendere ancora più manifesto quello che si può alterare facilmente e quello che ci ostiniamo a non voler cambiare. Il lavoro dell’artista viene sviluppato elaborando un processo creativo in cui ogni immagine può essere rappresentazione significativa di migliaia di vite, scoprendo “nuovi modi di vedere l’immagine” senza mai abbandonare, però, la potenzialità del contenuto espositivo.

Il colore forte, acceso, molto apprezzato e discusso nell’opera dell’artista per la sua intensità e per la bellezza che conferisce alle sue composizioni, è l’elemento fondamentale che ci rapisce emotivamente e ci riporta al dibattito in corso in tutte le società del mondo moderno sui diritti delle ragazze e sul ruolo delle donne, sulla sessualità e sulla parità di genere: “con queste modifiche tecniche e cromatiche, suggerisco l’idea che le immagini che stiamo osservando sono facilmente modificabili. Quello che è immutabile invece è ciò che è invisibile ovvero i sogni, le aspirazioni e i desideri di queste ragazze…”. Le immagini si modificano facilmente, la realtà invece molto meno e non ci sono colori in grado di eliminare l’ombra scura che incombe su tutte quelle ragazze, quelle bambine e quelle donne che vivono ai margini di mondi dimenticati, fotografate per anni da Sheila McKinnon.

Gioia Cherubini

 

 

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