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Opinioni e commenti
 

L’ONDA DEL MOSE
Pubblicato il 13-06-2014


Orsoni-dimesso

Anche le coincidenze temporali hanno talvolta un valore e così nel giorno in cui si dimette da sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, Raffaele Cantone viene nominato commissario straordinario anticorruzione. Per il primo, che ha patteggiato una pena di 4 mesi per finanziamento illecito, il problema è nato con l’inchiesta sul Mose, il sistema di dighe mobili che proteggeranno Venezia dall’acqua alta; per la nomina del secondo a una carica nuova di zecca, tutto è scaturito invece dall’inchiesta sull’Expo di Milano. Ma sempre di grandi opere e di corruzione si tratta.

Orsoni ha subìto negli ultimi giorni attacchi molto pesanti da esponenti del suo stesso partito che hanno colto l’occasione per regolare i conti tra ‘vecchio’ e ‘nuovo’ partito, tra bersaniani e renziani, anche se ci sono casi, di bersaniani diventati lettiani e poi renziani, come quello di Alessandra Moretti, che non per questo hanno rinunciato a chiedere le dimissioni del Sindaco in nome del ‘nuovo che avanza’, della ‘rottamazione’ della vecchia classe dirigente.

Orsoni, tornato libero dagli arresti domiciliari, aveva riassunto stamane la sua carica, ma il diluvio di prese di posizione di esponenti del PD lo hanno convinto a mollare.

Intanto l’ex Sindaco – resterà in carica per i giorni necessari a chiudere il bilancio – ha definito come un ‘millantatore’ l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, che gli avrebbe dato dei soldi in cambio di favori. ”Non ho mai pensato che i versamenti ricevuti fossero men che leciti; non so come quelle imprese che hanno fatto i versamenti si procurassero quei fondi. Solo al termine della campagna elettorale ho saputo chi aveva contribuito e chi no, secondo il resoconto del mio mandatario – riferendosi alla sua campagna elettorale del 2010. Più volte ho incontrato l’ingegner Mazzacurati, anche in quanto mio cliente e fu lui a proporre di sostenere, attraverso canali che ritenevo fossero leciti, la mia campagna elettorale, come per altro faceva con quella degli altri”. Dunque secondo Orsoni, tutto alla luce del sole, ma il patteggiamento lascia intendere che non tutto evidentemente era stata dichiarato nei termini previsti dalla legge, da lui o da chi per lui. Una vicenda che comunque fa pensare a cosa avverrà nei prossimi anni, quando eliminato il finanziamento pubblico, per le campagna elettorali non ci saranno altri introiti che quelli di privati e imprese.

Oltre il sostegno avuto sin da subito dal sindaco di Torino, già segretario dei DS, Piero Fassino, oggi a scendere in campo a sostegno di Orsoni c’è stata la deputata veneta Laura Puppato che parla di ‘macchina del fango’, definisce ‘gesto doveroso’ le sue dimissioni, ma anche come “l’ultimo atto di un brav’uomo innamorato della propria città e che l’ha amministrata bene”. “Ha certamente commesso un errore, probabilmente fidandosi di alcune persone che non lo meritavano, nel caos di una campagna elettorale può succedere, ma – sottolinea Puppato – non per questo sono tollerabili gli attacchi vili ad un uomo in difficoltà. Non possiamo dimenticare la sua rettitudine nell’affrontare il Consorzio e Mazzacurati, nel difendere l’Arsenale, non possiamo dimenticare la storia di una persona al servizio della comunità e della legge”. Chapeau, tra renzismo e grillismo dilaganti, non è facile trovare qualcuno tra i politici che difenda le persone dai linciaggi mediatici.

Volano gli stracci  e sembra di assistere a una riedizione dei giorni di tangentopoli, anche se allora era davvero difficile trovare chi difendesse gli accusati, seppelliti dal fango, prima ancora di qualunque verdetto della magistratura. Toccherà dunque da domani al presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), Raffaele Cantone, il compito di vigilare e potrà farlo anche commissariando le società coinvolte in inchieste giudiziarie. A Cantone, nominato Commissario straordinario dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, saranno attribuiti “poteri sanzionatori”, una novità che indubbiamente dà corpo e sostanza alla carica in quanto finora le Authority potevano parlare molto, ma fare assai poco di concreto. Con la creazione di questo Super commissario anticorruzione, viene soppressa l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, guidato oggi da Sergio Santoro e il conseguente passaggio delle funzioni di controllo sui contratti all’Anticorruzione.

«È uno sforzo che va nella giusta direzione – ha commentato il capogruppo socialista alla Camera, Marco Di Lello – però come ci dimostra la vicenda del Mose, quanto avvenuto chiama in causa le persone prima che le leggi. E quando tra i corrotti ci troviamo anche qualche magistrato e qualche esponente delle forze dell’ordine, ovvero i ‘controllori’, è evidente che non c’è legge che tenga. Questo non può essere però un alibi per non fare nulla. La cosa migliore è ampliare il numero dei controlli, possibilmente arrivare ad avere dei controlli incrociati”.

Intanto i parlamentari pentastellati del Veneto, in un impeto autolesionista che amplificherebbe a dismisura i danni già gravi per l’economia e l’occupazione, propongono nientemeno che “la sospensione di tutte le grandi opere” in corso o previste nella regione.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. Senatrice Puppato in una recente intervista a Intelligo News ha dichiarato: ” Dall’Expo al Mose coinvolta la vecchia nomenclatura. Noi siamo il nuovo.”
    Nuova Puppato è stata, prima di avanzare di carriera, per un certo periodo capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale veneto, prima di avanzare di carriera. Tra l’altro, ambientalista, si è astenuta su una legge a favore di una centrale a carbone in pieno delta del Po, a Porto Tolle o, difensora delle donne, ha votato positivamente la legge 27/12 sull’aborto che presenta una seria contraddizione con la 194. Non ha detto, scritto o fatto niente effettivamente contro il Mose, i cui problemi si conoscono da molto tempo.

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