domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Lucania, Val D’Agri: nel duomo di Viggiano
si venera la Madonna Nera
Pubblicato il 23-06-2014


Viggiano nel PollinoUna visita a Viggiano, ridente centro nel cuore della Val d’Agri in Lucania, è quasi d’obbligo. Posto ad oltre 1000 metri, si addossa alla montagna e la adorna  con le sue case di pietra, come una cintura tempestata di piccoli diamanti. La Val d’Agri si fonde ad ovest con il Parco Nazionale  del Cilento e Vallo di Diano (l’antica Lucania) e si estende verso sud-est fino alle splendide terre balneari del materano, costituendo uno degli angoli più suggestivi della nostra penisola. A sud è contornata dai Monti del Sirino, distante solo pochi chilometri da Maratea.

La dorsale appenninica meridionale, con un susseguirsi spettacolare di cime, la separa dalla Campania, da Padula e Pertosa: luoghi di culto e fascino che tolgono il respiro con la bellezza della “Certosa di San Lorenzo” e la suggestione  delle “Grotte dell’Angelo”.

D’interesse artistico-culturale è il paese di Calvello, definito il borgo dei ceramisti d’Italia. Nelle sue botteghe si lavora l’argilla con la tecnica dei mastri vasai dell’antichità. Le vetrine espongono manufatti altamente  artistici nella loro primitiva semplicità cromatica e decorativa.

La visita archeologica al sito di Grumentum, insediamento romano della prima metà del III sec. a.C., coevo di Venusta e Paestum, ripercorre secoli di storia. Costituiva un importante centro strategico-militare, dal quale una diramazione della via Herculia conduceva direttamente ad Heraclea, sulla costa ionica. Dopo un lungo periodo di splendore  la città fu distrutta dai Saraceni e i resti di questa gloriosa storia sono oggi visibili nell’area del Parco Archeologico. Un museo  raccoglie i reperti dell’antica fortificazione romana e quelli dei  primitivi animali che abitarono il grande lago che occupava l’intera valle in epoca preistorica.

Madonna-neraNel duomo di Viggiano si venera la Madonna Nera del Sacro Monte, patrona e regina della Lucania. La prima domenica di maggio viene portata solennemente in processione a spalla sul monte, nella piccola chiesa edificata per devozione popolare sul luogo dove è stata rinvenuta l’immagine della vergine, che la ospita fino alla prima domenica di settembre. Un percorso a cui si sottopongono come portatori i giovani  del paese, lungo i tre chilometri di un ripido sentiero percorribile solo a piedi.

Si ritiene che la scultura lignea dal volto olivastro sia databile intorno al 500 d.C., portata in questi luoghi dai monaci basiliani, insieme ad altre icone bizantine provenienti dall’Asia Minore,  scampata così alle persecuzioni arabe contro il culto delle immagini.

Dopo la caduta dell’Impero Romano la regione è conquistata dai bizantini. Di tale dominazione rimane traccia nel toponimo Basilicata derivante dal termine greco “Basilikos”, cioè funzionario del re, come venivano chiamanti i governanti bizantini.

La Val d’Agri e il piccolo centro montano, non distante da Potenza e dai “Sassi” di Matera, sono mete da non perdere, oltre alla cucina, al vino e alla suggestione di fiamme accese, ben visibili di notte, che testimoniano giacimenti di petrolio in parte già sfruttati, intorno ai quali la gente del posto ha costruito una buona economia.

Guerrino Mattei

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