sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ma cos’è ‘sto patto federativo?
Pubblicato il 03-06-2014


Su una cosa certamente il nostro Biscardini ha delle ragioni. Il patto federativo col Pd ancora non si capisce bene cosa sia. Per ora, almeno da quel che so, è solo un documento di collaborazione tra Pd e Psi. Ma la sua forma e le sue implicazioni politiche e organizzativa ancora mi sfuggono e starei per dire ci sfuggono. Per questo è necessario quel seminario proposto da Nencini. Bisogna guardarsi tutti nelle cosiddette palle degli occhi per capire dove vogliamo o possiamo andare.

I patti federativi, vedasi quelli sindacali, implicano la nascita di una federazione, composta dai contraenti il patto, che si impegnano per quanto possibile a far passare le decisioni, o parte delle decisioni, dalla federazione, sottraendo potere ai singoli aderenti. Non mi pare che si possa ipotizzare una siffatta soluzione. Il Pd col 40 per cento dei voti dovrebbe formare una federazione col Psi, che alle ultime elezioni a cui si è presentato ha raggiunto a male pena l’1 per cento. Dovrebbe sottrarre potere alla sua direzione e affidare le scelte di fondo alla federazione composta anche dal Psi.

Più proponibile è una forma di aggregazione politica del tipo di quella composta da Nuovo Psi, Dc e altri partiti minori con Forza Italia al momento di aderire al Pdl. E cioè una doppia militanza nel partito singolo e in quello più grande, con dirigenti che fanno parte del partito più grande in delegazione di quello più piccolo. Considerando cioè il Pd come una federazione, un soggetto di correnti politiche federate. Naturalmente si potrebbe tenere in vita anche il soggetto minore federato. Anzi, il soggetto minore avrebbe anche vita autonoma e potrebbe anche affrontare elezioni comunali e regionali con il suo simbolo e la sua lista.

Vediamo anche un terza soluzione. Evitare di porci questo problema e andare avanti da soli. È la soluzione che mi convince meno perché la trovo, questa sì, a serio rischio di estinzione. Quei compagni che in buona fede, e alcuni anche in minor buona fede, parlano ancora di rilancio del Psi e di presentazione di liste autonome, vorrei ricordare due cose. Noi presentammo una lista autonoma nel 2008 aperta a tutti i socialisti che credevano appunto nel rilancio di una posizione socialista in Italia. Vennero con noi settori dei Diesse, che non avevano accettato l’uscita del Pd dal socialismo europeo. Il nuovo PSI a maggioranza portò se stesso alla costituente con lo Sdi alla quale aderirono anche socialisti autonomi dai due partiti. Il risultato è stato quel che sappiamo. Per colpa di chi, canterebbe Zucchero?

Poi dobbiamo tenere presente i meccanismi elettorali. Con l’Italicum non solo noi, ma anche Sel, e perfino il Nuovo centrodestra, l’Udc l’ha già capito, rischiano di scomparire. Ma anche con un Italicum corretto sarebbe più o meno la stessa cosa. Dunque dovremmo prepararci a nuove sconfitte, a nuove delusioni, a nuove frustrazioni? Meritiamo tutto questo? Qualcuno forse pensa davvero che cambiando segretario, e mettendoci non so chi, cambierebbe il quadro?

Aggiungo che il Pd di Renzi non è più quello di Bersani. Appare un contenitore multiculturale, più che un partito politico, almeno a livello elettorale. Si profilano così due grandi partiti multiculturali, uno aderente al socialismo europeo e l’altro al popolarismo europeo. Non vi dice niente il nuovo ammiccamento di Alfano al centro destra in funzione di un soggetto popolare e non più berlusconiano? Prevedo che quando questo soggetto popolare sarà pronto allora ci sarà anche la dissoluzione di questa maggioranza. Su questi temi vorrei che si riflettesse al di fuori degli slogan e dei sogni che in politica non sono mai particolarmente creativi. E naturalmente senza scomuniche. L’unica cosa che non accetto è di sentirmi impartire lezioni di autonomismo. Io ero autonomista davvero quando gli altri erano a sinistra e al Pci non ho mai dato tregua nella mia città, nelle mia provincia, nella mia regione. Sarebbe bene non dimenticarselo.

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Commenti all'articolo
  1. Tutto molto logico. Anche il finale è molto persuasivo, la legge elettorale non lascia spazi.
    Pero’ l’esempio del 2008 vi prego non vale. Come si puo’ portare l ‘esempio della Costituente, nata in 3 mesi e morta al quarto?
    Lo SDI era passato attraverso vari mutamenti di nomi e simboli.
    L’Ulivo aveva cancellato quasi tutto. Di la’ il Nuovo PSI era una simpaticissima avventura ma ben poco visibile e credibile.
    I DS di Angius arrivati last minute.
    Sebbene la Costituente sia l’unico vero progetto che considereo valido, bisogna ammettere che non si arriva all’ultimo momento alle elezioni dicendo “eccoci” votate il rinato PSI sperando di fare il 4%.
    Ci vuole un lavoro costante e determinato di anni, lo vogliamo capire? lo vogliamo cominciare? fare la propaganda giusta, crederci.
    Ora se dobbiamo vivere nel PD passi, ma non perché il destino é baro.

  2. Solo una precisazione: il Nuovo PSI non ha mai aderito alla Costituente Socialista, avendone previsto il fallimento immediato. D’altronde, Mauro, che in quegli anni era deputato nel Nuovo PSI, lo ricorda bene. Fu solo una minoranza che decise l’ennesima scissione, per poi dissolversi nel mare magnum della non-sinistra italiana.

  3. Tieni presente che nel 2007 si era annunciata una scissione nei Diesse proprio sul socialismo europeo, che nel 2004 il Nuovo PSI aveva ottenuto il 2,1 alle europee e la Rosa nel pugno il 2,7 alle politiche del 2006. La situazione pareva propizia. Invece dovemmo constatare che dell’identità politica gli italiani se ne fregano. E valutano solo le funzioni politiche. Allora il contrasto era sul governo Berlusconi o su quello Veltroni. E oggi il confronto è a tre, Pd, centro destra e movimento Cinque stelle o chi per lui, cioè una posizione di contestazione post ideologica e globale. Dopo la fine dell’Idv e dell’Udc, oggi è il momento di Scelta civica, mentre si annuncia prossima quella di Sel e del Nuovo centro destra…

  4. Caro Mauro, come vedo si fa strada la ragionevolezza, il dubbio, un principio di auto-critica.
    Siamo passati dal consiglio a rassegnarsi e seguire “il cammino degli altri”, a prendere sul serio i legittimi interrogativi ed opinioni dopo che il cosiddetto Patto Federativo ha avuto una sua applicazione discutibile nel corso dell’ultima elezione generale nella quale si é votato con il proporzionale con sbarramento proibitivo che ha visto il nostro piccolo partito del tutto escluso politicamente dalla tenzone elettorale nonostante il terreno europeo apparisse il più propizio per marcare una presenza politica socialista che andasse al di là della mera testimonianza.
    Rimandi la discussione ad un appuntamento seminariale lanciato dalla segreteria.
    Avverto che la posizione di Parlamentare eletto nel Partito Democratico ed autorevole membro della compagine Governativa di Renzi non sia proprio quella più idonea per cercare di segnare una fase politica di riflessione propedeutica al mantenimento di una posizione autonoma seppur in alleanza con il maggior partito del Centrosinistra.
    Essa, qualsiasi potrebbe essere l’esito e la prospettiva, ha bisogno in questa fase di una platea di socialisti più larga se il cuore di questa discussione non riguarda solo il destino di una piccola comunità ma l’intero movimento socialista in Italia che é entrato in crisi. Spetta noi a decidere se tentare di uscire dalla Crisi e preparare il terreno per una nuova generazione di Socialisti o viceversa gettare la spugna attraverso una inesorabile consunzione ed Eutanasia.Per questo apprezzo la tua riflessione lanciata da una testata blog che rappresenta una storia. Anzi La Storia.

  5. Se non si stabilisce l’obiettivo, tutte le posizioni sono sbagliate. Se riteniamo di rivedere crescere una forza politica, veramente socialista europea e moderna ( non democristiana, che per convenienza e solo per differenziarsi aderente), i socialisti devono riunirsi e poi “trattare “con gli altri. Altrimenti ci arrendiamo e ci consegniamo, con i furbi, che si piazzano. E tutto è noia e la fine è certa. Ancora una volta,i dirigenti hanno sbagliato. I poveri Cristi candidati come socialisti sono stati mandati allo sbaraglio. In provincia di Avellino, non si è fatto niente per dimostrare che i socialisti partecipavano. Si è fatto di tutto per dimostrare debolezza e per farci giudicare inesistenti. Lo stesso errore fu fatto con l’elezione 2013, del SENATO.
    Ho l’impressione che qualche dirigente abbia patteggiato la consegna dello scalpo.

  6. Rispondo a Guido. Per precisione due parlamentari europei su due (De Michelis e Battilocchio) e un deputato su due (chi scrive) aderirono alla Costituente, un’altra parte (l’altro deputato Barani, Caldoro e altri) aderirono al Pdl. Non so chi era in maggioranza e chi in minoranza perché non si fece un congresso. Ad ogni modo il Nuovo PSI che fa, esiste? Credo che abbia ben più problemi di noi, e lo dico senza provare nessun piacere. Anzi…

  7. Caro Mauro, il tuo tentativo di aprire una seria discussione tra di noi merita di essere seguito e ampliato. Penso a più di un seminario tra pochi intimi, ma a una “Convenzione” di tutti i socialisti aperta ad una discussione vera e non pilotata che riguardi programma, identità e futuro del socialismo riformista. Se una cosa grande si avvia ognuno può ragionevolmente pensare che non ci sono preclusioni mentali e politiche. La soluzione che une uscirà potrà comunque rafforzarci qualsiasi sia la scelta. Anch’io penso che la posizione di Nencini sia imbarazzante: un conflitto di interessi evidente. Inoltre io non darei per deciso l’italicum, con la i minuscola. Al contrario esso è una cartina di tornasole. Non ci si può federare con un partito con il quale non si condividano le fondamenta della terza Repubblica. Io ricordo un documento congressuale (credo Rimini 1987. Vado a memoria perchè in un momento di sconforto ho bruciato migliaia di documenti e libri) nel quale si faceva espressamente riferimento ad un Presidente della Repubblica con funzioni di governo. Perchè non batterci per questo e anzichè l’ialicum non adottare il sistema uninominale? Elezione diretta del Presidente della Repubblica e sistema uninominale secco o a doppio turno cambierebbero davvero faccia al nostro paese e garantirebbero quella governabilità che era la base della nostra politica.

  8. Un seminario mi appare riduttivo. Meglio una Convenzione aperta a tutti i socialisti con al centro le prospettive del socialismo liberale e le caratteristiche della terza Repubblica. Accettare l’Italicum sarebbe per noi una sconfitta cocente che rinnegherebbe la parte migliore della nostra storia degli anni ottanta: la grande riforma delle istituzioni. Elezione diretta del Presidente della Repubblica ed uninominale semplice o a doppio turno sono le alternative reali che dovrebbero caratterizzare l’azione dei socialisti. Il dibattito che Mauro ha coraggiosamente avviato merita un conclusione degna e non una riunione tra pochi amici e di cui non parli nessuno, come sempre accade quando si tratta dei socialisti.

  9. Patto federativo? Gli italiani hanno altro a cui pensare. Questo è un Paese in cui molta gente non arriva a fine mese. Che socialismo è mai questo? Noi dovremmo stare davanti alle fabbriche, nelle università, con i pensionati, con gli operai, dovremmo parlare di energia e di come abbassarne il prezzo per rendere competitiva l’Italia, di Mezzogiorno, che è uscito completamente dall’agenda politica, di scuola, sanità ed università rigorosamente pubblica ed invece? Invece perdiamo il nostro tempo ad adulare Renzi e a chinare il capo al suo cospetto, sottomessi a colui che privatizza le Poste nel silenzio connivente dell’informazione. Come possono gli italiani credere in noi? L’impressione che diamo è di non volere altro che partecipare al banchetto… alle spalle della gente che lavora davvero.

  10. Caro Direttore
    Nella terza soluzione che tu proponi, non credo che ci sia il rischio di estinzione. Mi ricordo perfettamente quanto avvenne nel lontano 2008, alla Assemblea Costituente di Roma. Erano presenti molti generali ma senza truppe.
    E’ pur vero che una Costituente non possa farsi un mese prima delle elezioni politiche pena il fallimento.
    Iniziamo secondo il mio modesto parere a rilanciare una Costituente Socialista il prima possibile sul l’intero territorio nazionale per prepararci alle prossime elezioni politiche.
    Rimango sempre della mia opinione che questo gruppo dirigente preferisca un seminario, che mettersi in discussione, perchè è facile farsi eleggere nei listini bloccati.
    Possibile che questa soluzione non sia possibile.

  11. Io c’ero alle riunioni di scissione sia di Bobo che di Caldoro.
    A me sembra che Gianni aderi’ alla Costituente, ed anzi lo fece lasciando il simbolo a Caldoro, che poi non ne fece nulla credo.
    Gianni se ne ando’ poi per vari motivi politici.
    Come Angius se ne ando’ del resto, non so perché, forse perchè perdemmo.
    Comunque questo é poco rilevante, anche se a quelle riunioni o congressi a via Nazionale o all’Eur mi divertivo da matti.
    Forse ero un po’ piu’ giovane, forse ero ancora in Italia ed il sole splendeva forte, forse si parlava di idee di passione di coraggio, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di scomposizione del bipolarismo bastardo – puntualmente avvenuto – forse ero ingenuo, e forse lo sono ancora quando penso che se la Costituente fosse durata qualche anno avrebbe prodotto buoni risultati invece di passare dalla Costituente al patto con SEL nelle europee successive se non erro, ammainando per l’ennesima volta la bandiera socialista.
    Pero’ oggi tutta la Segreteria ha una responsabilità importante. Far si che il PSI viva come tale. Se é vero che sono spariti tutti, IDV (finalmente) UDC, poi SC eppoi NCD…e chi resta? Il PSI deve tenere duro, la Storia non é finita, il PD ha vinto per disperazione degli italiani senza scelta alcuna, il PD é a rischio neo-centrismo, Grillo quanto durerà? FI resisterà? SEL dove finirà? Il PSI se resiste ed insiste puo’ essere un approdo per molti. Dobbiamo mantenere l’indipendenza e muoverci, con il nostro simbolo per un periodo che consenta il raggiungimento di una credibile visibilità. Il Segretario come Vice Ministro ha la possibilità oggi di aumentare la nostra visibilità. Utilizziamola per porre le basi ad una futura stabilità di posizioni, di simbolo e di visibilità. Ci vuole un tema forte da proporre alla società: come la Mitbestimmung che parla a molti. Non mollare. Noi non lo abbiamo mai fatto e stiamo lavorando per il PSI.

  12. Caro Del Bue,
    assistere ad una discussione, riguardante il nostro destino e la nostra prospettiva, totalmente incentrata sulla “geometria collocativa” e non invece sulla giusta scelta dei temi dell’oggi su cui rimodulare le categorie interpretative ed i nostri antichi valori, mi sembra surreale.

  13. Sarebbe una cattiva idea vista la necessità da parte di tanti di confrontarsi lasciandoci alle spalle comportamenti e storie personali, per affrontare insieme come impostare un progetto ed un programma concreto sul futuro del socialismo italiano. Oggi la società italiana tutta aspetta proposte concrete di risoluzione di problemi quali la crescita, l’occupazione, la riorganizzazione dello Stato, una politica che dimostri che governare non significa arricchirsi o rubare ma impegno per dare una risoluzione ai problemi generali della società italiana. Esistono i consensi della protesta e della proposta proviamo a farne sintesi e forse una prospettiva nuova di vero cambiamento riuscirà a rilanciare il socialismo in questo Paese:

  14. Spero vivamente che Carlo sia solo distratto. Se avesse letto l’Avanti in questi nove mesi saprebbe che i temi che abbiamo toccato sono molteplici. Dal giustizialismo, all’Italicum, alla riforma del Senato, alla giustizia, al testamento biologico, alla fecondazione eterologa, e naturalmente all’Europa e alla riforma del mercato del lavoro. Abbiamo anche rilanciato Agenda 2010 di Schroeder in salsa Italiana. Non siamo mai stati succubi di nessuno e neppure di Renzi. Certo l’Avanti non è il PSI ma di materiale al PSI ne ha offerto tanto…

  15. Caro Mauro
    Francamente non ho capito dove voi arrivare con i tuoi articoli di fondo. E ti assicuro che non faccio finta.
    Con l’articolo “ Quel che ho detto in direzione “ prima ci spieghi che il Psi non è mai nato , che non dobbiamo perdere l’ultimo appuntamento di mettere con i piedi per terra in corsa il patto federativo con il Pd..
    Con l’articolo “ far finta di non capire”dai a chi come me parla di autonomia del partito ,( io per la precisione autonomista lo sono da quando mi iscrissi aimè ormai nel lontano 1970) che facciamo finta di non vedere la realtà , di guardare i risultati del 2008 e di evitare di parlare e di scrivere suppongo , senza ragionare , e un po’ di diplomazia ?
    Ma nel secondo concetto difendi le tue posizioni le tue prese di posizioni giustamente molto critiche nei confronti del Pd e l’assenza degli autonomisti su quei temi , parlo per me io ho apprezzato le quanto tu hai s critto e apprezzo l’operato del nostro senatore Buemi lo considero un buon senatore casomai è il modo che ha di intervenire nella gestione del partito a Torino che mi fa dire giudizi molto diverse sul suo conto .
    Nel terzo punto ,sempre di questo articolo , ammetti candidamente che cosa sia questo patto federativo ancora non si capisce cosa sia ma però è la strada giusta che con piedi per terra dovremmo percorre, perché il Pd di Renzi non è quello di Bersani , io dico che molto peggio..
    Finalmente , in questo ultimo articolo di fondo , dopo un bel intervento sul suo blog di Biscardini, ti chiedi e, “ Ma cos’è sto patto federativo ?”
    Domanda sacrosanta ma, arriva tardi almeno per le Europee ,al congresso di Venezia abbiamo votato , io no, un documento che si sarebbero fatte liste comuni se vi sarebbero state liste ove chiaramente apparisse chiaro che era una lista PSE non solo ma, il nostro segretario , all’ultimo consiglio ,nazionale per vincere le nostre riottosità ci disse ,bello come il sole, che aveva in mano un patto federativo con il PD.
    Su questo presunto patto , siamo andati alle elezioni europee con il risultato che sappiamo ,ora dovremmo estendere per le regionali e locali questo patto di cui è circolata una coppia con simboli ma senza firme e che inoltre i Pd non smentisce ne conferma , semplicemente ignora..
    Mauro , noi siamo “ Compagni “ dal latino coloro che condividono il pane i nostri saluti sono fraterni saluti è certamente venuto il momento di guardarci nelle cosi dette palle degli occhi , non in un seminario ma in un congresso e congresso serio , il cui primo obiettivo è ridare serenità al partito , questo sempre parlare del Pd è un po’ come dosi giornaliere di veleno che mina la serenità tra noi , che da la stura a comportamenti inconciliabili con l’appartenenza al nostro partito come votare , nelle liste Pd candidati Pd e non i nostri., tanto ormai ci fondiamo insieme e Renzi spopola così acquisiamo meriti futuri..
    L’altro obiettivo è portare il partito ad essere un partito e visto se si chiama socialista deve solo essere il partito socialista. .
    Siamo in un paese che ha perso se stesso , con un elettorato che sbanda paurosamente , dall’imbonitore Berlusconi , alle urla vuote Grilline , che infine si affida al blef Renzi come ci si affida ad un gratta e vinci per cambiare il nostro futuro. , Dio solo sà quanto c’è bisogno di un partito di sinistra serio e credibile
    Queste elezioni arrivano ad un anno dalle precedenti politiche , altri 6.000.000 di elettori hanno disertato il voto . se poniamo che la percentuali dei votanti in media è vicina all’80% ci sono 15.000.000 di elettori che disertano le urne , Renzi ha il 41% ma del 55% , ha avuto 12.moilioni di voti Veltroni 13 milioni e perse le lezioni.
    Cosa dobbiamo fare noi , rivolgerci a chi diserta le urne a quegli italiani che non trovano risposte ai loro interrogativi che con questa crisi sono drammatici , dare a loro la speranza di aver trovato nel Psi chi è in grado di rappresentarli , altro che domandarci , con chi andiamo, come ci federiamo , per poter esserci ancora in qualche posto di potere..
    Certo volgere ruolo politico ,dire e combattere quello che altri non vogliono o possono fare non ci garantisce successi elettorali ci affida però un ruolo di motore per ricreare una società italiana rinnovata e non sbandata come ora.
    Vedi Mauro tu hai ragione quando parli contro i vari funerali per il nostro partito perché non è in discussione la sopravvivenza del partito, perché sopravviverà sempre socialismo è la speranza , non è questo in discissione quello che è in discussione siamo noi socialisti dal militante di base al segretario nazionale , se siamo adeguati a guidare e a cercare i giusti consensi al partito stesso
    Compagno Maurizio Molinari

  16. Sinceramente mi dispiace molto sentire le argomentazioni di Del Bue sulle prospettive del PSI, Patto Federativo ed Intergruppo con il PD ed altro ancora. Su moltissime cose , nel passato , ero d’accordo con lui. Ora per la vita, la forza e l’AUTONOMIA del PSI, purtroppo mi trovo in profondo disaccordo con quanto ha dichiarato . La non presentazione delle liste ed il nostro simbolo alle elezioni politiche nazionali , europee e alla Regione Piemonte, il Patto federativo con il PD da estendere alla periferia, l’Integruppo con il PD alla Camera sono tutte tappe di avvicinamento alla completa liquidazione del PSI. Non ci sono dubbi !!! Purtroppo per loro è solo un problema di tempo e di gradualità. Ma tanti socialisti non accetteranno mai una cosa cosi negativa e lotteranno , costi quello che costi , contro questa enorme sventura . AVANTI ! SEMPRE

  17. Mauro sa bene che io fui segretario provinciale del Nuovo Psi di perugia e stefano moretti di orvieto segretario regionale.
    Elezioni regionale umbre del 2005, io candidato alla presidenza della giunta regionale risultato 9600 preferenze cioè il due e mezzo per cento, ma la legge elettorale prevedeva e prevede lo sbarramento al 4 per cento quindi…ma questo non può impedire di proseguire nella ricostruzione del PSI autonomo sarebbe una disgrazia allargare il patto federativo ( cosa è ? ) o costruire un intergruppo parlamentare con il PD, ma che è sto PD , quali anime vivono in lui, quale cultura politica quella di Rosy Bindi che oggi è diventata socialista per aver aderito al PSE o quella degli ex Pc Pds Ds ( quanto nimo ) che non ci hanno mai potuto vedere ? Insomma coraggio tanto peggio di così…?

  18. Quello che fate finta di non capire è che non si può stare fermi. Io vedo la fine se non ci muoviamo. e non vorrei che fosse già tardi. Bisogna compiere delle scelte. Un piccolo partito dell’1 per cento da solo non ha futuro. E non riesco a capire da quali ragioni politiche voi traete la convinzione o la fiducia in un rilancio del solo PSI nel nuovo sistema politico. Io penso che bisogna restare organizzati e vivi, ma non soli, se no si muore. Tutto qui. Sul patto federativo io ho sempre parlato, caro Maurizio, di cosiddetto, di esigenza di metterlo coi piedi in terra, e dunque ho scritto il pezzo coerentemente. Gabriele, ti voglio bene, ma davvero pensi che se avessimo presentato il simbolo alle europee avremmo preso voti? Perché? C’era il Pd con la scritta Pse, Schulz che appoggiava Renzi, e noi cosa avremmo dovuto sostenere di originale? Probabilmente sarebbe stata la fine certificata di tutto. Altra cosa erano le politiche, li si che avremmo dovuto presentarlo, visto che non c’erano sbarramenti. Ma ragiona di politica, ti prego. Non basta volere una cosa perchè avvenga. E scambiare i sogni con la realtà fa anche male alla salute,

  19. Ormai sono anni che il partito è gestito dalle stesse persone. Io, al posto loro, e visto il palese fallimento, mi sarei dimesso per dignità. Loro non lo faranno mai perché le poltrone hanno sempre il loro fascino. Ho l’impressione che solo da una spinta dal basso potrà nascere un garofano 3.0 (e non rose, né intra né extrapugno). Spero accada presto, prima delle politiche, prima delle regionali, per fare la nostra parte per contrastare ed affossare questo PD che sta mortificando i diritti degli italiani.

  20. Caro Molinari Maurizio della serie fatti una domanda e datti una risposta, la tua è” Cosa dobbiamo fare noi , rivolgerci a chi diserta le urne a quegli italiani che non trovano risposte ai loro interrogativi che con questa crisi sono drammatici , dare a loro la speranza di aver trovato nel Psi chi è in grado di rappresentarli?” bene tu ti rispondi scivendo “dire e combattere quello che altri non vogliono o possono fare non ci garantisce successi elettorali ci affida però un ruolo di motore per ricreare una società italiana rinnovata” se colleghi la realtà ti accorgi che dopo Grillo con l’attuale rappresentatività politica del PSI saresti “solo perchè Socialista” credibile, e votabile?.
    Serve che qualcuno il tuo motore lo accenda, e non sono le nostalgiche reminescenza che fanno di questi miracoli.

  21. La discussione mi sembra seria,convinta: insomma,come da allora, primum vivere!Questo implica che sui vari temi,almeno i più “grandi” che identificano (diritti civili ,assetto istituzionale,assetto dei partiti secondo l’art.49 CC, lavoro, riforma burocratica:::) dovremmo elaborare posizioni chiare e portarle avanti a tutti i livelli, dai comuni alle regioni etc. Mostrando competenza,trasparenza ed onestà. Purtroppo,però,anche in realtà come la Basilicata- che vede il Psi al 7% (forse per radici ..sopravvissute romanticamente?)- si vede soltanto l’aspirazione ad inserirsi nel gioco delle “collocazioni”,sicchè,le stesse tematiche “identitarie” ,quando talvolta lo sono,ricorrono per ottenere il voto “romantico”. Poi tutto scompare e i cosiddetti “organi” cessano praticamente di esistere; o deliberano posizioni puntualmente disattese. E allora? Per vivere,da solo o federato o come meglio si crede, primum occorre costituirsi in partito vero,strumento trasparente ed autentico di “partecipazione democratica”. O vogliamo rassegnarci alla spettacolarizzazione?

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