martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Matteotti, i socialisti lo ricordano
a 90 anni dal suo assassinio
Pubblicato il 10-06-2014


Matteotti-NenciniNovanta anni fa veniva assassinato Giacomo Matteotti. I socialisti ne ricordano il pensiero e la storia in una serie di manifestazioni in tutta Italia. A Roma, nel giorno dell’anniversario (10 giugno 1924) è stata deposta una corona di fiori sotto al monumento in lungotevere Arnaldo da Brescia laddove fu rapito, presente il segretario socialista Riccardo Nencini. In mattinata invece, presso la Sala della Regina a Montecitorio, il deputato socialista, è stato ricordato in una commemorazione a cui è intervenuta la Presidente della Camera Laura Boldrini che si è lanciata in una appassionata difesa delle Istituzioni e in particolare del Parlamento.
La presidente della Camera Laura Boldrini non ha lesinato parole di lode aprendo l’incontro per la commemorazione del novantesimo anniversario dell’uccisione di Giacomo Matteotti. Ne ha attualizzato la figura e il pensiero ricordando le sue appassionate battaglie dentro e fuori il Parlamento, ossia nel luogo che più di ogni altro incarna l’espressione della volontà popolare.

Il Parlamento rappresenta un simbolo di libertà e democrazia, un bene comune al di là delle “appartenenze politiche e ideologiche”. Peccato però che la Boldrini – come ha sottolineato il segretario del PSI, Nencini, abbia glissato sulla sua appartenenza politica e si sia “dimenticata” di ricordare che Matteotti era socialista, senza mai usare quel vocabolo. Ha detto come egli in Parlamento assunse il compito di combattere il fascismo fino al culmine del suo discorso del 30 maggio del 1924. Il suo ultimo discorso prima dell’assassinio. La presidente della Camera ha detto che “ancora oggi la difesa contro ogni tentativo di delegittimazione dell’Istituzione parlamentare costituisce un elemento imprescindibile per custodire e alimentare quegli ideali ai quali Matteotti ha dedicato tutta la sua esperienza politica”. Ha detto che Matteotti con il suo pensiero ha saputo esprimere valori che rappresentano una bussola per tutti noi. Ha poi solennemente ammonito che ancora oggi bisogna essere vigili per contrastare in ogni modo le pulsioni populiste e la delegittimazione parlamentare. Che non bisogna commettere l’errore di dare sempre per scontato valori come libertà e democrazia, valori che vanno sempre difesi e per i quali Matteotti perse la vita. Vero, sacrosanto, perfetto. Ma sempre dimenticandosi di pronunciare la parola “socialista” e di sottolineare quindi l’appartenenza politica di Matteotti.

La Boldrini ha detto poi come Giacomo Matteotti, sia stata “una delle personalità di maggiore rilievo nella storia contemporanea italiana e, in particolare, nella storia del Parlamento italiano” e ha sottolineato che “è innanzi tutto qui, alla Camera, che portò avanti la sua coraggiosa battaglia contro il fascismo, consapevole della necessità di difendere lo Stato di diritto proprio a partire dal luogo che più di ogni altro esprime la rappresentanza popolare”. E ancora: “l’esperienza politica di Matteotti, vissuta nel segno di una rigorosa tensione etica, e la sua coraggiosa battaglia contro il fascismo ne hanno fatto un simbolo di libertà, di resistenza alla violenza, di sacrificio per il bene comune”. Che peccato per quella piccola dimenticanza. Dimenticanza colta dal segretario del Psi Riccardo Nencini, presente ai lavori, che ha “ascoltato e apprezzato il saluto della presidente della Camera su Giacomo Matteotti. Ma sono uscito con un dubbio: a quale partito e a quale storia politica apparteneva? Sono venuto a saperlo solo ascoltando il messaggio inviato dal presidente della Repubblica. Senza quella appartenenza politica – ha detto ancora Nencini – non si capiscono le ragioni della ferma opposizione di Matteotti al fascismo”

Tante le presenze nella Sala della Regina gremita di pubblico attento.
Il prof. Maurizio Degl’Innocenti, il prof. Emanuele Emmanuele, il prof Stefano Caretti, il prof Ennio Di Nolfo i relatori che hanno analizzato i diversi aspetti della vita politica di Matteotti. Degl’Innocenti ne ha tracciato la lunga attività politica prima nel Polesine, la sua terra, e poi in Parlamento. Le sue battaglie per i più deboli e per il loro progressivo e costante allargamento dei diritti attraverso una azione costante per conquiste durature.

Il prof Di Nolfo si è soffermato sulla politica estera del deputato socialista partendo dalla sua ferma neutralità e quindi contro le posizioni interventiste allo scoppio della grande guerra. Di Nolfo ha poi ricordato le critiche di Matteotti verso le durissime sanzioni contro la Germania dopo la Grande guerra. Sanzioni che hanno portato a diffondere il “germe per nuovi conflitti” attraverso un trattato di pace ingiusto per i tedeschi e che avrebbe fatto crescere il risentimento del popolo tedesco. Di Nolfo ha anche ricordato come nel ’22 Matteotti già parlava della balorda follia di Hitler e del pericoloso abbraccio con Mussolini, intuendo con grande anticipo quella che poi fu la grande follia hitleriana.

Nel pomeriggio anche l’Aula della Camera ha ricordato il deputato socialista. Numerosi gli interventi. Per i socialisti ha preso la parola Pia Locatelli.
Il brutale assassinio fascista fece di Matteotti un eroe, lo rese famoso e immortale, ma paradossalmente fece passare in secondo piano le sue idee, le sue battaglie politiche. I suoi scritti, i suoi discorsi in Parlamento, per lui luogo centrale di tutta l’azione politica, e il suo pensiero restano tutt’oggi sconosciuti ai più. Vorrei che questa giornata servisse anche a questo, non solo a ricordare il martire, ma a ri-conoscere l’uomo politico”.

Dopo la Camera il leader socialista è stato ricordato anche al Senato. Per il Psi è intervenuto Enrico Buemi. “L’intransigenza, il coraggio e la testimonianza eroica di Giacomo Matteotti – ha detto – ha ispirato nei decenni, dopo la sua morte moltissimi socialisti e molti giovani italiani nel portare avanti il loro impegno civile e la loro battaglia politica per affermare verità e Stato di diritto contro ogni forma di prevaricazione”.

“Questo lascito morale e politico, ancora oggi, è di una drammatica e straordinaria attualità, di qui le ragioni di un ricordo e di una commemorazione non rituale – osserva il senatore del Psi – ma momento anch’esso di parole di verità, fondamento indispensabile per una ripresa morale e civile di cui il Paese, l’Italia, oggi, sente inderogabile necessità.”

“A noi, uomini e donne delle istituzioni, corre l’obbligo personale e politico di un impegno straordinario nella ripartenza, ma permanente nell’azione di recupero di una moralità, di un rigore intransigente nel rispetto delle regole che ci siamo dati e che ormai da molto tempo, come istituzioni e comunità, abbiamo perso. In un tempo di riforme, questa è la più importante riforma, quella del cambiamento dei comportamenti di singoli e di collettivi. Le regole formali ci sono, è il rispetto delle stesse che è venuto meno, in modo e dimensione inaccettabile. Nella denuncia dello stato delle cose del suo tempo – ha concluso Buemi –  ma anche del nostro tempo, più che nel riconoscimento del limite delle regole stesse, Giacomo Matteotti, deputato socialista, si è immolato” .

Daniele Unfer

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