martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Migliore si dimette da Sel
Pubblicato il 19-06-2014


Gennaro Migliore in una lettera inviata al presidente di Sel Nichi Vendola e ai componenti della segreteria nazionale, comunica le proprie dimissioni dal partito annunciando che, secondo gli iter prestabiliti, si dimetterà anche dal gruppo parlamentare.
“Oggi non sarò presente al coordinamento nazionale che discuterà delle mie dimissioni da capogruppo di Sel alla Camera. È una decisione che ho preso nelle ultime ore e che ha a che vedere con l’interruzione del reciproco rapporto di fiducia.
Al momento del voto nel gruppo (sul decreto irpef ndr) ho inteso rassegnare le mie dimissioni poiché non condividevo la proposta di astenerci, avanzata fin da subito dal coordinatore del partito e poi ribadita da Vendola, per poter esprimere in piena libertà il mio pensiero, ovvero che un provvedimento che contiene una misura di sostegno a 10 milioni di lavoratori, come quella degli 80 euro e altri positivi provvedimenti, dovesse far parte delle ‘nostre’ rivendicazioni e che, se fossimo stati al governo, noi stessi avremmo promosso.
Successivamente il gruppo ha votato seguendo l’indicazione maggioritaria espressa al suo interno, a parte due astensioni motivate. Tale votazione è stata prima rivendicata e poi additata come un grave errore politico, fino al punto di accusare il gruppo stesso di ‘sequestrare la linea del partito’. Mi chiedo cosa si intenda per “sequestro della linea”, visto che di un singolo provvedimento si stava discutendo e che si era appena votata la sfiducia.
Inoltre, vista la immediata sanzione della “gravità” del voto favorevole, resta difficilmente comprensibile il motivo per cui tutti l’abbiano votato. Per me si è rotto ieri un vincolo di fiducia e quindi ho definitivamente compreso quanto sarebbe stata ‘inagibile’ una posizione politica dentro il mio partito se essa fosse stata continuamente letta alla luce di una profezia che si auto avvera. Non è giusto che tale fibrillazione permanente disorienti i militanti, che sono la prima risorsa di Sel, e nel corpo largo del partito. Non è nemmeno giusto che la mia posizione venga descritta da alcuni come quella di un sabotatore.
Ho però cambiato idea, ieri definitivamente, sulla possibilità che mie posizioni siano compatibili con l’appartenenza al nostro partito. Mi fermo prima. Prima che qualcuno mi chieda improbabili ‘riallineamenti’. Prima che alla prossima occasione di dissenso riparta il processo mediatizzato e le accuse di sequestrare la linea. Perciò rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal coordinamento nazionale, da tutti gli organismi in cui sono stato eletto e dal partito stesso.

 

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