venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

MILLE E NON PIÚ MILLE
Pubblicato il 24-06-2014


Renzi-mille-giorni

“Mille e non più mille”, lo dicevano nel medioevo temendo un’apocalisse a fermare il tempo allo scoccare della mezzanotte del’anno 999. Profezia sbagliata, per fortuna. Ora tocca a Renzi e non si parla di anni, ma di giorni. Quelli necessari, a detta del premier, per approvare un pacchetto unitario di riforme. Per il capo del governo l’Italia intende “presentarsi alla guida del semestre europeo con un pacchetto unitario di riforme” che si sviluppa su un medio periodo politico. I mille giorni appunto; altrimenti – avverte tra le righe – senza riforme l’Italia si ferma per davvero.

“Indipendentemente dall’appartenenza politica e dal giudizio delle ultime elezioni – ha detto il premier Matteo Renzi alla Camera alla presentazione del programma per il semestre italiano – dobbiamo riconoscere che portiamo in Europa un’Italia forte” auspicando al vertice Ue di giovedì e venerdì prossimo un “accordo complessivo sulle nomine”.

Per esempio, come ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi, quella dell’Alto rappresentate per la politica estera che “per interesse nazionale e per possibilità” può “benissimo spettare all’Italia” riferendosi all’ipotesi di una candidatura del ministro degli Esteri, Federica Mogherini.

Nel suo intervento il presidente del consiglio ha poi assicurato che “non è in discussione il rispetto delle regole, noi non chiediamo di violare la regola 3%, ma o l’Europa cambia marcia o non esiste la possibilità di crescita. Tanto più che se non aumenteranno i posti di lavoro non ci sarà nessuna stabilità”. Anche perché, ha detto Renzi “l’Italia ancora non è uscita dalla crisi”.
La mozione di maggioranza sulla relazione del presidente del Consiglio in vista del Consiglio Europeo del 26 e 27 giugno e sulle linee programmatiche del semestre di presidenza italiana del Consiglio dellUnione europea è stata approvata in Aula alla Camera con 296 sì e 169 no.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini “l’Italia recupera un ruolo autorevole in Europa. Valutare gli investimenti per le riforme fuori dai parametri ed allentare il patto di stabilità per gli investimenti di Enti Locali e Regioni sono priorità necessarie a favorire la crescita italiana”. Per i socialisti in Aula è intervenuta Pia Locatelli mentre Marco Di Lello ha preso la parola nel corso delle dichiarazioni di voto. “La ringrazio – ha detto Pia Locatelli rivolgendosi al Presidente del Consiglio – per averci invitati a pensare che ogni volta che usciamo di casa andiamo in Europa e la ringrazio anche per averci sollecitati a fare un lavoro culturale, educativo, politico, per fare dell’Europa un luogo di dimensione politica.

Esprimiamo anche consenso al fatto che lei ha considerato l’immigrazione una priorità e ha detto che deve essere tema europeo, così come esprimiamo il nostro convinto consenso sul semestre come occasione per un pacchetto di riforme: un pacchetto di riforme di mille giorni, per non farci dettare l’agenda dall’Europa, ma per dettare l’agenda Europa. Però le chiedo anche un’altra cosa che lei non ha affrontato. Io le chiedo un semestre women friendly: le donne. Lei ha dimostrato di avere attenzione a questo tema, anzi sensibilità, però qui silenzio assoluto. Le do due suggerimenti, in due ambiti: nel tema dell’economia e dello sviluppo. Economia: siamo tutti d’accordo che ci vuole una forte accelerazione sulla crescita, sugli investimenti, sull’occupazione e politiche attive del lavoro per sconfiggere la disoccupazione giovanile.

Però c’è un’altra urgenza e gliela faccio presente – ha detto ancora Pia Locatelli rivolgendosi al premier – in Italia l’occupazione femminile non arriva al 50 per cento, al sud ci sono delle voragini del 25 per cento. Siamo il penultimo Paese europeo, davanti solo a Malta, ma il problema è anche greco, è anche spagnolo, cioè di tutti quei Paesi che sono in difficoltà. Non casualmente Christine Lagarde ha fatto notare che il basso livello di occupazione femminile è uno degli ostacoli più ingombranti alla crescita: teniamolo presente e mettiamolo tra le priorità”.

Pia Locatelli ha poi parlato di cooperazione allo sviluppo. “Io le propongo – ha detto sempre rivolgendosi a Renzi – di affrontare il tema dei matrimoni precoci di cui si prende finalmente consapevolezza. Nel mondo ci sono 60 milioni di spose bambine e quando dico bambine dico 8, 10, 12 anni: la UE non può più chiudere gli occhi di fronte a questo dramma e l’Italia, che guida il semestre, ancor meno. Combattere questa pratica richiede altrettanto impegno di quello profuso nella campagna contro le mutilazioni genitali femminili, in cui il nostro Paese ha svolto un ruolo importante. Ne possiamo svolgere uno altrettanto importante per eliminare questa piaga che costituisce una sorta di pedofilia legalizzata in tanti Paesi. Assumiamo la leadership di questa campagna mondiale – ha detto la Locatelli terminando l’intervento – e rivendichiamo un ruolo importante, utile al mondo e alle donne”.

Nella dichiarazione di voto ha preso la parola Marco Di Lello: “L’Italia – ha detto – si appresta a partecipare al Consiglio europeo con una rinnovata credibilità e soprattutto con un nuovo ruolo. Oggi abbiamo una forza ed una valenza diverse per due motivi: perché c’è un 41 per cento degli italiani che le (Renzi ndr) ha affidato le proprie speranze chiedendole di cambiare l’Europa, oltre che l’Italia, e perché oggi l’Italia ha la più numerosa delegazione nel principale gruppo progressista, quello del partito del socialismo europeo, cioè nel luogo dove possiamo condizionare, condividere, decidere le politiche europee. Ieri, fino ad un anno fa, eravamo deboli ed isolati; oggi forti e protagonisti nella grande famiglia socialista. Perciò oggi lei può ottenere la svolta, signor Presidente: far sì che le scelte europee si fondino sulla prevalenza dei destini delle persone sulla fredda logica dei numeri. Su questo assunto si può ottenere la necessaria flessibilità dei parametri di Maastricht, cambiare il Patto di stabilità, rilanciare il progetto degli eurobond, imporre la tassazione sulle transazioni finanziarie. Su questo assunto, cooperazione internazionale, Frontex plus, Mare nostrum non sono carità, sono riconoscimento della dignità umana, sono promozione dei diritti umani, sono assolvimento di compiti propri dell’Unione europea.

Il mese scorso – ha continuato Di Lello – 44 deputate e deputati scrissero a Martin Shulz per europeizzare il tema delle migrazioni attraverso l’indizione di una conferenza europea. Oggi, anche alla luce di quella nuova forza che lei e l’Italia con lei hanno in Europa, le rinnoviamo questa richiesta. Il PSE, ma anche l’Internazionale Socialista, cui aderiscono i principali partiti dei Paesi di origine di molti dei migranti che arrivano da noi, potranno rivelarsi molto utili in questa direzione. Il prossimo semestre rappresenta, dunque, una grande occasione: lo è per l’Europa, per l’Italia, ma anche per lei. I deputati e la deputata socialisti – ha concluso – non faranno mancare il proprio convinto sostegno in questa direzione di cambiamento”.

Daniele Unfer

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