martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le declinazioni dell’essenziale secondo l’estro di Patrizia Borrelli
Pubblicato il 12-06-2014


Patrizia-BorrelliL’àmbito è quello d’arte contemporanea, e le procedure espressive di Patrizia Borrelli arrivano a sfiorare dimensioni volte a cogliere l’espressività e l’espressionismo di stati emotivi, sensazioni, stati dell’essere. A Roma, dal 17 al 26 giugno, sarà possibile visitare la mostra “Nove Vite” – curata dal professor Egidio Eleuteri – che raccoglie le opere dell’artista romana degli ultimi dieci anni di una produzione artistica pluridisciplinare, molteplice e quarantennale. Presso il Dipartimento Arti Visive e Spettacolo sarà possibile ammirare una selezione di opere – acquarelli, tempere, olii e pigmenti in polvere – mentre i suggestivi spazi di Palazzo Borghese ospiteranno le sculture, caratterizzate da un forte impatto e capaci di rivelare, con forza, l’interiorità, l’anima. “Nove vite è un emblematico dire ‘molteplici espressioni di vitalità creativa’. Molteplici –  nove è un numero alto – modi di esprimersi con creazioni pittoriche e plastiche  differenziate” spiega all’Avanti! l’artista romana.

Nonostante le molte scritture costituite dai vari materiali utilizzati per la realizzazione delle opere, è possibile riconoscere “un unico stile”, per citare Matisse. Negli ultimi anni, partendo dal modellato Patrizia Borrelli è approdata alla rappresentazione essenziale del “vuoto” circoscrivendone i confini con un filo ininterrotto di ferro che descrive – come un segno di matita – lo spazio attorno a un volume non materico da visualizzare.

Fugit Amor“L’anima crea non solo con pennelli su un’area piana – confida l’artista – ma con la punta delle dita e con la forza misteriosa che le mani imprimono al ferro poco domabile, sottomettendolo a flessioni che circoscrivono lo spazio”.

Formatasi all’Accademia d’Arte di Roma via Ripetta – e successivamente alla Libera Accademia di Belle Arti di Roma, l’University of Fine Art – l’arte di Patrizia Borrelli è stata recensita da importanti critici quali Vittorio Sgarbi, Paolo Levi, Joan Lluis Montané, Ennio Calabria, Alfio Mongelli. Secondo l’artista “la mente dialoga con ogni mezzo per raggiungere l’attimo essenziale, spesso imprendibile, che esprime il tempo elastico e lo spazio curvo che sorprendono e spiazzano i limiti dell’uomo, malgrado la sua illimitata tensione creativa. Come quando si pettina con lo sguardo il buio per toccare la scia delle comete”.

Silvia Sequi

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