sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Niente gruppo a Strasburgo,
prima sconfitta per Le Pen
Pubblicato il 24-06-2014


Lepen-gruppo-StrasburgoLa leader del Front National francese ha fallito il tentativo di creare il secondo gruppo euroscettico al Parlamento di Strasburgo. Il gruppo denominato “Alleanza”, che avrebbe dovuto racchiudere i partiti europei della destra anti-euro e anti-immigrazione, non nascerà. Anche la Lega Nord ha rifiutato la mano tesa dalla Le Pen.

I “non iscritti” a un gruppo parlamentare europeo saranno i 23 deputati del Front National, i 5 della Lega Nord oltre agli olandesi del Partito della Libertà (PVV) di Geert Wilders, agli austriaci del partito liberale(FPO) e ai belgi di Vlaams Belang (Interesse Fiammingo). Infatti il termine ultimo per la formazione dei gruppi scadrà domani e la causa principale del fallimento sembra essere la defezione di Angel Dschambaski, rappresentante del Movimento Nazionalista bulgaro. Dschambaski avrebbe condotto delle trattative di coalizione con il gruppo dei conservatori(ECR).

Quali sono perciò le limitazioni degli europarlamentari non iscritti a dei gruppi? Essi saranno esclusi dalla distribuzione proporzionale delle cariche e dei dossier e non percepiranno contributi personali per le attività politiche di gruppo. Inoltre il tempo di parola all’Europarlamento risulterà assai ridotto oltre che per presentare un emendamento dovranno presentare 40 controfirme. Tra i “non iscritti” ci saranno anche gli europarlamentari neonazisti greci di Alba Dorata e gli antisemiti ungheresi di Jobbik.

Un altro motivo che ha portato alla débâcle del secondo gruppo comune euroscettico è stata la possibile presenza del negazionista polacco Janusz Korwin-Mikke. Nelle scorse settimane egli aveva dichiarato pubblicamente che Adolf Hitler non sarebbe stato a conoscenza dell’Olocausto. Beata ignoranza.

Ora esiste una sola possibilità per tutti i partiti e movimenti anti-euro e anti-immigrazione: continuare il dialogo fino alla fine del 2014 quando sarà possibile presentare un’altra coalizione a Strasburgo. È vero che i gruppi possono formarsi in qualsiasi momento, ma le decisioni di inizio legislatura influiranno fino alla metà del 2016.

Le speranze di tutte le forze euroscettiche sono state infrante dalla stessa mancanza di ideali comuni condivisi. Una piccola vittoria, fortuita, che dovrà essere sfruttata al meglio dai partiti politici democratici, i quali sono chiamati a ricompattarsi per dare concreti segnali di cambiamento. I cittadini europei attendono con ansia soluzioni per questioni come la disoccupazione, che nel continente unito tocca il 12,8%, e i debiti pubblici degli Stati membri che influiscono negativamente sia sull’economia reale sia tra investitori finanziari istituzionali.

Manuele Franzoso

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