martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Prosecutori volontari: entro il 30 giugno il versamento all’Inps
Pubblicato il 09-06-2014


Scade lunedì trenta giugno il termine stabilito per il versamento all’Inps dei contributi volontari relativi al primo trimestre di quest’anno (gennaio – marzo 2014). L’importo dovuto è quello già riportato direttamente sui bollettini telematici Mav personalizzati. Chi versa in ritardo può chiedere all’Ente assicuratore che la somma corrisposta, anziché rimborsata sia imputata al trimestre precedente la data del pagamento. Come è noto, chi ha smesso di lavorare può comunque maturare il diritto alla pensione pagando in proprio gli oneri previdenziali previsti. L’autorizzazione viene rilasciata se il soggetto interessato può far valere in alternativa: tre anni di contribuzione obbligatoria corrisposta nel quinquennio che precede la domanda; oppure cinque anni di assicurazione versata in qualunque epoca. Quest’ultimo requisito, cancellato dal decreto legislativo n. 184/97, è stato ripristinato dalla passata legge finanziaria del 2001.

L’ammissione all’operazione è concessa con decorrenza successiva al termine o alla sospensione del lavoro. Importante, Il requisito contributivo per il rilascio dell’autorizzazione ai versamenti volontari può essere perfezionato anche mediante il cumulo dei contributi versati in diverse gestioni. Non può invece essere attribuita quando, alla data della richiesta, l’interessato: svolge attività come lavoratore dipendente, iscritto all’Inps o ad altre forme di previdenza obbligatoria (ex Inpdap, Inpgi ecc.) o è titolare di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità) a carico del fondo lavoratori dipendenti o di altre forme di previdenza obbligatoria. Espleta attività come lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, coltivatore diretto, colono, mezzadro) iscritto all’Inps o libero professionista aderente all’apposita Cassa di previdenza (ingegneri, avvocati, medici, ragionieri ecc.) oppure è intestatario di trattamento di quiescenza diretto (vecchiaia, anzianità, invalidità) a carico di queste gestioni o casse di previdenza. Nelle prestazioni di lavoro autonomo rientrano anche quelle svolte dai lavoratori parasubordinati. La richiesta di ammissione ai versamenti volontari va presentata alla sede Inps di residenza. L’istanza di autorizzazione ai versamenti volontari va trasmessa alla propria Sede Inps competente per residenza sull’apposito modulo O10/M in formato elettronico.

Dal 1° gennaio 2012, infatti, tutte le istanze di autorizzazione ai versamenti volontari devono essere inoltrate unicamente attraverso il canale telematico, seguendo le apposite istruzioni riportate sul sito web dell’Ente assicuratore per la registrazione di rito. Fanno eccezione le richieste di autorizzazione all’integrazione dei lavoratori agricoli ed alla prosecuzione volontaria al “Fondo di Previdenza del Clero Secolare e dei Ministri di Culto delle Confessioni Religiose diverse dalla Cattolica” per le quali rimangono efficaci le procedure precedenti in uso, fino all’emanazione di disposizioni specifiche. Non è più necessario aggiungere invece (grazie al nuovo sistema di denuncia delle retribuzioni Uniemens) la dichiarazione dei periodi assicurativi una volta rilasciata dal datore di lavoro per l’anno di consegna della domanda (su mod. 01/M-Sost.) e la copia della certificazione unitaria dei redditi (Cud) relativa all’anno precedente. Per l’invio della domanda, ci si può anche rivolgere agli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge, che offrono assistenza gratuita ai lavoratori mettendo a loro disposizione i propri servizi informatici. La concessione una volta ottenuta vale per sempre.

Mentre occorre una nuova istanza soltanto se l’assicurato, in seguito ad un periodo di rioccupazione, chiede di pagare un onere previdenziale più elevato. Il contributo dovuto è pari al 27,87%, per gli ammessi alla prosecuzione prima del 31 dicembre 1995, e 32,37%, per i soggetti autorizzati successivamente, della retribuzione media degli ultimi dodici mesi. La percentuale sale dell’un per cento sulla quota di retribuzione superiore al tetto di 46.031,00 euro circa per chi trasmette la richiesta durante il 2014. Chi corrisponde una cifra inferiore a quella prestabilita avrà una copertura pensionistica ridotta in proporzione. Se l’istanza di autorizzazione ai versamenti volontari viene respinta si può presentare ricorso, anch’esso con modalità online, al Comitato Amministratore Fondo Pensioni Lavoratori dipendenti entro 90 giorni dalla data di ricevimento della lettera con la quale si comunica l’avvenuta reiezione. La proposta di riesame, indirizzata al predetto organismo previdenziale, deve essere inviata per il tramite degli uffici della Sede dell’Inps che ha rigettato la richiesta; oppure trasmessa da uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge che assistono gratuitamente il lavoratore. Nel ricorso vanno ovviamente specificate tutte le argomentazioni ritenute utili per il suo accoglimento. A partire già dall’anno 2001 e con effetti che continueranno a farsi sentire anche nelle prossime dichiarazioni dei redditi, le somme corrisposte per i contributi volontari sono fiscalmente considerate interamente deducibili.

Promossa da Inail e Confindustria: al via la terza edizone del premio “Imprese per la sicurezza”

Giunge alla terza edizione il premio “Imprese per la sicurezza”, l’iniziativa nata dalla sinergia tra Inail e Confindustria per promuovere una maggiore sensibilità sui temi della salute e sicurezza sul lavoro. Realizzato con la collaborazione tecnica di Apqi (Associazione premio qualità Italia) e Accredia, il premio gode del patrocinio della Presidenza della Repubblica e – in soli due anni – si è affermato come un importante strumento in grado non solo di valorizzare le aziende eccellenti, capaci di mantenere ed accrescere il proprio vantaggio competitivo attraverso la gestione della salute e sicurezza, ma anche di coinvolgere l’intero panorama produttivo in un essenziale processo di diffusione dei valori della prevenzione.

La prevenzione come leva fondamentale di ogni strategia di crescita. “Uno dei principali obiettivi dell’Inail è fare crescere la cultura della prevenzione e della sicurezza affinché questa si affermi sempre più come leva fondamentale per ogni strategia di crescita competitiva delle imprese – ha affermato Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Istituto – Il premio “Imprese per la sicurezza” si inserisce proprio in questo contesto e rappresenta un efficace strumento per valutare il grado di completezza e maturità di un’azienda rispetto agli elementi base che costituiscono un buon sistema di gestione per la salute e sicurezza, individuando le aree di forza e di debolezze e, in generale, le priorità su cui è necessario investire per migliorare la propria capacità di gestione di questi aspetti”.
Tre categorie di premi: Award, Prize e menzioni speciali. Partecipare al premio è gratuito e il bando con le modalità è disponibile sul sito di Confindustria. Sono ammesse tutte le imprese produttrici di beni e servizi in Italia, anche non aderenti a Confindustria. Le categorie del riconoscimento sono suddivise per tipologia di rischio (alto o medio-basso) e per dimensione aziendale (minore o uguale a 50 dipendenti; 51-250 dipendenti; oltre 250 dipendenti). Per ciascuna categoria è prevista la possibilità di assegnare premi: “Award” alla fascia più elevata e “Prize” a quella immediatamente successiva. Sono prefigurate, inoltre, menzioni per attività e progetti specifici particolarmente meritevoli.

Un articolato processo di selezione e valutazione. I riconoscimenti sono attributi al termine di un articolato processo selettivo. Dopo l’iscrizione, le aziende devono compilare un questionario on-line finalizzato ad acquisire informazioni relative alla salute e sicurezza, che verrà valutato da un apposito comitato tecnico-scientifico. Le imprese migliori procederanno successivamente alla stesura di un documento nel quale verranno illustrati, nel dettaglio, gli approcci utilizzati per la gestione della salute e sicurezza e i risultati ottenuti. Al termine di una seconda selezione, le aziende verranno infine visitate in loco da un team di valutatori esperti composto da Inail, Confindustria, Apqi e Accredia per l’attribuzione di un punteggio finale in base al quale si procederà all’assegnazione dei premi.

Un totale di 451 aziende iscritte. Nelle due precedenti edizioni, su 451 imprese iscritte, 300 hanno compitato il questionario e partecipato alla selezione per le finaliste. In particolare, nel 2013, 138 aziende hanno compilato il questionario on-line, 51 hanno redatto il successivo documento di valutazione – la cosiddetta application guidata – e 22 sono state selezionate come finaliste. Diciannove sono state le visite in loco, realizzate da altrettanti team che hanno visto impegnati circa 75 valutatori (33 dei quali appartenenti all’Inail). Da segnalare – a dimostrazione di un incremento della qualità complessiva – che nella seconda edizione del premio il punteggio medio raggiunto dalle aziende è stato superiore a quello della prima.

“Le aziende vincitrici un esempio per il sistema Paese”. “Il successo del premio ‘Imprese per la sicurezza’ e i risultati conseguiti ci hanno incoraggiato a perseguire questa strada promuovendo la nuova edizione 2014 – ha concluso Rotoli – Le imprese più rimarchevoli che abbiamo selezionato sono la dimostrazione di quanto la sicurezza rappresenti un elemento in grado di accrescere il livello competitivo, fornendo un esempio concreto per tutto il panorama aziendale italiano e per il sistema Paese”.

Registro nazionale dei mesoteliomi: attività e prospettive nella riunione annuale a Roma

Stima dei costi sanitari e sociali del mesotelioma, epidemiologia e registrazione dei casi di mesotelioma amianto correlati, il rischio di malattia nel genere femminile, il disagio psicologico per gli ammalati e i loro familiari, le prospettive di attuazione del Piano nazionale amianto. Di questi e altri temi centrali nell’analisi della patologia amianto correlate si è discusso ieri, a Roma, presso la sede Inail di piazzale Pastore, in occasione della riunione annuale dei Centri operativi regionali del Registro nazionale dei mesoteliomi – ReNaM.

Il Renam “esempio di collaborazione efficace tra Istituto e Regioni”. Il Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM) – istituito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 308/2002 – è un sistema di sorveglianza epidemiologica dei casi incidenti di mesotelioma, articolato su base regionale attraverso i Centri operativi regionali (Cor) che hanno l’obiettivo di identificare tutti i casi di mesotelioma insorti nel proprio territorio e di definire la storia professionale, residenziale, familiare e ambientale dei soggetti ammalati. Un’architettura basata su una struttura centrale con funzioni di coordinamento, standardizzazione dei metodi, promozione dei progetti di ricerca e su organismi regionali che raccolgono i casi su base territoriale, partecipano all’analisi aggregata dei dati e ai progetti di ricerca. “Si tratta di un modo di lavorare che mette insieme tutte le regioni: un esempio di collaborazione efficace tra regione ed enti centrali”, ha osservato Alessandro Marinaccio, primo ricercatore Inail del Dipartimento medicina del lavoro e responsabile del ReNam.

Un’occasione di approfondimento e programmazione delle attività. Nel corso del seminario – interno al circuito del Registro e orientato alla programmazione delle attività – sono stati discussi i temi dell’epidemiologia e della registrazione dei casi di mesotelioma amianto correlati. Inoltre, obiettivo prioritario dell’incontro è stato quello di approfondire le questioni della criticità metodologica nell’analisi della latenza, dei modelli di previsione, della complessa attuazione di quanto previsto in ordine alla sorveglianza di tutte le neoplasie amianto correlate oltre il mesotelioma – polmone, laringe, ovaio – dal Piano nazionale amianto, il documento redatto dai ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro a seguito della II Conferenza nazionale governativa sull’amianto e le patologie asbesto-correlate nel 2012.

Il Piano nazionale amianto tra i temi della riunione. “Il Piano nazionale amianto è un documento di grande respiro che attiene ai temi della sanità pubblica, del risanamento ambientale, della tutela previdenziale e della sicurezza del lavoro – ha sottolineato Marinaccio – E che pone in evidenza alcune questioni di rilievo come l’esposizione di origine ambientale”. In Italia, come in molti altri Paesi, “è rilevante la componente di soggetti che si sono ammalati per ragioni non professionali, ma familiari o residenziali, in particolare per la convivenza con soggetti esposti o la presenza del materiale negli edifici – ha continuato il ricercatore – La questione della corretta identificazione e di come garantire una tutela per tali soggetti è ancora aperta nel nostro Paese e il Piano lo rimarca”.

In Italia il 30% degli ammalati di mesotelioma è donna. Un altro spunto di approfondimento è venuto dal contributo sul rischio di malattia nel genere femminile. “In Italia la componente di genere femminile nel complesso dei soggetti ammalati di mesotelioma è molto rilevante e compresa fra il 25% ed il 30% dei casi rilevati dalla sorveglianza epidemiologica, un valore significativamente più alto rispetto a molti altri Paesi con dati comparabili – ha puntualizzato Marinaccio – Sono note le storie di molte mogli di lavoratori esposti che si sono ammalate in ragione di tale convivenza: affinare gli strumenti di analisi epidemiologica su questi temi è uno degli obiettivi della riunione”.

Entro fine anno la pubblicazione del V Rapporto. Attualmente è in corso la stesura del V Rapporto ReNaM in cui si riferirà delle analisi dei dati relativi ai casi di mesotelioma con diagnosi nel periodo 2009-2012 (il IV rapporto era stato pubblicato nel 2012 ndr). Ad oggi l’archivio del Registro comprende oltre 20.000 casi di mesotelioma maligno della pleura, del peritoneo, del pericardio e del testicolo. “Osservando le esperienze di altri Stati, abbiamo potuto riscontrare che il Renam è riconosciuto come un modello positivo” ha seguitato Marinaccio “Inoltre, l’autorevolezza e la buona qualità dei dati prodotti sono confermati da un consistente numero di articoli sull’attività del Registro pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali, articoli che stiamo raccogliendo in una dispensa bibliografica in corso di stampa e di diffusione on line”.

Carlo Pareto

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