mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Riforme, riscriverle con tutto il Parlamento
Pubblicato il 17-06-2014


Parlamento“Se il Movimento Cinque Stelle vuole discutere della legge elettorale, tanto meglio. È un provvedimento importante – ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini – ed è giusto che quando si riscrivono le regole sia presente la coralità del Parlamento”. “Meglio se si potesse apportare qualche limatura”, a esempio “alzare la soglia di sbarramento per accedere al premio di maggioranza” oppure introdurre meccanismi per creare “un rapporto più diretto tra l’eletto e l’elettore”.

Legge elettorale e riforme. Se ne parla da tempo, a fasi alterne. Tutti le vogliono, tutti le auspicano, tutti le invocano ma, alla fine, quando si arriva al concreto si blocca tutto. E le buone intenzioni, per mille ragioni, si arenano inesorabilmente. Ora nel Pd sembra tornare il sereno dopo che 14 senatori del gruppo si erano autosospesi in segno di protesta verso la decisione di sostituire Corradino Mineo e Vannino Chiti nella commissione Affari Costituzionali del Senato. Anche se per ora i dissidenti sottolineano che nel merito non ci sono passi indietro. Infatti l’intenzione è quella di insistere per un miglioramento del testo. E si apprende che le proposte emendative che non saranno accolte in commissione, saranno ripresentate per l’esame dell’Aula.
La decisione è stata presa al termine di una riunione tenuta in mattinata e nella quale si è ribadito il giudizio positivo sull’incontro avuto ieri con la presidenza del gruppo. Si è arrivati a un chiarimento sul punto più controverso: l’articolo 67 della Costituzione, quello che stabilisce l’assenza di vincolo di mandato per gli eletti. I 14 infatti ribadiscono che è un principio sacro a cui non si può derogare.
“La decisione dei 14 senatori del Partito democratico di revocare, dopo il nostro incontro di ieri, l’autosospensione dal gruppo è un’ottima notizia, un atto politico positivo e molto rilevante” ha affermato il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, il quale ha poi continuato: “nelle prossime settimane il gruppo dibatterà sul peso e sul significato dell’indicazione costituzionale della libertà di mandato e approfondirà il valore che deve essere attribuito alle posizioni di una maggioranza democratica”.

Sullo stesso tono la presidente della Commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro: “Ora è importante che i dem arrivino uniti alla discussione sulle riforme”. Dopo le incertezze dei giorni scorsi per la Finocchiaro si è arrivati a due “grandi risultati” il rientro della protesta dei 14 e la presentazione al governo di emendamenti condivisi da parte dei relatori, cioè lei stessa e Roberto Calderoli.
Per Stefano Fassina, i cui rapporti con il presidente del consiglio non sono tra i migliori, ora “ci sono tutte le condizioni per arrivare a una convergenza e sciogliere i nodi politici. I 14 senatori autosospesi hanno posto una questione fondamentale, noi non possiamo avere un Senato eletto direttamente e una Camera di nominati che non sia espressione diretta del volere dei cittadini, e credo che affrontando il problema concentrandoci sulla legge elettorale e sulla riforma del Senato potremo anche mandare avanti le riforme”.
Anche per Vannino Chiti “la battaglia sui temi della riforma costituzionale continua”. “È difficile dire – ha continuato il senatore del Pd – se votiamo sì o no perché nessuno conosce più la riforma, ci sarà un testo dei relatori. Inoltre è giusto, al di là dei numeri che otterrà all’ultima lettura, che ci sia un referendum confermativo perché la Costituzione è dei cittadini italiani e il referendum confermativo può essere l’elemento per la ricostruzione di un nuovo patto di fiducia con i cittadini”.

Sullo sfondo resta il coinvolgimento del Movimento 5 stelle mentre FI apre al confronto. “Non abbiamo alcun problema che si allarghi il tavolo delle riforme. Anzi, questo dimostra che avevamo visto giusto partecipare con Renzi al patto del Nazareno”, ha affermato il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta. “E proprio per questo – ha aggiunto – rilanciamo sull’elezione diretta del presidente della Repubblica”.

Daniele Unfer

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